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Aversa DOC

Aversa DOC

Tra Napoli e Caserta, nella pianura dell'antica Campania felix, c'è un vino che si vendemmia salendo su scale altissime. Noi l'abbiamo scoperto girando per le campagne attorno ad Aversa, dove le viti si arrampicano sugli alberi come facevano secoli fa. È l'Asprinio, l'anima della Aversa DOC.

La zona di produzione

La denominazione abbraccia 19 comuni della provincia di Caserta e 3 della provincia di Napoli. Oltre ad Aversa, sul versante casertano ci sono tra gli altri Villa Literno, Casal di Principe, Trentola Ducenta, Sant'Arpino, Gricignano di Aversa e Orta di Atella; sul versante napoletano Giugliano in Campania, Qualiano e Sant'Antimo. È una pianura fertile, di origine vulcanica, che i Romani chiamavano Ager Campanus.

Il vitigno e le tipologie

Il protagonista assoluto è l'Asprinio, un'uva a bacca bianca dall'acidità spiccata che dà vini freschi, secchi e leggeri. Il disciplinare prevede due sole tipologie:

  • Aversa Asprinio, con almeno l'85% di Asprinio;
  • Aversa Asprinio spumante, con Asprinio in purezza.

La naturale freschezza di quest'uva l'ha resa da sempre adatta alle bollicine: nelle osterie della zona il vino "frizzantino" era di casa molto prima che diventasse di moda.

L'alberata aversana, una vigna verticale

Quello che ci ha colpito di più è il paesaggio. Qui si conserva l'alberata aversana, un sistema di allevamento di origine etrusca in cui le viti sono "maritate" a pioppi alti anche 10-15 metri e formano vere pareti verdi tra un albero e l'altro. Per vendemmiare servono lunghe scale di legno e mani esperte. Il disciplinare tutela questa forma tradizionale: i vini che ne provengono possono riportare in etichetta la menzione "alberata" o "vigneti ad alberata". Oggi la maggior parte delle vigne nuove è a spalliera, ma le alberate superstiti sono un patrimonio da vedere almeno una volta. Ne parliamo meglio in L'Asprinio di Aversa e le viti maritate.

Un po' di storia

La coltivazione della vite in questa pianura è antichissima, e la tradizione lega la diffusione dell'Asprinio al territorio di Aversa, la città fondata dai Normanni nell'XI secolo. Il riconoscimento ufficiale è più recente: la DOC Aversa è nata con il decreto del 31 luglio 1993, e il disciplinare è stato poi aggiornato più volte, l'ultima nel 2014. È una delle quindici DOC regionali.

Abbinamenti a tavola

L'Asprinio ha un sapore secco e fruttato, con un'acidità che pulisce la bocca. Vi consigliamo di provarlo con la Mozzarella di bufala campana DOP, un abbinamento tutto casertano che troviamo perfetto, con gli antipasti di mare e con la frittura. Lo spumante è un ottimo aperitivo, magari accanto a una pizza fritta.

Nel Casertano le denominazioni sono seguite dal Consorzio di tutela VITICA, riconosciuto dal Ministero, come riporta la Guida Catalogo 2024 della Regione Campania.

Dove assaggiarlo e nei dintorni

Partite dal centro di Aversa, con il suo duomo e le cento chiese: trovate tutto in Aversa normanna: cattedrale e centro storico. A breve distanza c'è Il Real Sito di Carditello, la tenuta borbonica in mezzo alla campagna. Per avere il quadro completo delle denominazioni della provincia leggete I vini di Caserta e, per un itinerario tra tutte le vigne della regione, la nostra guida Pronto per un enotour campano?. Se cercate altri bianchi casertani, confrontatelo con il Falerno del Massico DOC.

Fonti: MASAF, disciplinari dei vini DOP e IGP; Disciplinare di produzione DOC Aversa; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania.

Foto in alto (Aversa): Dinamo86, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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