
Ogni volta che torniamo a Napoli ci concediamo almeno mezza giornata al Museo Archeologico Nazionale, il MANN. È uno di quei luoghi in cui il tempo vola: si entra per vedere un paio di statue famose e si esce a pomeriggio inoltrato. Vi raccontiamo cosa ci ha colpito e come organizzare la visita.
Un palazzo nato per l'università
Il museo occupa il Palazzo degli Studi, un grande edificio che per lungo tempo ospitò l'Università di Napoli. Nel 1777 il re Ferdinando IV decise di trasformarlo nella sede delle collezioni culturali del regno e affidò i lavori all'architetto Ferdinando Fuga, poi sostituito da Pompeo Schiantarelli.
Il museo aprì ufficialmente come Real Museo Borbonico il 22 febbraio 1816. Salendo lo scalone monumentale vi accorgerete subito della scala del progetto: sale altissime, corridoi infiniti e una quantità di opere che rende impossibile vedere tutto in una volta sola. Il nostro consiglio è scegliere due o tre sezioni e goderle con calma.
La collezione Farnese, tra giganti di marmo
Al piano terra si trova la raccolta che, per noi, vale da sola il viaggio: le sculture della collezione Farnese, ereditata dai Borbone e considerata una delle principali raccolte di statue antiche al mondo. Il pezzo che lascia tutti a bocca aperta è il Toro Farnese, il più grande gruppo scultoreo in marmo giunto dall'antichità: girargli intorno e scoprire i dettagli delle figure richiede tempo.
Poco lontano c'è l'Ercole Farnese, l'eroe stanco appoggiato alla clava, e la Venere Callipigia. Della stessa raccolta fanno parte le gemme, tra cui la celebre Tazza Farnese, un cammeo in agata databile tra il II e il I secolo a.C. che ci ha sorpreso per la finezza dell'intaglio.
Pompei ed Ercolano, al piano ammezzato
Il MANN è il complemento perfetto di una visita agli scavi vesuviani, perché qui sono custoditi molti dei reperti più preziosi usciti dalle città sepolte nel 79 d.C. Tra i mosaici spicca la Battaglia di Isso, nota anche come mosaico di Alessandro, proveniente dalla Casa del Fauno di Pompei: uno dei mosaici più famosi dell'antichità, che dal vivo colpisce per la sua dimensione e per il movimento delle figure.
Il museo conserva anche quella che viene considerata la più grande collezione al mondo di affreschi di epoca romana. Da non perdere la sezione dedicata alla Villa dei Papiri di Ercolano, con circa cento sculture, in gran parte in bronzo, e il Doriforo, copia romana dell'opera di Policleto trovata a Pompei. Se state pianificando gli scavi, leggete anche Ercolano e Pompei: cosa vedere.
Il Gabinetto Segreto e la sezione egizia
Una curiosità che incuriosisce sempre i visitatori è il Gabinetto Segreto, la raccolta di opere a soggetto erotico che per secoli fu tenuta lontana dagli sguardi del pubblico. È stato riaperto nel 1976 ed è liberamente accessibile dal 2000: più che scandalizzare, racconta quanto fosse diverso il rapporto degli antichi con il corpo.
Ci è piaciuta molto anche la sezione egizia, inaugurata nel 1821 a partire dai pezzi della collezione Borgia. Mummie, sarcofagi, amuleti e statuette offrono uno sguardo su un mondo lontano, in un ambiente spesso più tranquillo rispetto alle sale più affollate.
Come organizzare la visita
Il museo è grande e vi consigliamo di arrivare con un'idea precisa di cosa volete vedere. Noi partiamo di solito dalla collezione Farnese, saliamo ai mosaici e lasciamo per ultimi affreschi e Villa dei Papiri. Alcune sale possono essere temporaneamente chiuse per allestimenti o restauri: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
Come arrivare e quando andare
Il MANN si trova in piazza Museo, ai margini del centro storico. Il modo più comodo per raggiungerlo è la metropolitana: la Linea 1 ha la fermata Museo proprio davanti all'ingresso, mentre la Linea 2 ferma a Piazza Cavour, a pochi passi. Il museo è una meta ideale tutto l'anno e diventa un ottimo rifugio nelle giornate di pioggia o nei pomeriggi più caldi d'estate. Per evitare la folla vi suggeriamo le prime ore del mattino nei giorni feriali.
Nei dintorni
Dal museo si sale facilmente verso la collina di Capodimonte, dove vi aspetta la reggia con la pinacoteca: ne parliamo in Il Museo e il Real Bosco di Capodimonte. Lungo la stessa strada si trovano Le Catacombe di San Gennaro, il più importante monumento paleocristiano della città. Scendendo invece verso il centro storico potete raggiungere a piedi la cappella del principe di Sansevero, raccontata in Visitare Napoli: scopri la Cappella Sansevero. Per un quadro completo della città e della provincia partite dalla nostra guida Napoli e Dintorni.
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