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Pompeiano IGT

Pompeiano IGT

Camminando negli scavi di Pompei abbiamo trovato una cosa che non ci aspettavamo: vigne vere, piantate dentro la città antica. È da qui che vogliamo partire per raccontarvi l'IGT Pompeiano, che porta il nome della città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C.

Una zona grande quasi quanto la provincia

Riconosciuta nel 1995, l'IGT comprende l'intero territorio della provincia di Napoli, con un'unica esclusione: l'isola d'Ischia, che ha la sua IGT, l'Epomeo IGT. Dentro questi confini ci sono paesaggi diversissimi: le pendici del Vesuvio, i Campi Flegrei, i Monti Lattari, la Penisola Sorrentina, le isole di Capri e Procida.

Tipologie e vitigni

Il disciplinare prevede bianco, rosso e rosato, anche frizzanti e amabili, il rosso novello e i passiti bianco e rosso. In etichetta possono comparire Falanghina e Coda di Volpe tra i bianchi, Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso tra i rossi. Il Piedirosso, chiamato a Napoli "Per' e palummo" per il colore rosso del raspo che ricorda la zampa del colombo, è forse l'uva più napoletana di tutte.

Le vigne dentro gli scavi

La curiosità che più ci ha colpito riguarda proprio Pompei. Dagli anni Novanta il Parco archeologico porta avanti un progetto di ricerca che ha ripiantato vigneti nelle Regiones I e II della città antica, nei punti dove gli scavi avevano trovato tracce di coltivazione, come il Foro Boario. Le uve scelte sono Piedirosso e Sciascinoso, coltivate seguendo le indicazioni degli autori antichi. Vedere un filare accanto alle domus è un'emozione che vi consigliamo.

Il vino nella Pompei antica

Che il vino fosse importante a Pompei lo dicono gli scavi stessi: anfore, torchi, botteghe dove si vendeva il vino al bancone e affreschi con Bacco e il Vesuvio coperto di vigne. Prima dell'eruzione le pendici del vulcano erano fittamente coltivate, e il vino locale viaggiava per il Mediterraneo. L'IGT Pompeiano, con il suo nome, richiama proprio questa lunga tradizione. Le stesse uve citate dal disciplinare, il Piedirosso e lo Sciascinoso in testa, sono ancora oggi le più diffuse nei vigneti attorno al vulcano e sulle colline dei Lattari, dove le viti crescono spesso a piede franco su suoli sabbiosi e vulcanici.

Dove assaggiarlo e nei dintorni

Dopo gli scavi di Pompei, spostatevi verso Boscoreale e Torre del Greco, sulle pendici del vulcano, oppure verso Gragnano, ai piedi dei Lattari. Leggete Ercolano e Pompei: cosa vedere, Vesuvio DOC e Penisola Sorrentina DOC, poi la panoramica I vini di Napoli. Per un itinerario completo tra le zone del vino regionale, c'è Pronto per un enotour campano?.

Fonti: MASAF – Disciplinari vini DOP e IGP, Italian Wine Central – IGP Pompeiano, Fanpage – La vendemmia nel Triclinio Estivo di Pompei; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania.

Foto in alto (Pompei): Original uploader was KingCrimson at it.wikipedia, Public domain, via Wikimedia Commons.

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