
A Capri si viene per il mare, ma l'isola ha anche un'anima antica che pochi vanno a cercare. Noi abbiamo dedicato una giornata alle ville dell'imperatore Tiberio: la grandiosa Villa Jovis, sulla punta orientale, e la più raccolta Villa Damecuta, all'estremità opposta. Due passeggiate, due panorami diversi e tanta storia romana lontano dalla folla.
Tiberio, l'imperatore che governò da Capri
Intorno al 26-27 d.C. l'imperatore Tiberio si ritirò a Capri e da qui, per oltre undici anni, continuò a governare l'Impero fino alla morte nel 37. Secondo le fonti antiche sull'isola sorgevano dodici ville imperiali. Gli storici Svetonio e Tacito ce ne hanno lasciato un ritratto molto ostile, quello di un tiranno crudele e dissoluto; oggi molti studiosi lo descrivono piuttosto come un sovrano abile e riservato.
Le ville di Capri raccontano bene questa scelta di isolamento: residenze di lusso costruite in posizioni spettacolari, difficili da raggiungere e affacciate solo sul mare.
Villa Jovis, il palazzo sul Monte Tiberio
Villa Jovis è la più grande e sontuosa delle ville di Tiberio. Sorge sulla cima del Monte Tiberio, a circa 334 metri sul mare, e copriva intorno ai 7.000 metri quadrati. Riscoperta nel Settecento sotto Carlo di Borbone, fu scavata e restaurata negli anni Trenta del Novecento da Amedeo Maiuri.
Il palazzo è organizzato su più livelli intorno a un grande nucleo quadrato occupato dalle cisterne, indispensabili per raccogliere l'acqua piovana in cima a un monte senza sorgenti. Intorno si riconoscono le terme, gli appartamenti dell'imperatore e i quartieri della servitù. Ci ha colpito come, nonostante restino soprattutto murature, si capisca perfettamente la logica di una residenza-fortezza.
Accanto alla villa si arriva al Salto di Tiberio, lo strapiombo da cui, secondo la leggenda, l'imperatore faceva gettare in mare chi lo contrariava. Nei pressi sorge la piccola chiesa di Santa Maria del Soccorso. Da quassù la vista abbraccia il golfo di Napoli, quello di Salerno e la penisola sorrentina: per noi, uno dei panorami più belli dell'isola.
Villa Damecuta, sopra la Grotta Azzurra
Dall'altra parte dell'isola, nel territorio di Anacapri, si trova Villa Damecuta, su un promontorio a nord-ovest proprio sopra la Grotta Azzurra. Anche questa villa viene ricondotta a Tiberio. Fu danneggiata dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e gli scavi, avviati da Maiuri nel 1937, hanno riportato alla luce un elegante quartiere residenziale disposto lungo una passeggiata panoramica sulla costa.
Durante gli scavi fu ritrovato un torso di statua maschile, oggi esposto nel museo archeologico allestito alla Certosa di San Giacomo. Nel parco si alza anche la Torre di Damecuta, una torre di avvistamento medievale costruita per sorvegliare il mare contro le incursioni. Abbiamo amato l'atmosfera tranquilla di questo luogo, all'ombra dei pini, con il mare che brilla sotto la terrazza.
Come arrivare e quando andare
A Capri si arriva in traghetto o aliscafo da Napoli, da Sorrento e da altri porti del golfo. Per Villa Jovis si parte dalla Piazzetta e si sale a piedi lungo via Longano, via Sopramonte e via Tiberio: calcolate circa 45 minuti di salita, senza auto né bus fino all'ingresso. Portate acqua e scarpe comode.
Per Villa Damecuta si raggiunge Anacapri e da lì si prende il bus per la Grotta Azzurra, oppure si cammina per una mezz'ora. Entrambi i siti hanno orari che cambiano con le stagioni e un giorno di chiusura settimanale: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire. Vi consigliamo la primavera o settembre, quando il caldo è più sopportabile per le salite.
Nei dintorni
Per completare la giornata sull'isola leggete L’isola di Capri: cosa vedere e cosa fare, e se il mare è calmo scendete a La Grotta Azzurra, proprio sotto Villa Damecuta. Chi ama il vino può approfondire Capri DOC. Dalla terraferma, la tappa più vicina è Sorrento: cosa vedere. Tutto il resto è in Napoli e Dintorni.
Foto in alto (Capri): Berthold Werner, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
