
Ogni volta che passeggiamo sul lungomare di Napoli, lo sguardo finisce lì: Castel dell'Ovo, massiccio e dorato, piantato nel mare davanti a via Partenope. È il castello più antico della città e porta un nome curioso, legato a una delle leggende napoletane più famose. Vi raccontiamo la storia dell'uovo magico e cosa trovate oggi tra le sue mura e nel Borgo Marinari.
La leggenda di Virgilio e dell'uovo
Nel Medioevo il poeta latino Virgilio, che visse a lungo a Napoli e qui fu sepolto, era considerato dai napoletani una sorta di mago protettore della città. Secondo la leggenda, fu proprio lui a nascondere nei sotterranei del castello un uovo racchiuso in una caraffa, a sua volta custodita in una gabbia di ferro.
Da quell'uovo dipendeva il destino del castello e di tutta Napoli: finché fosse rimasto intatto, la città sarebbe stata al sicuro. Se si fosse rotto, sarebbero arrivate sciagure di ogni tipo. È una storia semplice, ma ci piace perché racconta bene il rapporto dei napoletani con il mistero e con la fortuna.
Giovanna I e l'uovo "sostituito"
La leggenda ha un seguito. Nel Trecento, durante il regno di Giovanna I d'Angiò, una parte del castello crollò. In città si diffuse il panico: molti pensarono che l'uovo si fosse rotto e che stessero per arrivare grandi disgrazie. Per calmare gli animi, la regina dovette giurare pubblicamente di aver fatto sostituire l'uovo. Ci colpisce che una leggenda abbia avuto bisogno di una promessa ufficiale per essere "sistemata".
Dall'isolotto di Megaride al castello
La storia vera del luogo è antichissima. Il castello sorge sull'isolotto di Megaride, dove i Greci di Cuma fondarono il primo nucleo della città, legato al mito della sirena Partenope. Nel I secolo a.C. il generale romano Lucio Licinio Lucullo vi costruì una villa sontuosa, con biblioteca e peschiere, ricordata nel nome di Castrum Lucullanum.
Proprio qui, nel 476, fu confinato Romolo Augustolo, l'ultimo imperatore romano d'Occidente. Più tardi l'isolotto ospitò una comunità di monaci, e nel X secolo il complesso fu smantellato per evitare che diventasse una base per i nemici. Intorno al 1140 i Normanni di Ruggero ricostruirono il castello, poi rafforzato da Svevi, Angioini e Aragonesi.
Cosa vedere oggi
Oggi Castel dell'Ovo è un luogo di cultura che ospita mostre ed eventi. Si raggiunge con un ponte dal lungomare e, salendo tra rampe e cortili, si arriva alle terrazze affacciate sul golfo. Da lassù la vista spazia dal Vesuvio alla collina di Posillipo: è uno dei panorami di Napoli che ci emozionano di più, soprattutto al tramonto.
Ai piedi del castello c'è il Borgo Marinari, un piccolo porticciolo con barche, case colorate e locali affacciati sull'acqua. È il posto ideale per una pausa dopo la visita e per guardare la città da una prospettiva diversa.
Vi consigliamo di completare il giro con una passeggiata sul lungomare, verso Mergellina da una parte e verso il porto dall'altra. Proprio davanti al castello, nel mito, sarebbe arrivato il corpo della sirena Partenope: è bello pensare che la città sia nata, simbolicamente, nello stesso punto in cui si trova questo castello.
Come arrivare e quando andare
Il castello si trova sul lungomare, di fronte a via Partenope, raggiungibile a piedi da piazza del Plebiscito in pochi minuti. Il lungomare è in gran parte pedonale, quindi vi consigliamo di arrivare camminando. Il momento migliore è il tardo pomeriggio, con la luce calda sul golfo. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
Nei dintorni
Per organizzare la visita partite dalla nostra guida Napoli e Dintorni. Il mito che lega il castello alla fondazione della città lo trovate in La leggenda della sirena Parthenope: il mito della nascita della città di Napoli. A pochi passi ci sono Spaccanapoli, Palazzo del Plebiscito e Palazzo Reale e Il Maschio Angioino, mentre per un altro tratto di costa vi consigliamo Marechiaro e il Parco Sommerso della Gaiola.
Foto in alto (Napoli): This Photo was taken by Wolfgang Moroder. Feel free to use my photos, but please mention me as the author and send me a message. This image is not in the public domain. Please respect the copyright protection. It may only be used according to the rules mentioned here. This specifically excludes use in social media, if applicable terms of the licenses listed here not appropriate. Please do not upload an updated image here without consultation with the Author. The author would like to make corrections only at his own source. This ensures that the changes are preserved.Please if you think that any changes should be required, please inform the author.Otherwise you can upload a new image with a new name. Please use one of the templates derivative or extract., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
