Home › Il Natale in Campania giorno per giorno: dall'Immacolata a Sant'Antonio

Il Natale in Campania giorno per giorno: dall'Immacolata a Sant'Antonio

Il Natale in Campania giorno per giorno: dall'Immacolata a Sant'Antonio
Foto: Turismo Campano · Icone Lucide (licenza ISC)

In Campania il Natale non dura un giorno, e nemmeno due settimane. È un lungo cammino che comincia con l'Immacolata, l'8 dicembre, e si chiude soltanto a metà gennaio, quando i falò di Sant'Antonio Abate annunciano il Carnevale. In mezzo ci sono feste religiose e riti contadini, zampogne e luminarie, cenoni e tombolate. Abbiamo costruito per voi un calendario, data per data, con i collegamenti agli eventi e alle nostre guide di approfondimento. Per uno sguardo d'insieme, partite dalla nostra guida al Natale in Campania.

8 dicembre: l'Immacolata, si accende il Natale

Per molte famiglie campane l'Immacolata è il giorno in cui si comincia a fare il presepe e l'albero. A Napoli è tradizione che i Vigili del Fuoco salgano sulla Guglia dell'Immacolata, in piazza del Gesù Nuovo, per deporre fiori ai piedi della statua della Madonna. In questi giorni le città si accendono: a Sorrento il cartellone M'Illumino d'Inverno porta luci e mercatini nel centro storico, mentre ad Amalfi gli zampognari cominciano a girare per le strade proprio dall'Immacolata.

È anche il momento giusto per una passeggiata a San Gregorio Armeno, la strada delle botteghe dei pastori, e per scoprire la storia del presepe napoletano. Gli appassionati non perdono la mostra di arte presepiale allestita ogni anno nel centro storico di Napoli.

13 dicembre: Santa Lucia e i primi fuochi

La santa della luce porta con sé i primi grandi falò dell'inverno. A Mugnano del Cardinale, nel Baianese, il Fucarone di Santa Lucia si accende all'alba del 13 dicembre, dopo una notte di veglia attorno alla catasta di fascine. In penisola sorrentina, a Meta, la festa di Santa Lucia comincia la sera del 12 con l'accensione del ceppone e continua il 13 con i falò, accompagnati dalle zampogne.

Dal 16 dicembre: la novena e gli zampognari

Nove giorni prima di Natale comincia la novena. È il tempo degli zampognari, i suonatori di zampogna e ciaramella che un tempo scendevano dalle montagne e suonavano davanti alle edicole votive e alle case. In molti paesi la tradizione resiste: ad Amalfi, nella frazione di Vettica, la novena si chiude all'alba della Vigilia con musica e zampogne.

Il 16 dicembre Napoli ha anche un appuntamento speciale: la festa del Patrocinio di San Gennaro, che ricorda la protezione del santo durante l'eruzione del Vesuvio del 1631. In Cattedrale si attende il prodigio della liquefazione del sangue, in un clima più raccolto di quello di settembre.

Le settimane dei mercatini

Tra metà dicembre e Natale le famiglie campane girano tra mercatini e borghi illuminati. Tra quelli che ogni anno attirano più visitatori ci sono i mercatini di Natale al Museo di Pietrarsa, tra le antiche locomotive di Portici, e i mercatini al Castello dell'Ettore di Apice, in Sannio. A Salerno le Luci d'Artista trasformano la città in una galleria a cielo aperto.

24 dicembre: la Vigilia

Per molti campani la Vigilia conta quasi più del Natale. La sera ci si riunisce per il grande cenone «di magro», a base di pesce: dal capitone al baccalà, dagli spaghetti alle vongole all'insalata di rinforzo. Poi la tombola, la messa di mezzanotte e il momento più atteso dai bambini: il Bambinello deposto nella mangiatoia del presepe. Vi raccontiamo tutto nella nostra guida alla Vigilia di Natale in Campania.

25 dicembre: Natale

Il giorno di Natale è dedicato al pranzo in famiglia, lungo e abbondante, e ai dolci: struffoli, roccocò, mostaccioli, susamielli e tutti gli altri che trovate nella nostra guida ai dolci di Natale in Campania. Nel pomeriggio, in molte case, si torna a giocare alla tombola napoletana, con i numeri della smorfia.

