
Il Taurasi è il vino che ci ha fatto innamorare dell'Irpinia. Lo abbiamo assaggiato nei borghi dove nasce, tra colline coperte di vigne e castagneti, e ogni volta ci ha colpito la sua capacità di raccontare il territorio. Vi spieghiamo cosa c'è da sapere su questo grande rosso campano.
Un rosso da Aglianico
Il Taurasi si produce con uve Aglianico per almeno l'85%; il resto può venire da altri vitigni a bacca nera non aromatici. L'Aglianico è un'uva tardiva: in Irpinia la vendemmia arriva spesso a stagione inoltrata, tra fine ottobre e novembre. Il risultato è un vino di colore intenso, con tannini decisi e una notevole freschezza, fatto per durare a lungo.
Il disciplinare prevede due tipologie: Taurasi e Taurasi Riserva.
Dalla DOC alla prima DOCG del Sud
Il Taurasi è stato riconosciuto DOC nel 1970 e poi DOCG con decreto dell'11 marzo 1993: è stata la prima DOCG del Mezzogiorno. Il disciplinare è stato aggiornato più volte negli anni successivi.
La zona di produzione
La zona comprende 17 comuni della provincia di Avellino, sulle colline della valle del Calore. Oltre a Taurasi, che dà il nome al vino, ci sono Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant'Angelo all'Esca, San Mango sul Calore, Torre le Nocelle e Venticano. Qui i vigneti crescono su colline di media altitudine, con forti escursioni termiche tra giorno e notte che aiutano l'uva a maturare lentamente.
Invecchiamento e caratteristiche
Il Taurasi deve invecchiare almeno 3 anni, di cui almeno uno in botti di legno. La Riserva richiede almeno 4 anni, con almeno 18 mesi in legno. Il periodo si conta dal 1° dicembre dell'anno di vendemmia. Il titolo alcolometrico minimo è del 12%, che sale al 12,5% per la Riserva.
Nel bicchiere ritroviamo frutti rossi e neri maturi, spezie, note balsamiche e, con gli anni, sentori di cuoio e tabacco. È un vino che vi consigliamo di aprire con calma e abbinare a carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati e ai piatti più ricchi della cucina irpina.
A tutelare e promuovere queste denominazioni è il Consorzio di tutela dei vini d'Irpinia, riconosciuto dal Ministero, come ricorda la Guida Catalogo 2024 della Regione Campania.
La DOCG ha ormai superato i trent'anni: la Guida Catalogo 2024 della Regione Campania ha celebrato proprio il traguardo dei primi tre decenni del Taurasi.
Dove assaggiarlo e nei dintorni
Il modo migliore per conoscere il Taurasi è percorrere i paesi della denominazione, da Taurasi con il suo castello a Montemarano e Paternopoli, prenotando le visite in cantina. Nella stessa provincia nascono anche il Fiano di Avellino DOCG e il Greco di Tufo DOCG, mentre l'Aglianico si ritrova in tutta la provincia con la Irpinia DOC. Per il quadro completo leggete I vini di Avellino, la guida Avellino e dintorni e la nostra guida ai vini Pronto per un enotour campano?. A tavola, abbinatelo a Cosa mangiare ad Avellino.
Fonti: Disciplinare Taurasi DOCG (AIS); MASAF, disciplinari vini DOP e IGP; Regione Campania con AIS Campania, Guida Catalogo 2024 delle aziende vitivinicole e vinicole della Campania.
Foto in alto (Taurasi): jimmyweee, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.

