
Il Beneventano è la provincia che produce più vino in Campania, e girando tra le sue colline lo abbiamo visto con i nostri occhi: vigneti ovunque, dalla Valle Telesina al Taburno. La Sannio DOC è la denominazione che li racchiude quasi tutti. Vi aiutiamo a orientarvi tra vitigni, tipologie e sottozone.
La zona di produzione
La Sannio DOC comprende l'intero territorio della provincia di Benevento, con vigneti in collina tra i 200 e i 650 metri di quota. Si va dalle valli del Calore e del Volturno, attorno a Benevento, fino ai rilievi del Taburno e del Matese. Tra i centri più legati alla vite ci sono Guardia Sanframondi, Castelvenere, Solopaca, Torrecuso e Sant'Agata de' Goti.
Vitigni e tipologie
È una denominazione molto ampia. Oltre al bianco e al rosso, anche frizzanti, e al rosato, il disciplinare prevede i vini con il nome del vitigno:
- tra i bianchi Coda di Volpe, Fiano, Greco e Moscato;
- tra i rossi Aglianico, Barbera, Piedirosso e Sciascinoso.
Ci sono poi il passito, il novello, gli spumanti di qualità, anche metodo classico, e i rossi con le menzioni superiore e riserva. Curiosa la presenza della Barbera, coltivata da tempo nel Sannio e da non confondere con quella piemontese. La Falanghina invece ha una DOC tutta sua.
Le sottozone
In etichetta può comparire una delle sottozone, eredi delle vecchie DOC provinciali:
- Guardia Sanframondi (o Guardiolo), con San Lorenzo Maggiore, San Lupo e Castelvenere;
- Sant'Agata dei Goti, limitata al comune omonimo;
- Solopaca e la più ristretta Solopaca Classico;
- Taburno, con comuni come Apollosa, Bonea, Montesarchio, Paupisi e Torrecuso.
Storia e riconoscimento
Il disciplinare ricorda le anfore vinarie del II secolo a.C. trovate a Dugenta e la rinascita della viticoltura attorno all'anno Mille, grazie agli enti religiosi. La DOC Sannio è nata con decreto del 5 agosto 1997; con il riordino del 2011 ha assorbito le DOC Guardiolo, Sant'Agata dei Goti, Solopaca e Taburno, che sono diventate sottozone.
Abbinamenti
La varietà della DOC permette abbinamenti per ogni portata. Noi abbiamo apprezzato il Coda di Volpe e il Fiano con le paste ai legumi e le verdure dell'orto, l'Aglianico e il rosso riserva con l'agnello e i formaggi stagionati, il Piedirosso con i salumi. Il Moscato passito chiude bene con il torrone di Benevento.
Il comparto è seguito dal Consorzio di tutela dei vini Sannio, riconosciuto dal Ministero, che lavora per far conoscere i marchi del territorio (fonte: Guida Catalogo 2024 della Regione Campania).
Dove assaggiarlo e nei dintorni
A fine estate vi consigliamo Solopaca e la Festa dell'uva, una festa legata alla vendemmia. Tra un vigneto e l'altro meritano una sosta Sant'Agata de' Goti, Cerreto Sannita e la sua ceramica e Il Parco del Taburno-Camposauro.
Il quadro completo delle denominazioni è in I vini del Beneventano, con le schede Falanghina del Sannio DOC e Aglianico del Taburno DOCG. Per pianificare il viaggio partite da Pronto per un enotour campano? e da Benevento e dintorni.
Fonti: disciplinare di produzione DOC Sannio; MASAF, elenchi e disciplinari vini DOP e IGP; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania.
Foto in alto (Benevento): Dэя-Бøяg, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

