
Camminando tra Tramonti e Furore ci siamo chiesti come si possa coltivare la vite su pendii così ripidi. La risposta sono i terrazzamenti, costruiti a mano nel corso dei secoli. La Costa d'Amalfi DOC nasce proprio qui, tra il mare e i Monti Lattari, e vi raccontiamo come riconoscerla.
La zona di produzione
La Costa d'Amalfi DOC comprende tredici comuni della provincia di Salerno, lungo tutta la costiera: Vietri sul Mare, Cetara, Maiori, Minori, Ravello, Scala, Atrani, Tramonti, Furore, Praiano, Positano, Amalfi e Conca dei Marini. Le vigne non superano i 650 metri e crescono su terreni calcarei, sorrette da muri a secco, le macère, alti in media 3-4 metri e a volte molto di più. Spesso le viti sono allevate a pergola, sospese sopra i terrazzi.
Vitigni, tipologie e sottozone
Il bianco nasce da almeno il 40% di Falanghina e/o Biancolella; il rosso e il rosato da almeno il 40% di Piedirosso, con Sciascinoso e Aglianico. Le tipologie sono bianco, anche passito e spumante, rosso, anche passito e riserva (due anni di invecchiamento, uno in legno), e rosato.
Tre le sottozone, con regole più strette:
- Furore, con Furore, Praiano, Conca dei Marini e Amalfi;
- Ravello, con Ravello, Scala, Minori e Atrani;
- Tramonti, con Tramonti e Maiori.
Qui entrano in gioco vitigni rari della costiera, come Pepella, Ripoli, Fenile e Ginestra per i bianchi di Furore e il Tintore per i rossi di Tramonti.
Storia e riconoscimento
Il disciplinare ricorda che la vite in costiera è documentata già intorno all'860 e che nei secoli successivi i vigneti si moltiplicarono, fino a diventare la coltura principale di molti fondi. La denominazione è stata riconosciuta con decreto del 10 agosto 1995 e aggiornata nel 2011 e nel 2014. Il paesaggio dei terrazzamenti fa parte della Costiera Amalfitana iscritta dall'UNESCO nella lista del Patrimonio mondiale nel 1997.
Abbinamenti
Il bianco è il compagno naturale della cucina di mare della costiera: noi lo abbiamo provato con gli scialatielli ai frutti di mare, con l'insalata di mare e con le paste condite con la colatura. Il rosso accompagna le carni bianche e i primi della tradizione di Tramonti, mentre il rosato è perfetto in estate con il pesce azzurro.
Le denominazioni salernitane sono seguite dal Consorzio di tutela Vita Salernum Vites, riconosciuto dal Ministero, come riporta la Guida Catalogo 2024 della Regione Campania.
Dove assaggiarlo e nei dintorni
Tra una vigna e l'altra vi consigliamo Il Fiordo di Furore, Villa Rufolo e Villa Cimbrone a Ravello e il panoramico Il Sentiero degli Dei. Ad Amalfi non perdete Il Duomo di Amalfi e il Chiostro del Paradiso, e a tavola provate Gli scialatielli all'amalfitana e la Colatura di alici di Cetara.
Le altre denominazioni della provincia sono in I Vini di Salerno; per un itinerario tra le cantine della regione partite da Pronto per un enotour campano?, e per la costiera da Amalfi: cosa fare e cosa vedere e Salerno e dintorni.
Fonti: disciplinare di produzione DOC Costa d'Amalfi; MASAF, elenchi e disciplinari vini DOP e IGP; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania.
Foto in alto (Amalfi): No machine-readable author provided. Sudodana2048 assumed (based on copyright claims)., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

