
Girando per le cantine delle cinque province abbiamo notato che una scritta torna ovunque, dal Sannio al Cilento: Campania IGT. Non è un caso. È l'unica indicazione geografica tipica che copre l'intero territorio regionale, e capirla aiuta a leggere meglio tutto il vino campano.
Una denominazione "ombrello"
Riconosciuta nel 2004, l'IGT Campania comprende l'intero territorio amministrativo della regione. Le altre IGT campane, come Beneventano IGT o Paestum IGT, raccontano invece un'area precisa. La Campania IGT serve a chi lavora uve di zone diverse, a chi sperimenta assemblaggi fuori dalle regole delle DOC o a chi coltiva vigneti in aree senza una denominazione più specifica.
Tipologie: dal frizzante al liquoroso
Il disciplinare è tra i più ampi della regione. Prevede il bianco, anche frizzante e passito; il rosso, anche frizzante, passito, novello e liquoroso; il rosato, con le stesse varianti. La tipologia liquorosa è una particolarità che nelle IGT provinciali non troviamo.
I vitigni in etichetta
In etichetta può comparire il nome di alcuni vitigni simbolo: tra i bianchi Falanghina, Fiano, Greco e Coda di Volpe; tra i rossi Aglianico, Piedirosso, Sciascinoso e Primitivo. Sono le uve che si ritrovano, in forme diverse, in quasi tutte le DOC della regione: ve ne parliamo in I vitigni autoctoni della Campania.
Perché è importante
L'edizione 2019-2020 della Guida ai vini della Regione Campania ricordava che la regione conta circa 23.000 ettari di vigneto, per lo più in collina, e che la quota di vino certificato è ancora bassa rispetto alle grandi regioni del vino. La Campania IGT è spesso la porta d'ingresso per i piccoli produttori e per i vitigni rari che stanno tornando nei filari. Quando la vediamo in etichetta, ci chiediamo sempre da quale angolo della regione arrivi quell'uva: è un bel gioco da fare a tavola.
Come leggere l'etichetta
Un consiglio pratico: quando trovate Campania IGT seguito dal nome di un vitigno, quel vino deve provenire in prevalenza da quell'uva, secondo le regole del disciplinare. Se invece leggete solo bianco o rosso, è probabile che si tratti di un assemblaggio. Molti produttori scelgono questa IGT anche per i vitigni rari recuperati negli ultimi anni, come il Pallagrello del Casertano o il Tintore di Tramonti, che in alcune zone non hanno ancora una denominazione specifica. In etichetta, insomma, c'è sempre una storia da scoprire.
Dove assaggiarlo e nei dintorni
Il bello della Campania IGT è che la potete trovare ovunque: nelle colline di Benevento, sotto il Vesuvio, in Irpinia intorno ad Avellino o nella piana di Capaccio Paestum. Vi consigliamo di partire dalla nostra guida generale I vini della Campania: la nostra guida e poi scegliere una provincia: I vini di Napoli, I vini di Caserta, I vini del Beneventano, I vini di Avellino e I Vini di Salerno. Per organizzare il viaggio, leggete Pronto per un enotour campano? e L'autunno in Campania: vendemmia e sagre della castagna.
Fonti: MASAF – Disciplinari vini DOP e IGP, Italian Wine Central – IGP Campania; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania (e edizione 2019-2020).
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