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L'Epifania e la Befana in Campania: tradizioni del 6 gennaio

L'Epifania e la Befana in Campania: tradizioni del 6 gennaio
Foto: Turismo Campano · Icone Lucide (licenza ISC)

«L'Epifania tutte le feste porta via», dice il proverbio. In Campania, però, il 6 gennaio non è soltanto la fine delle vacanze: è una giornata piena di riti, piccoli e grandi, che mettono al centro i bambini e chiudono con dolcezza il lungo ciclo del Natale. C'è la calza appesa la sera prima, c'è la Befana che scende dal cielo in piazza del Plebiscito, ci sono i Magi che finalmente arrivano alla grotta del presepe. Vi raccontiamo come si vive questa festa da noi e dove andare per viverla al meglio.

Una festa, due anime

L'Epifania è una solennità religiosa: ricorda la manifestazione di Gesù al mondo, rappresentata dalla visita dei Re Magi che, guidati dalla stella, portano oro, incenso e mirra. Nelle chiese campane è una festa sentita, spesso accompagnata da processioni del Bambino.

Accanto a questa anima sacra c'è quella popolare: la Befana, la vecchina che vola su una scopa e nella notte tra il 5 e il 6 gennaio passa di casa in casa a riempire le calze. Il suo stesso nome viene da «Epifania», trasformato dalla lingua parlata nel corso dei secoli. Le due figure convivono senza problemi: al mattino si scartano i regali della Befana, poi si va a vedere i Magi nel presepe.

La calza della Befana

La sera del 5 gennaio, nelle case campane come nel resto d'Italia, si appende la calza: al camino, alla finestra o ai piedi del letto. Al risveglio i bambini la trovano piena di caramelle, cioccolatini, frutta secca, piccoli giocattoli. A chi non si è comportato bene la Befana lascia il carbone, che oggi è quasi sempre zucchero colorato di nero e fa ridere più che spaventare.

Un tempo la calza era più modesta: mandarini, noci, fichi secchi, qualche dolcetto fatto in casa. È anche per questo che i giorni prima dell'Epifania erano, per i napoletani, i giorni della fiera.

La Fiera del giocattolo e della calza a piazza Mercato

Per generazioni, a Napoli, la Befana si «comprava» a piazza Mercato: nei giorni prima del 6 gennaio la grande piazza si riempiva di bancarelle di giocattoli e di calze, e le famiglie arrivavano da tutti i quartieri. Dopo un'interruzione durata decenni, la tradizione è tornata con la Fiera del giocattolo e della calza, che ogni anno anima piazza Mercato e piazza del Carmine con casette di legno, giocattoli, calze colorate, dolci e cibo di strada, musica e animazione per i bambini.

Noi vi consigliamo di abbinare la fiera a una visita alla basilica del Carmine e alla chiesa di Sant'Eligio, due luoghi tra i più antichi e meno conosciuti della città.

La Befana dei Vigili del Fuoco in piazza del Plebiscito

La mattina dell'Epifania il centro di Napoli ha un appuntamento che i bambini aspettano tutto l'anno. In piazza del Plebiscito i Vigili del Fuoco, vestiti da Befana, si calano con le funi dalla facciata del Palazzo Reale, sacco in spalla, davanti a migliaia di famiglie. Una volta a terra distribuiscono caramelle ai più piccoli. La Befana dei Vigili del Fuoco è ormai una tradizione consolidata, che si ripete anche con la pioggia.

Il nostro consiglio: arrivate presto per trovare un posto da cui i bambini possano vedere bene la discesa, e poi approfittate della giornata per una passeggiata tra via Toledo e il lungomare.

I Magi arrivano nel presepe

Nel presepe napoletano i Magi non sono soltanto tre statuine: sono un corteo esotico, con servitori, cavalli, cammelli, musici e personaggi in costumi orientali che portano doni preziosi. In molte case la tradizione vuole che le loro figure vengano avvicinate alla grotta un po' alla volta, giorno dopo giorno, per essere sistemate davanti alla Sacra Famiglia proprio il 6 gennaio. Se volete vedere da vicino questi cortei, le botteghe di San Gregorio Armeno sono il posto giusto.

Anche i presepi viventi spesso proseguono fino all'Epifania, e in alcune serate l'arrivo dei Magi è uno dei momenti più attesi. A Vietri sul Mare il presepe vivente di Albori e sui Monti Lattari quello di Pimonte nella Valle Lavatoio hanno di solito serate fino al 6 gennaio: verificate il calendario e leggete la nostra guida ai presepi viventi della Campania.

Usanze locali: Amalfi e Sorrento

Sulla Costiera Amalfitana l'Epifania ha un sapore particolare. Ad Amalfi il 6 gennaio si apre con il corteo dei Pastorelli, accompagnato dagli zampognari, e la giornata si chiude con la reposizione del Bambinello in Cattedrale: è l'ultimo capitolo di un Natale che qui ha il suono delle zampogne, come vi raccontiamo nella pagina dedicata al Natale e Capodanno ad Amalfi.

A Sorrento il cartellone delle feste M'Illumino d'Inverno accompagna la città fino all'Epifania, con la processione del Bambino Gesù e le ultime sere di luci e mercatini tra piazza Tasso e il centro storico.

E i falò? In Campania i grandi fuochi d'inverno non appartengono tanto all'Epifania quanto ad altre date: la notte di Santa Lucia, a dicembre, e soprattutto la festa di Sant'Antonio Abate, il 17 gennaio, quando in molti paesi si accendono cataste di legna e si benedicono gli animali. Se volete vedere un falò, segnatevi queste date nel nostro calendario del Natale in Campania giorno per giorno.

A tavola il 6 gennaio

Non esiste un piatto unico dell'Epifania in Campania: di solito è un ultimo pranzo di festa in famiglia, con gli avanzi preziosi delle settimane precedenti. Sulle tavole resistono gli ultimi struffoli e i roccocò, insieme ai dolci della calza. Per un panorama completo leggete la nostra guida ai dolci di Natale in Campania.

I nostri consigli

  • Il 6 gennaio è festivo: mezzi pubblici e orari possono cambiare, e il centro di Napoli è molto affollato. Muovetevi a piedi o in metropolitana.
  • Controllate date e orari degli eventi nella nostra sezione eventi: alcuni appuntamenti cambiano di anno in anno.
  • Se viaggiate con bambini, la combinazione migliore è la fiera di piazza Mercato nei giorni prima e la Befana del Plebiscito la mattina del 6.

Poi, come dice il proverbio, le feste finiscono. Ma non del tutto: pochi giorni dopo arrivano i fuochi di Sant'Antonio Abate, che in tanti paesi aprono la strada al Carnevale.

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