
Ci sono due anime di Napoli che vogliamo farvi conoscere in un solo itinerario: quella popolare e stratificata di Spaccanapoli e quella solenne della piazza del Plebiscito e del Palazzo Reale. Le abbiamo percorse a piedi in una giornata, e il contrasto tra i vicoli del centro antico e gli spazi monumentali della Napoli capitale ci ha colpito più di quanto pensassimo.
Spaccanapoli, il cuore del centro antico
Spaccanapoli è il nome popolare del decumano inferiore, una delle tre grandi strade parallele della città greco-romana. È lunga poco più di un chilometro ed è così rettilinea che, guardandola dall'alto della collina di San Martino, sembra davvero spaccare in due il centro storico. Oggi corrisponde a una sequenza di vie: via Benedetto Croce, via San Biagio dei Librai e, dopo l'incrocio con via Duomo, via Vicaria Vecchia e via Forcella.
Percorrendola da ovest si incontrano subito la chiesa del Gesù Nuovo, con la sua facciata a bugne a punta di diamante, e il complesso di Santa Chiara. Poco più avanti si apre piazza San Domenico Maggiore, con la grande chiesa domenicana; a pochi passi, in via de Sanctis, c'è la Cappella Sansevero, che vi raccontiamo in Visitare Napoli: scopri la Cappella Sansevero.
Il Dio Nilo e le altre soste lungo il decumano
Una delle tappe che preferiamo è il piccolo largo dove si trova la statua del Dio Nilo, una scultura romana del II-III secolo d.C. eretta, secondo la tradizione, dalla comunità di Alessandrini che viveva in questa zona. Trovata senza testa nel Medioevo, fu completata nel 1657. I napoletani la chiamano anche 'o cuorpo 'e Napule, perché un tempo la si interpretava come una figura femminile che allatta, simbolo della città madre: da qui il nome di Largo Corpo di Napoli. Curiosità: la testa della sfinge ai suoi piedi, rubata nel dopoguerra, è stata ritrovata in Austria nel 2013 dai Carabinieri.
Proprio in questo slargo, i tifosi più devoti hanno allestito un piccolo altare dedicato a Diego Armando Maradona, meta di pellegrinaggio calcistico. Proseguendo lungo via San Biagio dei Librai si incontrano palazzi nobiliari, il Monte di Pietà, botteghe artigiane e, a sinistra, l'imbocco di via San Gregorio Armeno, la strada dei presepi raccontata in Le strade più famose di Napoli. Vi consigliamo di procedere senza fretta: Spaccanapoli non è una cartolina, è un quartiere vivo, rumoroso e pieno di gente.
Piazza del Plebiscito, la grande scena urbana
Dal centro antico basta scendere lungo via Toledo per arrivare in piazza del Plebiscito, uno degli spazi pubblici più vasti d'Italia, con una superficie di circa 25.000 metri quadrati. Un tempo si chiamava Largo di Palazzo; il nome attuale ricorda il plebiscito del 21 ottobre 1860, con cui il Regno delle Due Sicilie fu annesso al Regno d'Italia.
La forma attuale nasce in epoca napoleonica, con il progetto voluto da Gioacchino Murat di un grande emiciclo porticato. Dopo la Restaurazione, al centro del colonnato fu costruita la basilica di San Francesco di Paola, progettata da Pietro Bianchi e ispirata al Pantheon di Roma. Davanti a essa ci sono due statue equestri in bronzo: quella di Carlo di Borbone, opera di Antonio Canova, e quella di Ferdinando I, iniziata da Canova e completata da Antonio Calì. Sui lati si affrontano il Palazzo della Prefettura e Palazzo Salerno. Per decenni la piazza è stata un parcheggio; oggi è pedonale e ospita grandi concerti e installazioni.
Il Palazzo Reale
Di fronte alla basilica si allunga la facciata del Palazzo Reale. La prima pietra fu posta nel 1600 su progetto di Domenico Fontana, su commissione del viceré spagnolo, in attesa di una visita del re Filippo III che non avvenne mai. Il palazzo divenne poi la residenza dei Borbone. Nel 1837 un incendio danneggiò gravemente gli interni, e fu Gaetano Genovese a guidare il restauro in stile neoclassico.
All'interno ci hanno colpito lo scalone d'onore, rifatto da Genovese con marmi pregiati, il Teatrino di Corte realizzato da Ferdinando Fuga nel 1768 e l'Appartamento Reale con arredi, arazzi e dipinti. Sulla facciata, nelle nicchie, si trovano dal 1888 le statue dei principali sovrani che hanno regnato su Napoli, dai Normanni ai Savoia. Il palazzo ospita anche la Biblioteca Nazionale.
Come arrivare e quando andare
Spaccanapoli si raggiunge con la Linea 1 della metropolitana, scendendo a Dante; piazza del Plebiscito è a pochi passi dalla fermata Municipio. Tra le due zone ci sono circa venti minuti a piedi, scendendo per via Toledo. Vi consigliamo di dedicare la mattina al centro antico e il pomeriggio al Palazzo Reale, chiudendo al tramonto sul lungomare. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
Nei dintorni
Per pianificare il resto del soggiorno partite da Napoli e Dintorni. Accanto alla piazza c'è Il Teatro di San Carlo, e dall'altra parte della strada si apre La Galleria Umberto I e via Toledo. Lungo Spaccanapoli si incontrano molte delle chiese descritte in Napoli tra chiese e basiliche, e a pochi passi dal Plebiscito sorge Il Maschio Angioino.
Foto in alto (Napoli): This Photo was taken by Wolfgang Moroder. Feel free to use my photos, but please mention me as the author and send me a message. This image is not in the public domain. Please respect the copyright protection. It may only be used according to the rules mentioned here. This specifically excludes use in social media, if applicable terms of the licenses listed here not appropriate. Please do not upload an updated image here without consultation with the Author. The author would like to make corrections only at his own source. This ensures that the changes are preserved.Please if you think that any changes should be required, please inform the author.Otherwise you can upload a new image with a new name. Please use one of the templates derivative or extract., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
