
Ogni volta che giriamo la Campania ci accorgiamo che il vino cambia ogni pochi chilometri: dai vulcani alle colline dell'Irpinia, dalle isole del golfo alle terrazze sul mare della costiera. Per questo abbiamo raccolto in un'unica guida tutte le denominazioni della regione, provincia per provincia, con i vitigni da conoscere e qualche consiglio per organizzare il vostro enotour. Da qui potete aprire le schede di ogni vino.
La Campania del vino in breve
La Campania conta oggi 4 DOCG, 15 DOC e 10 IGT. La sua forza sta nei vitigni autoctoni: la regione ha conservato varietà antichissime, molte delle quali coltivate quasi solo qui, e le ha legate a territori molto diversi tra loro. Si va dai suoli vulcanici del Vesuvio, dei Campi Flegrei e di Ischia alle colline argillose e calcaree dell'interno, dove le vigne salgono anche oltre i 500 metri e le escursioni termiche tra giorno e notte sono forti.
A raccontare ogni anno questo patrimonio è la Guida Catalogo delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania, curata dalla Regione con l'AIS Campania e arrivata nel 2024 alla decima edizione. Una tendenza che la guida mette in evidenza ci convince molto: sempre più cantine allungano l'affinamento in bottiglia, come dimostrano le tipologie Riserva di Fiano di Avellino e Greco di Tufo, una strada che anche la Falanghina del Sannio e il Campi Flegrei Falanghina sono pronti a percorrere.
Prima di partire vi consigliamo di leggere il nostro approfondimento I vitigni autoctoni della Campania: conoscere Aglianico, Fiano, Greco e Falanghina rende molto più facile orientarsi tra le etichette.
Le quattro DOCG
Le denominazioni di origine controllata e garantita sono il vertice della piramide. Tre si trovano in Irpinia, una nel Sannio:
- Vino Taurasi DOCG: il grande rosso da Aglianico, prima DOCG del Mezzogiorno, riconosciuta nel 1993.
- Fiano di Avellino DOCG: bianco da uve Fiano, DOCG dal 2003, capace di evolvere bene negli anni.
- Greco di Tufo DOCG: bianco da uve Greco, anch'esso DOCG dal 2003, prodotto anche nella versione spumante.
- Aglianico del Taburno DOCG: il rosso del massiccio del Taburno, DOCG dal 2011, l'ultima arrivata.
I territori del vino, provincia per provincia
Avellino e l'Irpinia
L'Irpinia è la provincia delle tre DOCG. Il Taurasi nasce sulle colline intorno a Taurasi, il Fiano attorno ad Avellino e a Lapio, il Greco nei comuni attorno a Tufo. Tutta la provincia è coperta dalla Irpinia DOC, che comprende bianchi, rossi e varie tipologie da vitigno. Per una panoramica locale leggete I vini di Avellino e la guida Avellino e dintorni.
Benevento e il Sannio
Il Sannio è la provincia con più vigneti della regione e la patria della Falanghina. Oltre all'Aglianico del Taburno trovate la Falanghina del Sannio DOC, con le sottozone Taburno, Solopaca, Guardia Sanframondi (o Guardiolo) e Sant'Agata dei Goti, e la più ampia Sannio DOC. Le indicazioni geografiche sono Beneventano IGT e Dugenta IGT. Due paesi da non perdere sono Solopaca e Guardia Sanframondi; approfondite in I vini del Beneventano e Benevento e dintorni.
Caserta e la Terra di Lavoro
Nel Casertano il vino ha radici romane: il Falerno era tra i più celebri dell'antichità e oggi rivive nella Falerno del Massico DOC, tra Sessa Aurunca e Mondragone. Attorno ad Aversa si coltiva l'Asprinio sulle alte viti maritate agli alberi, tutelato dalla Aversa DOC (vi raccontiamo tutto in L'Asprinio di Aversa e le viti maritate). Ci sono poi la Galluccio DOC, sulle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, e la Casavecchia di Pontelatone DOC, intorno a Pontelatone. Le IGT sono Roccamonfina IGT e Terre del Volturno IGT, quest'ultima casa dei Pallagrello bianco e nero. Leggete anche I vini di Caserta e Caserta e dintorni.
Napoli, il Vesuvio e le isole
La provincia di Napoli è il regno dei suoli vulcanici. Sulle pendici del Vesuvio si produce la Vesuvio DOC, con il celebre Lacryma Christi; a ovest della città ci sono i Campi Flegrei DOC, con Falanghina e Piedirosso. Le isole hanno denominazioni proprie: Ischia DOC, tra le prime d'Italia (1966), e Capri DOC. A sud, la Penisola Sorrentina DOC comprende il rosso frizzante di Gragnano e Lettere. Le IGT sono Catalanesca del Monte Somma IGT, Pompeiano IGT ed Epomeo IGT. Approfondite in I vini di Napoli e Napoli e Dintorni.
Salerno, la costiera e il Cilento
In provincia di Salerno le vigne si arrampicano sulle terrazze della Costa d'Amalfi DOC, con le sottozone Furore, Ravello e Tramonti: a Tramonti sopravvivono ceppi molto antichi. Più a sud ci sono la Cilento DOC e la Castel San Lorenzo DOC, nella valle del Calore salernitano. Le IGT sono Colli di Salerno IGT e Paestum IGT. Per il quadro completo leggete I Vini di Salerno e Salerno e dintorni.
