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Fiano di Avellino DOCG

Fiano di Avellino DOCG

Tra i bianchi italiani, il Fiano di Avellino è uno di quelli che ci sorprendono di più. Giovane è fresco e profumato, dopo qualche anno in bottiglia diventa complesso e minerale. Siamo andati a cercarlo sulle colline intorno al capoluogo irpino e ve lo raccontiamo qui.

Un vitigno antico

Il Fiano è uno dei vitigni bianchi più antichi della Campania. Secondo una tradizione molto diffusa il suo nome si lega alla vitis apiana, l'uva amata dalle api per la dolcezza dei suoi acini. Non a caso il disciplinare permette di accompagnare la denominazione con la menzione tradizionale Apianum.

Il vino si produce con uve Fiano per almeno l'85%; per il resto possono concorrere Greco, Coda di Volpe e Trebbiano toscano, fino al 15%.

La storia della denominazione

Il Fiano di Avellino è stato riconosciuto DOC nel 1978 e DOCG con decreto del 18 luglio 2003, insieme al Greco di Tufo. Con le modifiche pubblicate in Gazzetta Ufficiale nel 2020 è nata anche la tipologia Riserva, che deve affinare almeno 12 mesi a partire dal 1° novembre dell'anno di vendemmia.

La zona di produzione

La zona comprende 26 comuni della provincia di Avellino, sulle colline che circondano Avellino, lungo la valle del Sabato e verso il Partenio. Tra i più noti ci sono Lapio, considerato da molti una delle culle del Fiano, Atripalda, Montefredane, Summonte, Sorbo Serpico, Santo Stefano del Sole, Candida, Manocalzati, Pratola Serra e Forino. Le vigne crescono spesso in quota, su terreni vari che danno vini diversi da paese a paese.

Come si presenta nel bicchiere

Il titolo alcolometrico minimo è dell'11,5%, del 12% per la Riserva. Da giovane il Fiano profuma di fiori bianchi, frutta a polpa gialla, erbe aromatiche e nocciola tostata; con l'affinamento emergono note di miele, agrumi canditi e sentori fumé. Ci ha colpito quanto sia longevo: una bottiglia di qualche anno può riservarvi belle sorprese.

A tavola vi consigliamo di abbinarlo a primi di pesce, crostacei, carni bianche, formaggi di media stagionatura e ai piatti della tradizione irpina a base di verdure.

A tutelare e promuovere queste denominazioni è il Consorzio di tutela dei vini d'Irpinia, riconosciuto dal Ministero, come ricorda la Guida Catalogo 2024 della Regione Campania.

La Guida Catalogo 2024 conferma che la revisione dei disciplinari irpini del 2020 ha introdotto per il Fiano di Avellino le tipologie Riserva, Spumante e Spumante Riserva.

Dove assaggiarlo e nei dintorni

Per conoscere il Fiano vi suggeriamo un giro tra Lapio, Montefredane e Summonte, dove potete abbinare le visite in cantina a La Torre di Summonte. Nella stessa provincia nascono il Greco di Tufo DOCG e il Vino Taurasi DOCG, oltre alla Irpinia DOC. Leggete anche I vini di Avellino, la guida Avellino e dintorni e la nostra guida ai vini Pronto per un enotour campano?.

Fonti: Disciplinare Fiano di Avellino DOCG (AIS); MASAF, disciplinari vini DOP e IGP; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania.

Foto in alto (Avellino): autore sconosciuto, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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