
Quando visitiamo una cantina campana, la prima cosa che ci colpisce sono i nomi delle uve: Piedirosso, Coda di Volpe, Pallagrello, Catalanesca. La Campania ha conservato un patrimonio di vitigni autoctoni che non ha quasi uguali in Italia, e molti di questi si coltivano solo qui. Vi presentiamo quelli da conoscere prima di un viaggio tra le vigne.
I grandi rossi: Aglianico e Piedirosso
Aglianico
L'Aglianico è il re dei rossi del Sud. Il nome ha un'origine incerta, ma il vitigno è coltivato in Campania da moltissimo tempo. Matura tardi, ha tannini importanti e una spiccata acidità: per questo dà vini capaci di invecchiare a lungo. È alla base delle due DOCG rosse, il Vino Taurasi DOCG in Irpinia e l'Aglianico del Taburno DOCG nel Sannio, ma lo ritrovate in quasi tutte le denominazioni regionali, dal Falerno al Cilento.
Piedirosso
Il Piedirosso deve il nome al colore rosso dei raspi, che ricordano le zampe dei colombi: a Napoli e sulle isole lo chiamano infatti Per' 'e palummo. È il rosso delle terre vulcaniche, protagonista nei Campi Flegrei DOC, nella Vesuvio DOC e a Ischia. Dà vini più morbidi e fruttati dell'Aglianico, piacevoli anche leggermente freschi.
I tre bianchi più famosi
Fiano
Il Fiano è legato soprattutto all'Irpinia, dove nasce il Fiano di Avellino DOCG, ma è coltivato anche nel Cilento e nel Sannio. La tradizione collega il suo nome alle api attratte dagli acini dolci. Dà bianchi profumati e longevi.
Greco
Il Greco, secondo la tradizione arrivato con i coloni greci, ha la sua patria tra Tufo e i comuni vicini, dove si produce il Greco di Tufo DOCG. È un bianco sapido e strutturato, adatto anche alla spumantizzazione.
Falanghina
La Falanghina è il bianco campano più diffuso. Il nome viene ricondotto alla falanga, il palo che sostiene la vite. Oggi si distinguono due tipi, la Falanghina flegrea e la Falanghina beneventana. La trovate soprattutto nella Falanghina del Sannio DOC e nei Campi Flegrei.
I vitigni del Vesuvio
Sulle pendici del vulcano si coltivano tre bianchi da conoscere. La Coda di Volpe prende il nome dalla forma allungata e ricurva del grappolo; oltre al Vesuvio è presente in Irpinia e nel Sannio. Il Caprettone, a lungo confuso proprio con la Coda di Volpe, è stato riconosciuto come vitigno a sé ed è citato nel disciplinare della Vesuvio DOC, che prevede anche la tipologia Vesuvio Caprettone. La Catalanesca, coltivata sul Monte Somma, secondo la tradizione arrivò dalla Spagna in epoca aragonese; a lungo usata come uva da tavola, oggi è vinificata nella Catalanesca del Monte Somma IGT.
Le isole: Biancolella e Forastera
A Ischia i protagonisti sono due bianchi. La Biancolella dà vini fini e sapidi ed è presente anche in Costiera Amalfitana e nei Campi Flegrei. La Forastera, il cui nome ricorda un'origine "forestiera", è tipica dell'isola. Entrambe crescono su terrazze ripide, spesso sostenute da muretti a secco, e sono al centro della Ischia DOC.
Il Casertano: Asprinio, Pallagrello e Casavecchia
L'Asprinio è il vitigno dell'agro aversano, celebre per l'alberata: viti maritate a pioppi e altri alberi, che raggiungono altezze notevoli e si vendemmiano con lunghe scale. Dà un bianco acidulo e fresco, anche spumante, tutelato dalla Aversa DOC. Vi raccontiamo questa tradizione in L'Asprinio di Aversa e le viti maritate.
Il Pallagrello, nelle versioni bianco e nero, è legato alle colline del Volturno intorno a Caiazzo. Era apprezzato alla corte dei Borbone, poi rischiò di scomparire ed è stato recuperato negli anni Novanta del Novecento. Il Casavecchia è un rosso intenso coltivato intorno a Pontelatone: secondo la tradizione la pianta madre fu trovata tra i ruderi di una vecchia casa, da cui il nome. Ha una denominazione tutta sua, la Casavecchia di Pontelatone DOC.
Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana
Lo Sciascinoso, detto anche Olivella per la forma degli acini, è un rosso usato insieme a Piedirosso e Aglianico nei vini frizzanti di Gragnano e Lettere, tutelati dalla Penisola Sorrentina DOC. In costiera, accanto a Falanghina e Biancolella, sopravvivono varietà rare come Fenile, Ginestra e Ripoli, e a Tramonti il rosso Tintore: tutti legati alla Costa d'Amalfi DOC.
Come conoscerli dal vivo
Vi consigliamo di scegliere un vitigno e andarlo a cercare nel suo territorio: il Fiano in Irpinia, la Falanghina nel Sannio, il Piedirosso ai Campi Flegrei, l'Asprinio nell'agro aversano. Chiedete sempre in cantina quali uve usano e da quali vigne: in Campania ogni collina ha la sua storia. Prenotate le visite e verificate orari e disponibilità prima di partire.
Nei dintorni
Per la mappa completa delle denominazioni leggete la nostra guida ai vini Pronto per un enotour campano?. Per le zone vinicole provincia per provincia ci sono I vini di Avellino, I vini del Beneventano, I vini di Caserta, I vini di Napoli e I Vini di Salerno. E per partire dalla città, la guida Napoli e Dintorni.
Fonti: Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania; MASAF, disciplinari vini DOP e IGP; Disciplinare Vesuvio DOC.
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