
Abbiamo visitato Pompei ed Ercolano a pochi giorni di distanza e ci siamo resi conto che, pur raccontando la stessa catastrofe, sono due esperienze molto diverse. Pompei è una città intera da percorrere a piedi, Ercolano un quartiere compatto e sorprendentemente conservato. Vi raccontiamo cosa vedere in entrambe e come organizzare la visita.
Due città sepolte dalla stessa eruzione
Entrambe furono sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., ma in modo diverso. Pompei fu coperta soprattutto da lapilli e ceneri, mentre Ercolano finì sotto una coltre di materiale vulcanico spessa tra i 10 e i 25 metri, che si è solidificata in una roccia simile al tufo. È per questo che a Ercolano si sono conservati travi, porte e perfino mobili in legno.
Gli scavi di Ercolano iniziarono nel 1738 sotto Carlo di Borbone, quelli di Pompei nel 1748. Dal 1997 le due aree archeologiche, insieme a Oplontis, sono Patrimonio dell'Umanità UNESCO.
Pompei: cosa non perdere
Pompei è grande e conviene scegliere un percorso. Noi siamo partiti dal Foro, il cuore della vita pubblica, per poi perderci tra le strade lastricate, dove si vedono ancora i solchi lasciati dai carri.
- Casa del Menandro: una grande domus di quasi 1800 metri quadri, che prende il nome dal ritratto del commediografo greco Menandro dipinto al suo interno. Qui fu trovato un tesoro di 118 vasi d'argento, avvolti in tessuti e riposti in una cassa di legno. La casa aveva anche un piccolo impianto termale privato.
- Tempio di Iside: ricostruito dopo il terremoto del 62 d.C. a spese di un liberto, che lo dedicò a nome del figlio di sei anni. Nel cortile un'edicola custodiva l'acqua sacra, probabilmente del Nilo, usata nei riti. Il tempio, riportato alla luce tra il 1764 e il 1766, attirò molti viaggiatori, fra cui il giovane Mozart.
- Casa di Pinarius Cerialis: una casa piccola ma curiosa, perché vi furono trovate 114 gemme; per questo si pensa che il proprietario fosse un intagliatore di pietre.
- Anfiteatro: costruito tra l'80 e il 70 a.C., è tra i più antichi e meglio conservati al mondo e poteva ospitare circa 20.000 spettatori.
- Villa dei Misteri: appena fuori Porta Ercolano, con il grande fregio dipinto a figure quasi a grandezza naturale che ci ha lasciati senza parole.
Lungo il percorso incontrerete anche i calchi delle vittime, ottenuti con la tecnica introdotta da Giuseppe Fiorelli nel 1863: il momento più toccante della visita.
Ercolano: cosa non perdere
Ercolano si visita in mezza giornata e si cammina con la sensazione di essere entrati in una città appena abbandonata. Ad oggi ne è stata scavata solo una parte, circa 4 ettari.
- Casa di Nettuno e Anfitrite: prende il nome dal mosaico in pasta vitrea con le due divinità marine nel triclinio estivo, accanto a un ninfeo decorato con scene di caccia. Accanto si trova una delle botteghe meglio conservate della città, con gli scaffali in legno e le anfore ancora al loro posto.
- Le antiche spiagge e i fornici: negli anni Ottanta, nei magazzini affacciati sull'antica linea di costa, furono trovati circa 300 scheletri di abitanti che avevano cercato riparo in attesa di soccorsi.
- Villa dei Papiri: scoperta nel 1750, sotto la guida di Roque Joaquín de Alcubierre e poi di Karl Weber. Restituì circa 1800 rotoli di papiro carbonizzati, in gran parte testi di filosofia epicurea di Filodemo di Gadara. La villa è attribuita a Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Giulio Cesare, anche se l'ipotesi non è certa. Gli ambienti visibili sono pochi e aperti solo in alcune occasioni; le sue statue in bronzo sono esposte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Il nostro consiglio per la visita
Se avete un solo giorno, scegliete: Pompei richiede almeno una giornata piena, Ercolano mezza. Se potete, dedicate due giorni separati e completate con la vicina villa di Oplontis a Torre Annunziata. Portate acqua, cappello e scarpe comode, perché a Pompei d'estate non c'è quasi ombra. Molti reperti, dagli affreschi del Tempio di Iside alle statue della Villa dei Papiri, sono al MANN: vi consigliamo di visitarlo prima o dopo gli scavi, per completare il quadro.
Come arrivare e quando andare
Da Napoli entrambe le aree archeologiche si raggiungono in treno con la Circumvesuviana, linea Napoli-Sorrento: per Ercolano si scende alla fermata di Ercolano Scavi, per Pompei a Pompei Scavi-Villa dei Misteri. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire, perché le aperture variano a seconda della stagione e alcune case aprono a rotazione.
I mesi migliori sono quelli primaverili e autunnali. In estate andate di primo mattino, quando la luce è bella e il caldo ancora sopportabile.
Nei dintorni
Per capire cosa accadde nel 79 d.C. leggete Il Vesuvio: la Storia e, se ve la sentite, salite fino al cratere. Gli altri siti sepolti dall'eruzione sono raccontati in Gli scavi di Oplontis, mentre i reperti più preziosi vi aspettano al Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN). Tra un sito e l'altro potete fare tappa lungo Il Miglio d’oro: il lusso e l’eleganza delle ville settecentesche e assaggiare i vini di Pompeiano IGT. Per tutto il resto, c'è la nostra guida Napoli e Dintorni.

