
Quando ci chiedono cosa bere in provincia di Salerno, rispondiamo che dipende da dove vi trovate. Le vigne terrazzate della Costiera, le colline del Cilento e le valli interne danno vini molto diversi tra loro. Per orientarvi vi raccontiamo le cinque denominazioni della provincia: tre DOC e due IGT.
Cilento DOC
Il Cilento DOC è stato riconosciuto nel 1989 e comprende 56 comuni della provincia. Il rosso nasce soprattutto dall'Aglianico, con Piedirosso e Primitivo; il bianco dal Fiano, con Trebbiano e Greco o Malvasia; il rosato, curiosamente, ha come base il Sangiovese. Esistono anche le versioni in purezza di Aglianico e Fiano. Noi abbiamo trovato nel Fiano cilentano il compagno ideale per le alici e i formaggi di capra. Tutti i dettagli in Cilento DOC.
Costa d'Amalfi DOC
La Costa d'Amalfi DOC è nata nel 1995 e riguarda tredici comuni, con tre sottozone che possono comparire in etichetta: Furore, Ravello e Tramonti. Le vigne crescono su terrazze strappate alla roccia, spesso a picco sul mare. Prevalgono i bianchi, ma i rossi delle tre sottozone possono diventare Riserva dopo almeno due anni di invecchiamento, e c'è anche lo spumante metodo classico. Leggete Costa d'Amalfi DOC.
Castel San Lorenzo DOC
Nella valle del Calore, attorno a Castel San Lorenzo, si produce una DOC approvata nel 1991. La zona comprende anche Bellosguardo, Felitto e parte dei territori di Roccadaspide, Aquara, Castelcivita, Magliano Vetere e Ottati. Qui il vitigno più caratteristico è la Barbera, insolita per il Sud; accanto c'è il Moscato, anche nella versione Lambiccato, ottenuta con macerazione e fermentazione controllate. Approfondite in Castel San Lorenzo DOC.
Colli di Salerno IGT
La Colli di Salerno IGT, istituita nel 1995, copre l'intero territorio della provincia, con particolare riferimento alla fascia collinare, dai Monti Lattari al Cilento. È una denominazione flessibile: bianchi, rossi e rosati, anche frizzanti o passiti, e vini con il nome del vitigno come Falanghina, Fiano, Aglianico o Sciascinoso. Ne parliamo in Colli di Salerno IGT.
Paestum IGT
Anche la Paestum IGT risale al 1995 e riguarda numerosi comuni della provincia, nell'area attorno alla piana e al Cilento. Comprende bianchi, rossi e rosati, novelli e passiti, con vini da vitigni come Fiano, Greco, Coda di Volpe e Aglianico. Il nome richiama i templi di Capaccio Paestum: dopo la visita agli scavi, un calice del territorio è il modo giusto per chiudere la giornata. Leggete Paestum IGT.
Nei dintorni
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- Paestum e i suoi templi: il sito che dà il nome a una delle IGT.
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Foto in alto (Salerno): No machine-readable author provided. Giaros assumed (based on copyright claims)., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