Ma c'è chi il Natale lo passa nel bosco: a Baiano, in Irpinia, all'alba del 25 gli uomini del paese tagliano il Maio, l'albero più alto e dritto, e lo portano in paese tra canti e musica. È la Festa del Maio di Santo Stefano, che nel pomeriggio si accende con un grande focarone. Ad Amalfi, intanto, gli zampognari salgono a suonare nelle frazioni.

26 dicembre: Santo Stefano

Il giorno dopo Natale è festa anche in Campania, tra pranzi con gli avanzi, visite ai parenti e passeggiate. A Baiano la processione del patrono chiude la festa del Maio. Leggete la nostra guida a Santo Stefano in Campania per scoprire tutte le tradizioni della giornata.

Da Santo Stefano in poi è anche il momento dei presepi viventi: borghi interi si trasformano in Betlemme per qualche sera, fino all'Epifania. Tra i più amati ci sono il presepe vivente di Pietrelcina, nel paese di Padre Pio, e quello di Agerola sui Monti Lattari. Trovate l'elenco completo, provincia per provincia, nella nostra guida ai presepi viventi della Campania.

31 dicembre: San Silvestro

L'ultimo giorno dell'anno è un concentrato di riti: le lenticchie del cenone, la tombola, il conto alla rovescia. A Sorrento il pomeriggio è dedicato al Ciuccio di fuoco, l'asinello carico di fuochi che brucia l'anno vecchio in piazza Tasso. A mezzanotte si festeggia nelle piazze: il Capodanno in piazza del Plebiscito a Napoli e il Capodanno in piazza della Libertà a Salerno. Leggete la nostra guida al Capodanno in Campania, con qualche consiglio per vivere i botti in sicurezza.

Dal 1° al 5 gennaio: ultime sere di presepi e la fiera

I primi giorni dell'anno sono più tranquilli, ma non vuoti. Molti presepi viventi hanno le ultime serate, e sulla Costiera Amalfitana il Capodanno folk anima le frazioni. A Napoli, nei giorni prima dell'Epifania, piazza Mercato si riempie di casette con la Fiera del giocattolo e della calza, una tradizione storica tornata a vivere.

6 gennaio: l'Epifania

La notte tra il 5 e il 6 gennaio arriva la Befana a riempire le calze, e al mattino Napoli si ritrova in piazza del Plebiscito per la Befana dei Vigili del Fuoco, che scende con le funi dal Palazzo Reale. Nel presepe arrivano i Magi; ad Amalfi sfila il corteo dei Pastorelli. Tutte le tradizioni della giornata sono nella nostra guida all'Epifania e la Befana in Campania. «L'Epifania tutte le feste porta via», dice il proverbio. Ma non è ancora finita.

17 gennaio: Sant'Antonio Abate, i falò

A metà gennaio la Campania riaccende i fuochi. Sant'Antonio Abate, protettore degli animali domestici, è festeggiato con grandi falò e con la benedizione degli animali. Nel comune che porta il suo nome, ai piedi dei Monti Lattari, nella notte tra il 16 e il 17 si accende il grande «cippo» della festa di Sant'Antonio Abate, accompagnata dalla sagra della porchetta. Nel Salernitano, a Campagna, il centro storico si illumina con i Fucanoli, tra musica popolare e cucina contadina. A Macerata Campania, nel Casertano, la festa è legata alla musica delle Battuglie di Pastellessa, suonata su botti, tini e falci.

Secondo la tradizione popolare, con Sant'Antonio cominciano maschere e suoni: il ciclo del Natale si chiude, e si apre la strada al Carnevale.

I nostri consigli per organizzarsi

  • Molte date sono fisse (13 dicembre, 16 dicembre, 6 e 17 gennaio), ma orari e programmi cambiano ogni anno: controllate sempre la pagina dell'evento e la nostra sezione eventi.
  • Per i falò e i presepi viventi vestitevi pesante e portate scarpe comode: si sta all'aperto, spesso di sera.
  • Nei giorni festivi Napoli e la Costiera sono molto affollate: usate i mezzi pubblici e prenotate per tempo.
Condividi

Articoli correlati

La Campania nella tua casella di posta

Itinerari, eventi e sapori: una email ogni tanto, niente pubblicità invadente.