
Nel Cilento il vino si beve accanto all'olio, ai fichi e al pane fatto in casa, come parte di un modo di mangiare che il mondo ha imparato a chiamare dieta mediterranea. Noi lo abbiamo assaggiato tra borghi in collina e paesi affacciati sul mare, e ci è sembrato lo specchio di questa terra: semplice, sincero, legato alla tavola. Ecco la Cilento DOC.
La zona di produzione
È una denominazione ampia: il disciplinare elenca quasi sessanta comuni della provincia di Salerno, quasi tutti nell'area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Si va dalla costa di Agropoli, Castellabate, Pollica, Ascea, Centola e Camerota fino all'interno di Vallo della Lucania, Gioi, Rutino, Prignano Cilento e Torchiara, e verso sud fino a Sapri. Ne fa parte anche Capaccio Paestum. I terreni sono argillosi e calcarei, il clima è caldo e ventilato dal mare.
Vitigni e tipologie
Il disciplinare prevede cinque tipologie:
- Cilento Bianco, a base di Fiano (60-65%) con Trebbiano toscano, Greco bianco o Malvasia;
- Cilento Rosso, a base di Aglianico (60-75%) con Piedirosso o Primitivo;
- Cilento Rosato, a base di Sangiovese con Aglianico, Primitivo o Piedirosso;
- Cilento Aglianico, con almeno l'85% del vitigno, anche riserva dopo tre anni di invecchiamento, di cui due in botte;
- Cilento Fiano, con almeno l'85% del vitigno.
Aglianico e Fiano sono i due grandi vitigni campani, e qui danno vini diversi da quelli dell'Irpinia: più solari e immediati.
Storia e riconoscimento
La viticoltura cilentana ha origini antiche: il disciplinare la collega alla presenza dei coloni greci, che sulla costa fondarono città come Poseidonia (Paestum) ed Elea (Velia). La DOC è stata riconosciuta con un decreto del 3 maggio 1989 e aggiornata nel 2011 e nel 2014. Il territorio del Parco, insieme ai siti di Paestum e Velia e alla Certosa di Padula, è Patrimonio UNESCO dal 1998.
Abbinamenti a tavola
La Guida Catalogo 2024 della Regione Campania suggerisce abbinamenti molto cilentani, che vi consigliamo di provare: l'Aglianico con la selvaggina e con i fusilli al ragù di castrato, il bianco con gli antipasti di mare e con i legumi, come le lagane e ceci. Il Fiano sta bene anche con le alici e con i formaggi freschi di capra, come il Cacioricotta caprino del Cilento.
Le denominazioni salernitane sono seguite dal Consorzio di tutela Vita Salernum Vites, riconosciuto dal Ministero, come riporta la Guida Catalogo 2024 della Regione Campania.
Dove assaggiarlo e nei dintorni
Le vigne del Cilento si attraversano facilmente combinandole con il mare e l'archeologia. Vi consigliamo Paestum e i suoi templi, Il Parco archeologico di Velia e Agropoli, il borgo antico e il castello; per capire la cucina locale c'è Pioppi e la dieta mediterranea. Il quadro completo del territorio è in Il Cilento: cosa fare e cosa vedere, quello delle denominazioni salernitane in I Vini di Salerno. Per un itinerario tra tutte le vigne campane leggete la nostra guida Pronto per un enotour campano? e confrontate questa DOC con la vicina Castel San Lorenzo DOC.
Fonti: MASAF, disciplinari dei vini DOP e IGP; Disciplinare di produzione DOC Cilento; UNESCO, Cilento and Vallo di Diano National Park; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania.
Foto in alto (Vallo della Lucania): Miki.mod at Italian Wikipedia (Original text: Michele Modica), Public domain, via Wikimedia Commons.

