
Dopo la lunga Vigilia e il pranzo di Natale, il 26 dicembre in Campania ha un ritmo tutto suo. È ancora festa, i negozi sono in gran parte chiusi, le famiglie sono ancora riunite, ma l'atmosfera è più rilassata: è il giorno delle visite ai parenti, delle passeggiate, delle prime uscite verso i borghi. In alcuni paesi, però, Santo Stefano è il giorno più importante dell'anno. Noi vi raccontiamo come si vive questa ricorrenza e che cosa fare se vi trovate in regione.
Chi era Santo Stefano
Santo Stefano è ricordato dalla Chiesa come il protomartire, il primo cristiano ucciso per la sua fede: secondo gli Atti degli Apostoli fu lapidato a Gerusalemme. La sua memoria cade il giorno dopo Natale, e per questo il 26 dicembre è festivo in tutta Italia. In Campania molte chiese sono dedicate a lui: a Capri, per esempio, la chiesa di Santo Stefano domina la Piazzetta con la sua facciata barocca. In alcuni comuni, poi, il santo è anche il patrono, e allora il 26 dicembre diventa la festa del paese.
Il Maio di Santo Stefano a Baiano
Il caso più spettacolare è quello di Baiano, in Irpinia, dove Santo Stefano è il patrono e la sua festa ha un rito antichissimo: il Maio. La preparazione comincia già a Santa Lucia, con le messe all'alba. Poi, la mattina di Natale, gli uomini del paese salgono nel bosco di Arciano per scegliere e tagliare l'albero più alto e dritto. Il tronco, segnato con il rosso del santo martire, viene portato in paese tra canti, musica e spari a salve di archibugi, e davanti alla chiesa di Santo Stefano viene benedetto e innalzato a forza di braccia e funi.
Nel pomeriggio di Natale si accende il grande focarone, attorno al quale si canta e si balla fino a sera; il 26 dicembre la processione del patrono chiude la festa. Tutte le informazioni sono nella scheda della Festa del Maio di Santo Stefano a Baiano. Il nostro consiglio è di esserci la mattina di Natale per l'arrivo del Maio e di tornare il 26 per la processione.
I presepi viventi che aprono dopo Natale
Il 26 dicembre è anche il giorno in cui molti presepi viventi campani accolgono i primi visitatori, o entrano nel vivo. Ogni anno nella frazione Casali di Faicchio, ai piedi del Matese, il borgo storico diventa una Betlemme di duemila anni fa nelle serate dopo Natale, spesso a partire proprio da Santo Stefano. Sull'altopiano dei Monti Lattari, il presepe vivente di Agerola è tra i più longevi della regione, ispirato al Settecento napoletano, e le sue serate cadono di solito tra Santo Stefano e i primi giorni di gennaio.
Nei giorni subito successivi tocca al presepe vivente di Pietrelcina, nel borgo natale di Padre Pio, con centinaia di figuranti nei vicoli del Rione Castello. Chi è già in zona costiera trova aperti, in molte serate tra Natale e l'Epifania, anche il presepe della Valle Lavatoio di Pimonte e quello di Albori, sopra Vietri sul Mare. Vi consigliamo sempre di verificare date e orari prima di partire e, per i percorsi più frequentati, di prenotare.
Gite fuori porta e passeggiate
Per molte famiglie campane il 26 dicembre è il giorno della gita fuori porta: una passeggiata in un borgo, un giro tra le luminarie di un'altra città, una visita a un presepe famoso. Le mete non mancano. Sulla Costiera Amalfitana, ogni anno tra Santo Stefano e i primi di gennaio ad Amalfi sfilano i gruppi folk delle frazioni per il Capodanno folk amalfitano, come raccontiamo nella scheda di Natale e Capodanno ad Amalfi. A Sorrento le luci di M'Illumino d'Inverno accompagnano le passeggiate serali fino all'Epifania.
A Napoli, se il tempo lo permette, una camminata nel centro storico è sempre una buona idea: San Gregorio Armeno è affollata, ma l'atmosfera delle botteghe dei presepi vale la folla. Per altre idee consultate la nostra guida di Napoli e il calendario degli eventi. Ricordate che il 26 molti musei e servizi seguono orari festivi: controllate prima di uscire.
Gli avanzi del cenone
C'è poi un aspetto molto concreto di Santo Stefano: il frigorifero pieno. Dopo il cenone della Vigilia e il pranzo di Natale, il 26 è il giorno in cui le cucine campane danno il meglio nel recupero. L'insalata di rinforzo viene "rinforzata" con qualche ingrediente nuovo, il capitone marinato, che con il passare dei giorni prende ancora più sapore, torna in tavola, e i fritti avanzati vengono ripassati in padella. Pasta e verdure diventano frittate e sformati, e ogni famiglia ha il suo modo di non sprecare nulla.
Il pranzo di Santo Stefano è spesso più informale, con i parenti che non si erano visti il giorno prima e i bambini che giocano con i regali. Sul tavolo restano i vassoi di dolci, dagli struffoli ai roccocò, di cui parliamo nel nostro articolo sui dolci di Natale in Campania, e la sera, immancabile, torna la tombola napoletana.
I nostri consigli pratici
Se state organizzando un viaggio tra Natale e Capodanno, tenete presente che il 26 dicembre i trasporti pubblici seguono spesso orari ridotti e che le strade verso i presepi viventi più noti, nelle ore serali, possono essere molto trafficate. Vestitevi a strati, soprattutto per i percorsi all'aperto in montagna, e portate scarpe comode: molti presepi si snodano tra scale, vicoli in pietra e sentieri.
Per un quadro completo delle feste leggete anche il nostro articolo sul Natale in Campania e quello sulla Vigilia di Natale. Santo Stefano, in fondo, è il giorno perfetto per scoprire che le feste campane non finiscono il 25: in molti paesi, anzi, sono appena cominciate.

