
Ogni volta che torniamo a Napoli ci accorgiamo che il modo migliore per capirla è camminare. Le sue strade non sono semplici collegamenti tra un monumento e l'altro: sono loro stesse il monumento, con secoli di storia stratificati sotto i piedi. In questo articolo vi accompagniamo lungo le vie che, secondo noi, raccontano meglio la città.
Spaccanapoli, la linea che taglia in due la città
Partiamo dalla più celebre. Spaccanapoli corrisponde al decumano inferiore della città romana, la plateia dei Greci, e deve il nome al fatto che, vista dall'alto, divide il centro antico con una linea quasi perfetta tra nord e sud. In realtà è una successione di strade: via Benedetto Croce, via San Biagio dei Librai e, oltre via Duomo, via Vicaria Vecchia e via Forcella.
Percorrendola si incontrano il Gesù Nuovo, Santa Chiara, San Domenico Maggiore e la statua del Dio Nilo. Qui non vogliamo dilungarci troppo, perché le abbiamo dedicato un approfondimento in Spaccanapoli, Palazzo del Plebiscito e Palazzo Reale.
Via dei Tribunali, il decumano maggiore
Parallela a Spaccanapoli, poco più a nord, corre via dei Tribunali, l'antico decumano maggiore. È la strada che ci ha dato più di tutte la sensazione di camminare dentro la Neapolis greco-romana: portici, chiese, palazzi nobiliari e, sotto il livello stradale, cisterne e cunicoli. Da qui, in piazza San Gaetano, si scende in Visitare Napoli Sotterranea, e poco lontano si trova la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, con i suoi teschi in facciata.
Su via dei Tribunali si affacciano anche la basilica di San Lorenzo Maggiore, con gli scavi del mercato romano, e il complesso dei Girolamini. Vi consigliamo di percorrerla con calma, alzando spesso lo sguardo: molti dettagli si notano solo così.
Via San Gregorio Armeno, la via dei presepi
A collegare i due decumani c'è un antico cardo, oggi famoso in tutto il mondo: via San Gregorio Armeno. Secondo la tradizione qui sorgeva un tempio dedicato a Cerere, al quale si offrivano piccole statuette di terracotta, e c'è chi vede in questa usanza un'eco lontana dell'arte presepiale.
Le botteghe degli artigiani sono aperte tutto l'anno: pastori classici, scene di vita quotidiana, ma anche statuine ironiche dedicate a personaggi famosi. Il periodo più affollato va da novembre all'Epifania, quando la strada è quasi impraticabile ma davvero spettacolare. Lungo la via merita una sosta la chiesa di San Gregorio Armeno con il suo chiostro. Ne parliamo più a fondo in San Gregorio Armeno, la via dei presepi e in Il presepe napoletano.
Via Toledo, tra palazzi e Quartieri Spagnoli
Cambiando registro, arriviamo a via Toledo, aperta nel 1536 per volere del viceré Pedro Álvarez de Toledo. Lunga circa 1,2 chilometri, collega piazza Dante a piazza Trieste e Trento. Tra il 1870 e il 1980 si chiamò via Roma, e ancora oggi qualche napoletano anziano la chiama così.
È la grande strada dello shopping, ma anche una galleria di architettura: lungo il percorso si incontrano Palazzo Zevallos, il palazzo del Banco di Napoli e, verso piazza Trieste e Trento, l'ingresso della Galleria Umberto I. Vi suggeriamo di scendere anche nella stazione della metropolitana Toledo, inaugurata nel 2012, celebre per i mosaici blu che ricordano il mare. Sul lato occidentale della via salgono i vicoli dei Quartieri Spagnoli, che raccontiamo anche in I murales di Napoli. Per un approfondimento sulla zona vi rimandiamo a La Galleria Umberto I e via Toledo.
Via Chiaia e il lungomare di via Caracciolo
Da piazza Trieste e Trento si imbocca via Chiaia, strada elegante e pedonale che porta verso piazza dei Martiri e il quartiere omonimo. È una passeggiata piacevole, più tranquilla rispetto al centro storico.
Al tramonto vi consigliamo di scendere verso il mare. Via Caracciolo, costruita su terreni strappati al mare tra il 1869 e il 1880, porta il nome dell'ammiraglio Francesco Caracciolo, eroe della Repubblica Napoletana del 1799. Insieme a via Partenope forma il lungomare, che costeggia la Villa Comunale fino a Mergellina, con il Vesuvio da una parte e la collina di Posillipo dall'altra. Un lungo tratto è pedonale, e passeggiare qui ci ha regalato alcune delle viste più belle della città. Da via Partenope si raggiunge facilmente Castel dell'Ovo, protagonista de La leggenda di Castel dell'Ovo.
Come arrivare e quando andare
Il centro storico si gira a piedi. Per raggiungerlo, la Linea 1 della metropolitana ferma a Dante, Toledo e Municipio, mentre dalla stazione centrale di piazza Garibaldi si arriva in pochi minuti. Evitate l'auto: traffico e parcheggi sono un problema serio. I mesi migliori sono quelli di mezza stagione, quando si cammina volentieri; a dicembre San Gregorio Armeno è magnifico ma molto affollato. Se volete visitare chiese o musei lungo il percorso, verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
Nei dintorni
Per organizzare il resto del viaggio partite dalla nostra guida Napoli e Dintorni. Se avete poco tempo, trovate un itinerario pronto in Visitare Napoli in 2 giorni. Lungo queste strade incontrerete molte delle chiese raccontate in Napoli tra chiese e basiliche, e dopo tanto camminare vi meritate una sosta: scoprite cosa ordinare in La pizza napoletana.
Foto in alto (Napoli): This Photo was taken by Wolfgang Moroder. Feel free to use my photos, but please mention me as the author and send me a message. This image is not in the public domain. Please respect the copyright protection. It may only be used according to the rules mentioned here. This specifically excludes use in social media, if applicable terms of the licenses listed here not appropriate. Please do not upload an updated image here without consultation with the Author. The author would like to make corrections only at his own source. This ensures that the changes are preserved.Please if you think that any changes should be required, please inform the author.Otherwise you can upload a new image with a new name. Please use one of the templates derivative or extract., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
