
Tra le colline vulcaniche di Roccamonfina, le pendici del Monte Massico e le pianure attorno ad Aversa, abbiamo scoperto che la provincia di Caserta è una terra di vino antichissima. Qui nasceva il Falerno cantato dai poeti latini, e qui sopravvivono vitigni rari come il Pallagrello e il Casavecchia. Vi raccontiamo le denominazioni, senza classifiche di etichette: il bello è assaggiarle sul posto.
Falerno del Massico DOC
È l'erede del vino più celebre dell'antica Roma. Il Falerno del Massico è DOC dal 1989 e si produce in cinque comuni attorno al Monte Massico: Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Falciano del Massico e Carinola. Il bianco nasce dalla Falanghina, il rosso soprattutto da Aglianico e Piedirosso, e c'è anche una versione da Primitivo; rosso e Primitivo esistono pure come riserva. Lo approfondiamo in Falerno del Massico DOC.
Aversa DOC e l'Asprinio
Nell'agro aversano, tra le province di Caserta e Napoli, si produce l'Aversa DOC, riconosciuta nel 1993 e basata sul vitigno Asprinio. È un bianco fresco e citrino, prodotto fermo e spumante. La sua particolarità è l'alberata: viti "maritate" a pioppi e altri alberi, alte anche più di dieci metri, vendemmiate salendo su lunghe scale di legno. I vini da queste vigne possono riportarlo in etichetta. Tutto in Aversa DOC e in L'Asprinio di Aversa e le viti maritate.
Galluccio DOC
Sulle colline al confine con il Lazio, sui terreni del vulcano spento di Roccamonfina, nasce il Galluccio DOC, istituito nel 1997 e prodotto in cinque comuni tra cui Galluccio. Il bianco è a base di Falanghina, mentre rosso e rosato si basano sull'Aglianico; il rosso esiste anche come riserva. Scopritelo in Galluccio DOC.
Casavecchia di Pontelatone DOC
La denominazione più giovane, DOC dal 2011, prende il nome da un vitigno rosso che secondo la tradizione fu ritrovato tra Otto e Novecento accanto a un vecchio rudere a Pontelatone: da qui il nome "Casavecchia". Ne nasce un rosso tannico e strutturato, che richiede almeno due anni di affinamento, di cui uno in legno, e tre per la riserva. Lo raccontiamo in Casavecchia di Pontelatone DOC.
Le IGT: Roccamonfina e Terre del Volturno
Accanto alle DOC ci sono due indicazioni geografiche nate nel 1995. Roccamonfina IGT copre l'area del massiccio vulcanico di Roccamonfina e dà bianchi, rossi e rosati, anche da singolo vitigno. Terre del Volturno IGT abbraccia buona parte della provincia ed è la casa dei vitigni storici casertani: il Pallagrello bianco, il Pallagrello nero e il Casavecchia. Approfondimenti in Roccamonfina IGT e Terre del Volturno IGT.
Come abbinarli
Con la mozzarella di bufala vi consigliamo un Asprinio o una Falanghina; con salumi e carni un rosso del Massico o un Casavecchia. Per i piatti da accompagnare, leggete Cosa mangiare a Caserta.
Nei dintorni
- Caserta e dintorni, la guida completa alla provincia.
- Il vulcano di Roccamonfina e il suo parco, tra castagneti e vigne.
- Piatti tipici casertani, le ricette della tradizione.
- Teano e Sessa Aurunca, tra Romani e Medioevo, nel cuore della zona del Falerno.
Foto in alto (Caserta): Miguel Hermoso Cuesta, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.


