Home › Il Miglio d’oro: il lusso e l’eleganza delle ville settecentesche

Il Miglio d’oro: il lusso e l’eleganza delle ville settecentesche

Il Miglio d’oro: il lusso e l’eleganza delle ville settecentesche

La prima volta che abbiamo percorso il Miglio d'oro, tra Portici ed Ercolano, ci siamo dovuti fermare più volte: dietro il traffico e le facciate scrostate spuntavano portali monumentali, cortili e giardini che raccontavano un'altra epoca. Qui, nel Settecento, l'aristocrazia napoletana costruì le sue residenze di villeggiatura ai piedi del Vesuvio. Vi accompagniamo alla scoperta delle ville vesuviane.

Cos'è il Miglio d'oro

Il Miglio d'oro è un tratto dell'antica strada che collegava Napoli alle Calabrie, oggi corrispondente alla Statale 18. In senso stretto va da Villa De Bisogno, a Ercolano, fino a Palazzo Vallelonga, a Torre del Greco; oggi il nome si usa per un'area più ampia, che comprende anche San Giorgio a Cremano, Portici e i quartieri napoletani di San Giovanni a Teduccio e Barra.

L'Ente per le Ville Vesuviane, istituito con una legge del 1971 per tutelare e restaurare questo patrimonio, ha censito 122 ville. Il nome "d'oro" racconta bene la ricchezza di questo tratto, tra residenze nobiliari, giardini e frutteti.

La Reggia di Portici, dove tutto è cominciato

La storia del Miglio d'oro parte da un re. Nel 1738 Carlo di Borbone decise di costruire una residenza a Portici: la Reggia fu progettata da Giovanni Antonio Medrano e, dal 1740, da Antonio Canevari. Dove si stabiliva il re, la nobiltà seguiva, e in pochi decenni la strada si riempì di ville.

Una curiosità che ci ha colpito: l'antica strada delle Calabrie passa ancora oggi dentro il grande cortile ottagonale della Reggia. Nello stesso periodo partirono gli scavi di Ercolano, e nella Reggia fu allestito l'Herculanense Museum con i reperti ritrovati, poi trasferiti a Napoli. Dal 1935 il palazzo ospita la sede di Agraria dell'Università Federico II, con l'Orto Botanico e il parco.

Villa Campolieto

È la villa che ci è rimasta più impressa. Fu voluta da Lucio di Sangro, duca di Casacalenda, e i lavori cominciarono nel 1755 su progetto di Mario Gioffredo. Poi subentrò Luigi Vanvitelli, l'architetto della Reggia di Caserta, che modificò profondamente il progetto; il figlio Carlo Vanvitelli la completò nel 1775.

Il colpo d'occhio più bello è sul retro: un ampio porticato ellittico che si apre verso il mare, come un abbraccio. All'interno ci sono decorazioni di artisti come Fedele Fischetti. Oggi la villa è gestita dall'Ente Ville Vesuviane e ospita mostre ed eventi culturali.

Villa Favorita e il parco sul mare

Poco distante c'è Villa Favorita, progettata da Ferdinando Fuga a partire dal 1762. La proprietà passò al principe di Aci, che nel 1768 vi organizzò un grande ricevimento per i sovrani di Napoli, e nel 1792 fu acquisita da Ferdinando IV.

Il re creò un grande parco che scendeva dal Miglio d'oro fino al mare. Nel parco vi consigliamo di cercare la Palazzina dei Mosaici, con le pareti rivestite di frammenti di madreperla e porcellana, e l'imbarcadero borbonico.

Le altre ville da conoscere

A Ercolano c'è anche Villa Ruggiero, anch'essa gestita dall'Ente. A Torre del Greco si trova invece Villa delle Ginestre, legata a Giacomo Leopardi, che qui soggiornò e scrisse La ginestra. Molte altre ville sono private o in attesa di restauro: anche solo vederle da fuori dà l'idea di quanto fosse ricco questo tratto di costa.

Come arrivare e quando andare

Le ville si raggiungono facilmente da Napoli con i treni della linea vesuviana o in auto lungo la statale. Vi consigliamo la primavera e l'inizio dell'autunno, quando i giardini danno il meglio e si cammina volentieri. Alcune ville possono essere chiuse per lavori: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

Nei dintorni

Per organizzare la gita partite dalla nostra guida Napoli e Dintorni. Il Miglio d'oro si abbina perfettamente agli scavi raccontati in Ercolano e Pompei: cosa vedere e alla salita al vulcano, di cui parliamo in Il Vesuvio: la Storia. A due passi da Portici c'è anche Il Museo Ferroviario di Pietrarsa, mentre per un'altra villa antica vi consigliamo Gli scavi di Oplontis.

Foto in alto (Ercolano): Shii, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Condividi

Articoli correlati

La Campania nella tua casella di posta

Itinerari, eventi e sapori: una email ogni tanto, niente pubblicità invadente.