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Terre del Volturno IGT

Terre del Volturno IGT

Seguendo il corso del Volturno nel Casertano abbiamo incontrato colline coltivate, borghi arroccati e nomi di vitigni che fuori dalla Campania quasi nessuno conosce. L'IGT Terre del Volturno nasce proprio per raccontare questa valle e le sue uve.

Una zona larga quanto una provincia

Istituita nel 1995, l'IGT comprende quasi ottanta comuni della provincia di Caserta e tre della provincia di Napoli: dall'Alto Casertano ai piedi del Matese fino alla pianura aversana. Il disciplinare prevede bianco, rosso e rosato, anche frizzanti, amabili e passiti, più il novello.

Il Pallagrello, l'uva dei Borbone

Il simbolo di questa IGT è il Pallagrello, bianco e nero. La sua storia ci ha conquistati: Ferdinando IV di Borbone gli riservò un posto nella Vigna del Ventaglio di Caserta, a San Leucio, un vigneto a semicerchio dove erano coltivate le migliori uve del Regno. Un tempo era chiamato anche "Piedimonte bianco" e "Piedimonte rosso", da Piedimonte Matese. Quasi scomparso nel Novecento, è stato recuperato da alcuni viticoltori alla fine degli anni Novanta, soprattutto intorno a Caiazzo, Castel Campagnano e Alvignano.

Casavecchia e Asprinio

Tra i vitigni che possono comparire in etichetta ci sono anche il Casavecchia, legato a Pontelatone e oggi protagonista di una DOC tutta sua, e l'Asprinio, l'uva bianca dell'agro aversano tradizionalmente allevata ad alberata, con le viti arrampicate sui pioppi. Completano l'elenco Falanghina, Fiano, Greco, Coda di Volpe, Aglianico, Piedirosso, Primitivo e Sciascinoso.

Una curiosità

Il nome Casavecchia, secondo il racconto tramandato in zona, verrebbe da una vecchia vite trovata accanto ai ruderi di una casa abbandonata. È una storia che non si può verificare, ma che spiega bene il legame tra questi vitigni e la memoria contadina del territorio.

Il fiume e le colline

Il Volturno è il fiume più lungo del Mezzogiorno continentale e attraversa la provincia prima di sfociare a Castel Volturno. Lungo il suo corso medio i paesi stanno sulle colline, con le vigne esposte al sole e protette dal Monte Maggiore e dai rilievi del Matese. Più a valle, nella piana tra Capua e Aversa, il paesaggio cambia: campi aperti, filari alti, l'antica Campania felix dei Romani. In una sola IGT ci sono quindi ambienti molto diversi, e i vini lo raccontano.

Nel Casertano le denominazioni sono seguite dal Consorzio di tutela VITICA, riconosciuto dal Ministero, come riporta la Guida Catalogo 2024 della Regione Campania.

Dove assaggiarlo e nei dintorni

Vi consigliamo un giro tra Caiazzo, il suo centro storico affacciato sulla valle, e i paesi del medio Volturno, con una deviazione verso Aversa per l'Asprinio. Approfondite con Casavecchia di Pontelatone DOC, L'Asprinio di Aversa e le viti maritate e Il borgo di Caiazzo, poi tornate alla panoramica I vini di Caserta. Per mettere insieme le tappe, leggete Pronto per un enotour campano?.

Fonti: MASAF – Disciplinari vini DOP e IGP, Italian Wine Central – IGP Terre del Volturno, DoctorWine – Pallagrello nero; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania.

Foto in alto (Caiazzo): NicFer at Italian Wikipedia, GFDL, via Wikimedia Commons.

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