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L'Asprinio di Aversa e le viti maritate

L'Asprinio di Aversa e le viti maritate

La prima volta che abbiamo visto un'alberata aversana siamo rimasti con il naso all'insù: viti che salgono lungo i pioppi e corrono da un albero all'altro, come festoni sospesi sopra i campi. È da queste pareti verdi che nasce l'Asprinio, il bianco fresco e vivace dell'agro di Aversa. Vi raccontiamo il vitigno, il vino e il paesaggio unico che lo accompagna.

L'alberata aversana, le viti "maritate"

Si chiamano viti maritate perché la vite viene letteralmente "sposata" a un sostegno vivo, di solito un pioppo. Gli alberi possono raggiungere i 10-15 metri di altezza e i tralci vengono distesi tra un tronco e l'altro, formando lunghe cortine verdi. È l'alberata aversana, una forma di allevamento antichissima, che secondo gli studi ha origini etrusche.

Vendemmiare qui è un mestiere a sé. Si usano scale di legno lunghe circa 15 metri, con delle tacche su cui il vendemmiatore appoggia le ginocchia per lavorare in sicurezza; l'uva si raccoglie in cesti conici chiamati fescine, che vengono poi calati a terra. Guardando questi filari ci siamo resi conto di quanta fatica e quanta abilità ci siano dietro ogni bottiglia.

L'Asprinio, un vitigno dall'anima acida

L'Asprinio è un vitigno a bacca bianca coltivato nell'agro aversano. Sulla sua origine ci sono diverse ipotesi: una delle più accreditate lo collega al periodo angioino, quando, al tempo di Roberto d'Angiò, un funzionario di corte avrebbe individuato in queste terre le condizioni ideali per produrre vini spumeggianti.

Il nome dice già molto: è un vino dall'acidità spiccata, di colore giallo paglierino con riflessi verdolini, leggero e con note agrumate. Noi lo troviamo perfetto d'estate, ben freddo, magari accanto a una mozzarella di bufala o a un piatto di mare. Abbinamenti e prodotti del territorio li trovate in Mozzarella di bufala campana DOP.

La DOC Aversa

L'Asprinio è il protagonista della denominazione Aversa DOC, riconosciuta nel 1993. Il disciplinare prevede due tipologie: l'Aversa Asprinio, con almeno l'85% di uve Asprinio, e l'Aversa Asprinio Spumante, prodotto esclusivamente con questo vitigno. La zona di produzione comprende 19 comuni in provincia di Caserta, tra cui Aversa, Lusciano e Carinaro, e 3 comuni della provincia di Napoli.

Un aspetto che ci è piaciuto molto è che il disciplinare tutela espressamente l'alberata aversana come patrimonio ambientale e culturale: un riconoscimento importante per un paesaggio che rischia di scomparire. Tutti i dettagli sulla denominazione li trovate in Aversa DOC.

Dove vederle

Le alberate si incontrano ancora nelle campagne intorno ad Aversa, soprattutto lungo le strade secondarie. Vi consigliamo di andarci a fine settembre o inizio ottobre, quando l'uva matura e, se siete fortunati, potrete vedere le scale appoggiate agli alberi. Approfittatene anche per visitare la città, raccontata in Aversa normanna: cattedrale e centro storico.

Nei dintorni

Per scoprire il resto del territorio partite dalla nostra guida Caserta e dintorni. Se volete conoscere gli altri vini della provincia leggete I vini di Caserta e Falerno del Massico DOC; per una gita tra storia borbonica e campagna, a pochi chilometri c'è Il Real Sito di Carditello.

Foto in alto (Aversa): Dinamo86, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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