
Quando siamo saliti sul Monte Epomeo, a piedi da Fontana, abbiamo capito perché a Ischia la vigna è una fatica: terrazze strette, muretti a secco, pendii che scendono verso il mare. L'IGT Epomeo prende il nome proprio da questa montagna, il punto più alto dell'isola.
Il monte che dà il nome
L'Epomeo raggiunge 789 metri e domina tutta l'isola. Le sue pendici sono coperte di boschi e, in molte zone, di vigneti strappati alla roccia. I terrazzamenti sono sostenuti da muretti a secco in pietra locale, quella che sull'isola viene chiamata tufo verde: un lavoro di generazioni che ha disegnato il paesaggio.
Una IGT tutta isolana
Riconosciuta nel 1995, l'IGT comprende l'intero territorio dei sei comuni dell'isola d'Ischia: Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana e Barano d'Ischia. È complementare all'Ischia DOC, tra le prime denominazioni d'Italia, riconosciuta nel 1966: l'IGT accoglie i vini dell'isola che seguono regole diverse da quelle della DOC.
Tipologie e vitigni
Il disciplinare prevede bianco, rosso e rosato, anche frizzanti e amabili, il rosso novello e i passiti. A differenza di altre IGT, non impone vitigni da indicare in etichetta: si possono usare le uve ammesse in provincia di Napoli. Sull'isola, però, i protagonisti restano la Biancolella e la Forastera tra i bianchi e il Piedirosso, qui chiamato "Per' e palummo", tra i rossi.
Una curiosità
Molte cantine dell'isola sono state scavate direttamente nel tufo, sfruttando la temperatura fresca e costante della roccia. Tradizionalmente il vino si accompagna al coniglio all'ischitana, piatto simbolo della cucina contadina dell'interno, lontano dalle spiagge.
Un'isola di vigne
Un tempo Ischia era molto più coltivata di oggi: il vino era una delle principali risorse dell'isola e veniva trasportato via mare verso Napoli. Molte terrazze sono state abbandonate con l'arrivo del turismo, ma camminando sui sentieri dell'interno se ne vedono ancora tantissime. Oggi alcuni viticoltori le stanno recuperando, spesso con lavoro a mano perché i mezzi meccanici non arrivano. L'IGT Epomeo, insieme alla DOC Ischia, aiuta a tenere vivo questo paesaggio, che vi consigliamo di scoprire lontano dalle spiagge, tra Panza, Buonopane e i villaggi di Serrara.
Qui opera il Consorzio di tutela vini Campi Flegrei e Ischia, riconosciuto dal Ministero, come ricorda la Guida Catalogo 2024 della Regione Campania.
Dove assaggiarlo e nei dintorni
Vi consigliamo di salire a Serrara Fontana per il sentiero dell'Epomeo e poi scendere verso Forio e i suoi tramonti. Leggete L’Isola di Ischia: cosa fare e cosa vedere e Le terme e i parchi termali di Ischia, poi la panoramica I vini di Napoli. Per mettere Ischia dentro un viaggio tra le zone del vino, trovate idee in Pronto per un enotour campano?.
Fonti: MASAF – Disciplinari vini DOP e IGP, Italian Wine Central – IGP Epomeo; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania.
Foto in alto (Forio): autore sconosciuto, Public domain, via Wikimedia Commons.