L'IGT regionale
Infine la Campania IGT copre tutta la regione: è l'indicazione usata per molti vini da vitigno e per le sperimentazioni dei produttori.
I vitigni principali
Tra i rossi il protagonista è l'Aglianico, vitigno tardivo e tannico che regala vini da lungo invecchiamento. Accanto a lui il Piedirosso, più morbido e fruttato, tipico delle zone vulcaniche, lo Sciascinoso della penisola sorrentina, il Casavecchia e il Pallagrello nero del Casertano.
Tra i bianchi spiccano Fiano, Greco e Falanghina, seguiti dalla Coda di Volpe, dall'Asprinio, dal Pallagrello bianco, dalle ischitane Biancolella e Forastera, dalla Catalanesca e dal Caprettone del Vesuvio. Ve li presentiamo uno per uno in I vitigni autoctoni della Campania.
Enoturismo in Campania: le nuove regole
Dal 2024 la Campania ha una legge tutta sua per l'enoturismo: la Legge Regionale n. 7 del 15 maggio 2024, "Esercizio delle attività enoturistiche sul territorio della Regione Campania". È l'ultimo passo di un percorso iniziato con la legge nazionale del 2017 e il decreto ministeriale del 2019, e proseguito in regione con il disciplinare per le attività enoturistiche e oleoturistiche approvato nel 2023.
Per chi viaggia questo significa più garanzie: le cantine iscritte all'elenco regionale degli operatori enoturistici devono rispettare standard minimi di qualità, come giorni di apertura definiti, un sito web multilingue con la possibilità di prenotare, cartelli informativi all'ingresso e materiale in più lingue. Tra le attività previste ci sono le visite guidate in vigna e in cantina, le degustazioni con prodotti del territorio e la vendemmia didattica. La legge prevede anche un Osservatorio regionale per l'enoturismo. Le aziende che vogliono iscriversi trovano moduli e informazioni sulla pagina enoturismo della Regione Campania.
Dietro le denominazioni lavorano anche i consorzi di tutela riconosciuti dal Ministero: quello dei vini d'Irpinia, quello dei vini Sannio, VITICA nel Casertano, i consorzi del Vesuvio e di Campi Flegrei e Ischia nel Napoletano e Vita Salernum Vites a Salerno. Secondo la guida 2024 è nato anche un consorzio della Penisola Sorrentina, in attesa di riconoscimento.
I nostri consigli per un enotour in Campania
- Scegliete una zona alla volta. Le distanze sembrano brevi, ma tra strade di collina e traffico costiero conviene concentrarsi su un territorio: l'Irpinia delle tre DOCG, il Sannio della Falanghina, il Vesuvio e i Campi Flegrei, oppure la costiera.
- Cercate le cantine iscritte all'elenco regionale degli operatori enoturistici: sono quelle che garantiscono visite e accoglienza secondo gli standard della nuova legge.
- Prenotate sempre. Molte cantine sono piccole aziende familiari: le visite si organizzano su appuntamento, soprattutto nei giorni feriali.
- Puntate sull'autunno. Tra settembre e novembre c'è la vendemmia, e in Irpinia l'Aglianico si raccoglie spesso per ultimo, a stagione inoltrata. Vi suggeriamo di leggere L'autunno in Campania: vendemmia e sagre della castagna.
- Abbinate vino e paesaggio. Un itinerario tra le cantine diventa più bello se lo alternate con borghi, castelli e sentieri: per un'idea pronta c'è Irpinia e Sannio in un weekend.
- Non guidate dopo le degustazioni. Designate un autista, usate la sputacchiera o affidatevi a un tour organizzato.
- Assaggiate a tavola. Ogni vino dà il meglio con la cucina della sua terra: un Greco con il pesce, un Taurasi con i piatti di carne irpini, un Gragnano con la pizza.
Tra le feste ricorrenti legate all'uva, vi segnaliamo quella di Solopaca, raccontata in Solopaca e la Festa dell'uva. Le date cambiano ogni anno: verificatele sempre sui siti ufficiali prima di partire.
Nei dintorni
Per abbinare i vini ai prodotti tipici partite da I prodotti DOP e IGP della Campania. Se volete unire vino e relax, date un'occhiata a Le terme della Campania, mentre per un viaggio più lungo vi consigliamo La Campania in 7 giorni.
Fonti
Fonti: Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania (per i dati generali su denominazioni, consorzi ed enoturismo); Regione Campania, Enoturismo; MASAF, elenchi e disciplinari dei vini DOP e IGP; disciplinari DOCG consultati sulle schede AIS.
Foto in alto (Napoli): This Photo was taken by Wolfgang Moroder. Feel free to use my photos, but please mention me as the author and send me a message. This image is not in the public domain. Please respect the copyright protection. It may only be used according to the rules mentioned here. This specifically excludes use in social media, if applicable terms of the licenses listed here not appropriate. Please do not upload an updated image here without consultation with the Author. The author would like to make corrections only at his own source. This ensures that the changes are preserved.Please if you think that any changes should be required, please inform the author.Otherwise you can upload a new image with a new name. Please use one of the templates derivative or extract., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
