
Il primo ricordo che abbiamo di Roccamonfina sono i castagneti che coprono i fianchi del vulcano e, più in basso, le vigne che scendono verso la piana. Qui la terra è scura e porosa: è il segno di un'antica attività vulcanica che dà carattere ai vini dell'IGT Roccamonfina.
Un vulcano spento nel nord della Campania
Il vulcano di Roccamonfina domina l'angolo nord-occidentale della provincia di Caserta, tra il fiume Garigliano e il Monte Massico. È spento da tempi lunghissimi e oggi è protetto da un parco regionale. I suoi suoli, di origine vulcanica, sono ricchi di minerali e drenano bene l'acqua: condizioni che i viticoltori della zona conoscono da secoli.
La denominazione
Istituita nel 1995, l'IGT comprende venticinque comuni del Casertano. Il disciplinare prevede un ventaglio ampio di tipologie: bianco, anche amabile, frizzante e passito; rosso, anche amabile, frizzante, passito e novello; rosato, anche amabile e frizzante.
I vitigni
In etichetta possono comparire Falanghina, Fiano, Greco e Coda di Volpe tra i bianchi, Aglianico, Piedirosso, Primitivo e Sciascinoso tra i rossi. L'Aglianico e la Falanghina sono le stesse uve che, nella stessa area, danno vita alla piccola Galluccio DOC, mentre poco più a sud, sul Massico, nasce il celebre Falerno del Massico DOC.
Una curiosità
Sul territorio del vulcano vigna, castagno e olivo convivono da sempre: non è raro vedere filari al margine dei boschi. Salendo a Roccamonfina vale la pena fermarsi al quattrocentesco santuario dei Lattani, immerso nel verde: è il luogo giusto per capire quanto questo paesaggio sia rimasto agricolo e silenzioso.
Vigne, castagne e olio
La zona è conosciuta anche per altri prodotti della terra: le castagne dei boschi del vulcano e l'olio delle colline vicine, tutelato dalla DOP Terre Aurunche (ve ne parliamo in Olio extravergine di Oliva DOP delle Terre Aurunche). In autunno, quando vendemmia e raccolta delle castagne si sovrappongono, i paesi del vulcano si animano con feste e sagre tradizionali. È il periodo che vi consigliamo per visitare la zona, magari abbinando il vino ai piatti contadini a base di castagne e legumi.
Nel Casertano le denominazioni sono seguite dal Consorzio di tutela VITICA, riconosciuto dal Ministero, come riporta la Guida Catalogo 2024 della Regione Campania.
Dove assaggiarlo e nei dintorni
Vi consigliamo un anello tra Roccamonfina, Sessa Aurunca, Teano, Galluccio e Conca della Campania. Leggete Il vulcano di Roccamonfina e il suo parco e Teano e Sessa Aurunca, tra Romani e Medioevo, poi tornate alla panoramica I vini di Caserta. Per collegare questa tappa alle altre zone del vino campano c'è Pronto per un enotour campano?.
Fonti: MASAF – Disciplinari vini DOP e IGP, Italian Wine Central – IGP Roccamonfina; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania.
Foto in alto (Roccamonfina): Twilight, CC BY-SA 2.5 it, via Wikimedia Commons.

