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La Grotta Azzurra

La Grotta Azzurra

Ci sono immagini che conosciamo da sempre e che, viste dal vivo, riescono comunque a sorprenderci. La Grotta Azzurra è una di queste. Siamo entrati sdraiati sul fondo di una barchetta, a pochi centimetri dalla roccia, e quando ci siamo rialzati eravamo circondati da un blu che sembrava acceso dall'interno. Vi raccontiamo come visitarla e cosa sapere prima di andare.

Dove si trova e com'è fatta

La grotta si apre sulla costa nord-occidentale di Capri, nel territorio di Anacapri. È una cavità carsica in parte invasa dal mare: la sala principale, chiamata Duomo Azzurro, è lunga circa 60 metri e larga circa 25, con una volta alta in media circa sette metri.

L'ingresso è il punto più famoso: un'apertura stretta, alta circa un metro sul pelo dell'acqua quando il mare è calmo. Per passare bisogna stendersi nella barca, mentre il barcaiolo si tira dentro aggrappandosi a una catena di ferro fissata alla parete. È un momento breve ma emozionante. Davanti all'ingresso, nelle giornate di punta, le barche si raccolgono in attesa del proprio turno: armatevi di pazienza e godetevi intanto la costa, con le pareti di roccia che scendono a picco nel mare.

Il segreto del colore

Il blu intenso non è un trucco di luci. Sotto l'ingresso visibile c'è una seconda apertura, molto più ampia e sommersa: la luce del sole entra attraverso l'acqua, che assorbe il rosso e lascia passare il blu. Il risultato è un'acqua che sembra illuminata dal basso.

A noi ha colpito il contrasto: fuori la luce piena di Capri, dentro un buio morbido in cui tutto il colore viene dall'acqua. La sosta all'interno dura pochi minuti, ma è di quelle che restano.

Il ninfeo di Tiberio

La grotta era già conosciuta in epoca romana. Al tempo dell'imperatore Tiberio fu usata come ninfeo marino, un ambiente decorato con statue di divinità del mare. Negli anni Sessanta del Novecento, durante ricerche archeologiche subacquee, sono state ritrovate statue di Poseidone e di un tritone, oggi esposte ad Anacapri nel museo della Casa Rossa.

Proprio sopra la grotta si trova Villa Damecuta, una delle residenze attribuite a Tiberio: una visita che si abbina benissimo a questa.

La "scoperta" del 1826

Per secoli i pescatori dell'isola avevano evitato la grotta, per timore. La sua fama moderna comincia il 17 agosto 1826, quando il poeta tedesco August Kopisch e il pittore Ernst Fries, accompagnati da guide locali, la esplorarono. Fu Kopisch a raccontarla e a renderla celebre come "Grotta Azzurra", e da allora divenne una tappa obbligata dei viaggiatori del Grand Tour.

Come arrivare e quando andare

Le strade sono due. Via mare, si parte da Marina Grande con le barche che fanno servizio verso la grotta; davanti all'ingresso si passa sulle barchette a remi dei barcaioli. Via terra, si prende il bus da Anacapri fino alla scaletta che scende all'imbarco: è la soluzione che spesso fa risparmiare tempo e costi.

La grotta è visitabile solo quando il mare lo permette: con il vento da nord o con onda formata l'ingresso viene chiuso, anche all'improvviso, e d'inverno l'accesso non è mai garantito. Le ore centrali delle giornate estive sono le più affollate, con code anche lunghe in mare. Il nostro consiglio è di controllare le condizioni la mattina stessa e di puntare alla tarda primavera o a settembre. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire, tenendo presente che il biglietto d'ingresso e la barca si pagano separatamente.

Nei dintorni

Dopo la grotta salite a vedere le ville imperiali raccontate in Villa Jovis e Villa Damecuta e completate il giro dell'isola con L’isola di Capri: cosa vedere e cosa fare. Se vi piacciono i luoghi dove il mare entra nella roccia, sulla costa di fronte vi aspetta La Baia di Ieranto. Per un brindisi con i vini dell'isola leggete Capri DOC, e per gli altri itinerari partite da Napoli e Dintorni.

Foto in alto (Anacapri): Elenagm, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons.

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