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Galluccio DOC

Galluccio DOC

Nell'alto Casertano, al confine con il Lazio, i vigneti salgono sulle pendici di un vulcano spento. Siamo stati tra i paesi del Galluccio e ci ha colpito come la terra scura e il bosco facciano da cornice alle vigne. Vi presentiamo una piccola DOC, poco conosciuta ma con un carattere preciso.

La zona di produzione

La Galluccio DOC interessa cinque comuni della provincia di Caserta: Galluccio, Conca della Campania, Mignano Monte Lungo, Rocca d'Evandro e Tora e Piccilli. Sono centri collinari sui versanti settentrionali del complesso vulcanico di Roccamonfina, dove i suoli di origine vulcanica, ricchi di minerali, danno ai vini una nota sapida e riconoscibile.

Vitigni e tipologie

Il disciplinare punta su due grandi vitigni campani:

  • il bianco nasce da almeno il 70% di Falanghina, con un saldo di altre uve bianche non aromatiche;
  • il rosso e il rosato nascono da almeno il 70% di Aglianico, con altre uve rosse non aromatiche.

Il rosso può diventare riserva dopo almeno due anni di invecchiamento, di cui uno in botte di legno. Non sono previste sottozone. Sono vini dai profumi fruttati e dal gusto delicato, con il bianco fresco e il rosso di buona struttura.

Storia e riconoscimento

La viticoltura in quest'area ha origini antiche, che il disciplinare collega al mondo romano e alla tradizione del vicino Falerno, il vino più celebrato dell'antichità. Nel tempo la produzione è rimasta soprattutto familiare, finché la denominazione è stata riconosciuta con decreto del 4 agosto 1997; il disciplinare è stato poi aggiornato nel 2011, nel 2013 e nel 2014.

Questo territorio ha anche una memoria più recente e dolorosa: nell'inverno del 1943, durante la Seconda guerra mondiale, queste colline furono attraversate dal fronte, e a Mignano Monte Lungo il Sacrario militare ricorda i caduti della battaglia di Monte Lungo.

Abbinamenti

Il bianco ci è piaciuto con gli antipasti di verdure, le frittate e la mozzarella di bufala della vicina pianura. Il rosato accompagna bene i salumi e le paste al pomodoro, mentre il rosso e la riserva stanno benissimo con le carni alla brace, la selvaggina e i formaggi stagionati dell'Alto Casertano.

Nel Casertano le denominazioni sono seguite dal Consorzio di tutela VITICA, riconosciuto dal Ministero, come riporta la Guida Catalogo 2024 della Regione Campania.

Dove assaggiarlo e nei dintorni

Dai paesi della DOC si raggiunge facilmente Roccamonfina, con i boschi di castagni del parco regionale raccontato in Il vulcano di Roccamonfina e il suo parco. Poco più a sud vi aspettano Teano e Sessa Aurunca, di cui parliamo in Teano e Sessa Aurunca, tra Romani e Medioevo.

Per conoscere le altre denominazioni vicine leggete I vini di Caserta, Roccamonfina IGT e Falerno del Massico DOC. Se state organizzando un viaggio tra le cantine campane, partite da Pronto per un enotour campano? e da Caserta e dintorni.

Fonti: disciplinare di produzione DOC Galluccio; MASAF, elenchi e disciplinari vini DOP e IGP; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania.

Foto in alto (Galluccio): Luigi Versaggi, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons.

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