
Se c'è un filo che attraversa duemila anni di storia campana, è il desiderio di costruire una casa con vista sul golfo. Noi abbiamo inseguito questo filo dalle ville degli imperatori romani a quelle dei re Borbone e dei viaggiatori inglesi, e ne è nato un itinerario che tocca Napoli, il Vesuvio, Capri e la Costiera. Ecco le ville che secondo noi non dovete perdere, con i link ai nostri approfondimenti.
Le ville romane: l'otium sul golfo
Per i Romani ricchi la Campania era il luogo dell'otium, il tempo libero dedicato al riposo e alla cultura. Lungo le coste sorsero ville marittime con giardini, terme private e affreschi, molte delle quali sono state conservate proprio dall'eruzione del 79 d.C. o riscoperte negli ultimi due secoli.
- Oplontis, a Torre Annunziata: la grande Villa di Poppea, costruita verso la metà del I secolo a.C., patrimonio UNESCO dal 1997. La raccontiamo in Gli scavi di Oplontis.
- Villa Jovis, a Capri: il palazzo di Tiberio sulla cima del Monte Tiberio, da cui l'imperatore governò l'Impero per oltre dieci anni. Trovate tutto in Villa Jovis e Villa Damecuta.
- Minori, a Minori: una villa del I secolo d.C. sul mare della Costiera, con il giardino porticato e il triclinio-ninfeo, raccontata in La villa romana di Minori.
- Pausilypon, a Posillipo: la villa di Publio Vedio Pollione, del I secolo a.C., poi passata alla proprietà imperiale. Ci si arriva attraverso la Grotta di Seiano, una galleria romana scavata nel tufo, e si scoprono un teatro e un odeion affacciati sul mare.
Il Pausilypon è uno dei luoghi che ci hanno emozionato di più: il nome greco significa più o meno "il luogo che fa cessare il dolore", e guardando la baia di Trentaremi dalle gradinate del teatro si capisce perché. Sotto il promontorio si estende l'area marina della Gaiola, di cui parliamo in Marechiaro e il Parco Sommerso della Gaiola.
Non dimenticate infine le ville di Stabiae a Castellammare di Stabia, come Villa Arianna e Villa San Marco, e le residenze oggi sommerse raccontate in Il Parco archeologico di Baia.
Le ville vesuviane del Miglio d'oro
Facciamo un salto di molti secoli. Nel 1738 Carlo di Borbone decise di costruire la Reggia di Portici, e la nobiltà napoletana lo seguì: lungo la strada per le Calabrie nacquero decine di ville di villeggiatura, oggi chiamate ville vesuviane. L'Ente per le Ville Vesuviane ne ha censite 122.
Tra le più belle ci sono Villa Campolieto a Ercolano, completata con il contributo di Luigi Vanvitelli e del figlio Carlo, con il suo porticato ellittico rivolto al mare, e Villa Favorita, progettata da Ferdinando Fuga. Vi accompagniamo villa per villa in Il Miglio d’oro: il lusso e l’eleganza delle ville settecentesche.
Le ville ottocentesche di Napoli
In città le ville più affascinanti sono due, entrambe trasformate in musei.
Villa Pignatelli, sulla Riviera di Chiaia, fu costruita nel 1826 per Ferdinand Acton su progetto di Pietro Valente, in stile neoclassico. Passò poi ai Rothschild e infine ai Pignatelli, che nel 1952 la lasciarono allo Stato. Oggi è una casa-museo con gli arredi originali, un giardino e un museo delle carrozze.
Villa Floridiana, al Vomero, fu realizzata tra il 1817 e il 1819 da Antonio Niccolini per volere di Ferdinando I, che la destinò alla moglie Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia. Dal 1931 ospita il Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina, e il suo parco è uno dei polmoni verdi della città, con una terrazza panoramica sul golfo.
Le ville di Ravello
Sulla Costiera Amalfitana, a Ravello, le ville sono due e diversissime. Villa Rufolo nacque nel XIII secolo come dimora di una famiglia di ricchi mercanti, fu restaurata nell'Ottocento dallo scozzese Francis Nevile Reid e nel 1880 ispirò a Richard Wagner il giardino di Klingsor del Parsifal. Villa Cimbrone deve il suo volto attuale all'inglese Ernest William Beckett, che la acquistò nel 1904, e alla sua Terrazza dell'Infinito sospesa sul mare.
Le raccontiamo entrambe in Villa Rufolo e Villa Cimbrone. Se amate i giardini, leggete anche I giardini in Campania più belli da scoprire.
Come organizzare il viaggio
Le ville si prestano a un itinerario a tappe. Due giorni bastano per Napoli e il Miglio d'oro, raggiungibile con la ferrovia vesuviana; per Capri e Ravello servono altre due giornate, con aliscafi da Napoli e bus lungo la Costiera. I mesi migliori sono aprile, maggio e settembre, quando i giardini sono al massimo. Molte ville hanno aperture variabili o lavori in corso: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
Nei dintorni
Per inserire le ville in un viaggio più ampio partite dalla nostra guida Napoli e Dintorni e, per la Costiera, da Salerno e dintorni. Il Miglio d'oro si abbina bene a Ercolano e Pompei: cosa vedere, mentre a Capri vale la pena aggiungere La Grotta Azzurra. Per un'altra residenza reale, spostatevi a Il Museo e il Real Bosco di Capodimonte.
Foto in alto (Napoli): This Photo was taken by Wolfgang Moroder. Feel free to use my photos, but please mention me as the author and send me a message. This image is not in the public domain. Please respect the copyright protection. It may only be used according to the rules mentioned here. This specifically excludes use in social media, if applicable terms of the licenses listed here not appropriate. Please do not upload an updated image here without consultation with the Author. The author would like to make corrections only at his own source. This ensures that the changes are preserved.Please if you think that any changes should be required, please inform the author.Otherwise you can upload a new image with a new name. Please use one of the templates derivative or extract., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

