
Napoli ha un angolo dove il traffico sparisce e resta solo il mare: la punta di Posillipo, tra il borgo di Marechiaro e gli isolotti della Gaiola. Ci siamo arrivati a piedi, scendendo tra ville e giardini, e ci siamo trovati davanti a un'acqua limpidissima con i resti di una villa romana a pelo d'acqua. Vi raccontiamo come vivere questo pezzo di città.
Marechiaro, il borgo della "fenestella"
Marechiaro è un piccolo borgo di pescatori sulla costa di Napoli, ai piedi della collina di Posillipo. Il nome, a dispetto delle apparenze, non deriverebbe dalla limpidezza dell'acqua ma da mare planum, "mare calmo", come risulta da antichi documenti.
La sua fama è legata a una piccola finestra affacciata sull'acqua, la "fenestella", che secondo la tradizione ispirò a Salvatore Di Giacomo i versi di "Marechiare", musicata da Francesco Paolo Tosti e pubblicata nel 1886. Ancora oggi sul davanzale c'è un garofano, accanto a una lapide in marmo con le note della canzone. Ci siamo fermati a guardarla con un sorriso: è uno di quei dettagli che rendono Napoli unica. Dal borgo la vista si apre sul golfo, sul Vesuvio, sulla penisola sorrentina e su Capri.
Il Parco Sommerso della Gaiola
Poco lontano si estende l'Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola, istituita con decreto interministeriale il 7 agosto 2002. Copre circa 42 ettari di mare, da Marechiaro fino alla Baia di Trentaremi, e prende il nome dai due isolotti della Gaiola, a pochi metri dalla riva, diventati uno dei paesaggi simbolo della città.
Sott'acqua si conservano i resti delle strutture marittime romane: peschiere, approdi e murature della grande villa che occupava questa costa. Accanto all'archeologia c'è la natura: tra gli scogli si incontrano polpi, saraghi, cernie e gorgonie. Il parco è gestito dal Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus, che ne cura anche la ricerca e la didattica.
Si può esplorare con lo snorkeling guidato, con le visite in barca dal fondo trasparente o semplicemente dalla piccola spiaggia. Noi abbiamo scelto la barca: vedere i pavimenti e le murature romane sotto lo scafo ci ha davvero emozionato.
Il Pausilypon e la Grotta di Seiano
Sopra il parco sommerso si trovano i resti del Pausilypon, la villa costruita nel I secolo a.C. dal ricco cavaliere romano Publio Vedio Pollione. Alla sua morte, nel 15 a.C., la villa passò ad Augusto e divenne proprietà imperiale. Il nome greco significa più o meno "pausa dal dolore", e guardando il panorama si capisce perché.
Il complesso comprendeva un teatro, un odeion, sale di rappresentanza, terme e giardini. Vi si accede attraverso la Grotta di Seiano, un traforo romano lungo oltre 700 metri che collega la piana di Bagnoli con il vallone della Gaiola. Attenzione, però: il parco archeologico del Pausilypon è chiuso al pubblico dal 1° ottobre 2026 per lavori di restauro. Informatevi sulla riapertura prima di organizzare la visita.
Come arrivare e quando andare
L'ingresso all'area marina è in fondo alla Discesa Gaiola, che si raggiunge da via Posillipo: l'ultimo tratto si fa a piedi. Con i mezzi pubblici si arriva con i bus che percorrono via Posillipo. Marechiaro si raggiunge scendendo per l'omonima discesa.
L'accesso all'area della Gaiola è gratuito ma a numero limitato: in estate serve la prenotazione online, negli altri mesi ci si registra all'ingresso o in anticipo. In caso di allerta meteo il parco chiude. Verificate orari e modalità di accesso sul sito ufficiale prima di partire. Per il mare la stagione ideale va da giugno a settembre; per le passeggiate, primavera e autunno sono perfetti.
Nei dintorni
Se cercate altri bagni in città leggete Le spiagge di Napoli e dintorni. Da Posillipo si vedono bene i Campi Flegrei, da esplorare con Escursione ai Campi Flegrei, e per tornare verso il centro c'è La leggenda di Castel dell'Ovo. Chi vuole altre idee per la città trova tutto in Cosa vedere a Napoli e in Napoli e Dintorni.
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