
Lungo la Statale Amalfitana, tra Praiano e Amalfi, c'è un punto in cui la strada passa su un ponte e, guardando giù, si vede il mare infilarsi in una spaccatura della roccia. Noi ci siamo fermati la prima volta quasi per caso, e da allora il Fiordo di Furore è una tappa fissa dei nostri giri in Costiera Amalfitana. Vi raccontiamo cos'è, cosa vedere e come visitarlo.
Il paese che non c'è
Il fiordo appartiene a Furore, un comune di meno di mille abitanti che viene chiamato da sempre "il paese che non c'è". Il motivo lo capite appena ci arrivate: non ha una vera piazza né un centro raccolto, le case sono sparse sui terrazzamenti tra il mare e la montagna, collegate da scale e sentieri. Dalla strada costiera, del paese si vede pochissimo.
Furore fa parte dei Borghi più belli d'Italia e, come il resto della Costiera, rientra nel sito UNESCO della Costiera Amalfitana, iscritto nel 1997. Salendo verso la parte alta del paese, noi ci siamo divertiti a cercare i murales dipinti sui muri delle case: è il motivo per cui Furore è conosciuto anche come "paese dipinto".
Una gola scavata dal torrente
Più che un vero fiordo, quello di Furore è una profonda gola scavata nella roccia calcarea dal torrente Schiato, che scende dall'altopiano di Agerola. Le pareti sono così alte e strette che nel pomeriggio il sole quasi non entra, e anche in piena estate qui sotto si respira un'aria più fresca.
In fondo alla gola c'è una piccola spiaggia di ciottoli, larga poche decine di metri, e intorno le vecchie case dei pescatori, i monazzeni, oggi restaurate. Alcuni edifici ospitano l'Ecomuseo, che racconta i mulini, le cartiere e il lavoro di chi viveva in questo angolo stretto tra roccia e mare.
Il ponte e i tuffi dall'alto
Sopra la gola passa il ponte della strada statale, a circa 30 metri sull'acqua. Ogni estate è il trampolino di una gara internazionale di tuffi dalle grandi altezze, il Marmeeting: vedere gli atleti lanciarsi da lassù è uno spettacolo che toglie il fiato. Fuori da queste occasioni, ovviamente, i tuffi dal ponte sono pericolosi e da evitare.
Rossellini e la Magnani
Il fiordo ha anche una storia legata al cinema. Nel 1948 il regista Roberto Rossellini girò qui l'episodio Il miracolo, con Anna Magnani; durante le riprese i due soggiornarono in uno dei monazzeni affacciati sulla spiaggia. Sapendolo, la scenografia naturale del Fiordo di Furore ci è sembrata ancora più cinematografica.
Spiaggia e accessi: cosa sapere
Alla spiaggia si scende dalla statale con una scalinata di circa 200 gradini. Negli ultimi anni l'accesso non è stato sempre garantito: dopo l'incendio del 2017 che danneggiò la parete rocciosa, la spiaggia è rimasta chiusa per il rischio di caduta massi ed è stata riaperta nel luglio 2020, al termine dei lavori di messa in sicurezza. Anche in seguito ci sono state chiusure temporanee per motivi di sicurezza.
Per questo vi consigliamo di controllare sempre i cartelli e le ordinanze del Comune prima di scendere, e di rispettare eventuali divieti di accesso o di balneazione. Ricordate poi che lo spazio è poco: nelle giornate di punta la spiaggia si riempie in fretta.
Come arrivare e quando andare
Il fiordo si trova lungo la Statale 163 Amalfitana, ma lì vicino non c'è un vero parcheggio: il modo più comodo per arrivare è l'autobus di linea che percorre la Costiera, oppure la barca, con le escursioni che partono dai porti vicini. Da Agerola si può anche scendere a piedi lungo i sentieri che collegano l'altopiano al mare. Il periodo migliore va dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno; al mattino la luce è più bella e c'è meno gente.
Nei dintorni
Furore è anche terra di vino: i vigneti sui terrazzamenti rientrano nella Costa d'Amalfi DOC. Poco più a ovest trovate Positano e Praiano: cosa visitare, mentre verso est, oltre Conca dei Marini, si arriva ad Amalfi: leggete Amalfi: cosa fare e cosa vedere. Dall'altopiano sopra il fiordo parte anche Il Sentiero degli Dei. Per tutte le altre mete partite dalla nostra guida Salerno e dintorni.
Foto in alto (Furore): Mess, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.


