
Tra i monti Alburni e le colline del Cilento interno, nella valle del fiume Calore, c'è una piccola denominazione che porta il nome di un paese. Noi ci siamo arrivati salendo da Paestum verso l'interno, tra uliveti, castagneti e vigne basse ben esposte. È la Castel San Lorenzo DOC, una delle meno conosciute della Campania e proprio per questo una bella sorpresa.
La zona di produzione
La DOC interessa otto comuni della provincia di Salerno. Comprende per intero i territori di Castel San Lorenzo, Bellosguardo e Felitto, e in parte quelli di Aquara, Castelcivita, Roccadaspide, Magliano Vetere e Ottati. Siamo in gran parte dentro il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, su colline argillose e calcaree attraversate dal Calore salernitano.
Vitigni e tipologie
Qui troviamo un'anomalia interessante per la Campania: accanto ai vitigni del Sud ha un ruolo importante la Barbera. Il disciplinare prevede numerose tipologie:
- Bianco, da Trebbiano toscano e Malvasia bianca;
- Rosso e Rosato, da Barbera e Sangiovese;
- Barbera, con almeno l'85% del vitigno, anche riserva;
- Aglianicone, antico vitigno a bacca nera del Salernitano, anche riserva;
- Moscato, nelle versioni ferma, spumante, passito e Lambiccato.
Il Moscato Lambiccato è la curiosità della zona: un vino dolce ottenuto da uve appassite, la cui fermentazione viene interrotta per conservare gli zuccheri naturali dell'uva.
Storia e riconoscimento
La vite nella valle del Calore fa parte da sempre dell'economia contadina, accanto all'olivo e al castagno. La denominazione è stata riconosciuta con un decreto del novembre 1991, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel 1992, e il disciplinare è stato aggiornato nel 2011 e nel 2014. La Guida Catalogo 2024 della Regione Campania la descrive come una terra di vigne "ordinate, ben esposte, basse": è esattamente l'impressione che abbiamo avuto anche noi.
Abbinamenti a tavola
Il rosso e la Barbera stanno bene con i salumi del Cilento, con la pasta al ragù e con le carni alla brace. Il bianco accompagna antipasti di verdure e piatti leggeri. Il Moscato, nelle versioni dolci, è perfetto a fine pasto con la pasticceria secca e con i dolci a base di castagne, un abbinamento che qui viene naturale visto che siamo nella terra del Marrone di Roccadaspide IGP.
Le denominazioni salernitane sono seguite dal Consorzio di tutela Vita Salernum Vites, riconosciuto dal Ministero, come riporta la Guida Catalogo 2024 della Regione Campania.
Va detto con onestà: secondo la Guida Catalogo 2024 questa DOC è oggi molto poco utilizzata, e trovarne una bottiglia è quasi un piccolo colpo di fortuna.
Dove assaggiarlo e nei dintorni
La valle del Calore merita almeno un weekend. A Felitto vi aspettano Le Gole del Calore, uno dei luoghi più suggestivi dell'interno; a pochi chilometri ci sono Le Grotte di Castelcivita e, a Magliano Vetere, Il Museo Paleontologico di Magliano Vetere. Per inquadrare il territorio partite da Il Cilento: cosa fare e cosa vedere e confrontate questa DOC con la vicina Cilento DOC. Il panorama completo della provincia è in I Vini di Salerno, mentre per un itinerario tra le vigne di tutta la regione c'è la nostra guida Pronto per un enotour campano?.
Fonti: MASAF, disciplinari dei vini DOP e IGP; Disciplinare di produzione DOC Castel San Lorenzo; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania.
Foto in alto (Castel San Lorenzo): Geofix, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

