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Paestum e i suoi templi

Paestum e i suoi templi

Ci sono luoghi che conosciamo dai libri di scuola e che dal vivo ci lasciano comunque senza parole: per noi Paestum è uno di questi. Camminare tra i templi dorici, con l'erba alta e i monti alle spalle, ci ha dato l'idea di quanto fosse grande la Magna Grecia. Siamo nel comune di Capaccio Paestum, a sud di Salerno: vi raccontiamo cosa vedere e come organizzare la visita.

Da Poseidonia a Paestum: un po' di storia

La città fu fondata intorno al 600 a.C. da coloni greci provenienti da Sibari, in Calabria, che la chiamarono Poseidonia, in onore di Poseidone. Era una città ricca, in una pianura fertile vicina al mare e alla foce del fiume Sele, dove sorgeva anche un importante santuario dedicato a Hera.

Tra il 420 e il 410 a.C. la città passò ai Lucani, popolo italico dell'entroterra, e nel 273 a.C. divenne colonia romana con il nome di Paestum. Nei secoli dell'Alto Medioevo la malaria e le incursioni la spinsero all'abbandono, e la vegetazione la nascose a lungo. Proprio per questo i templi sono arrivati fino a noi in condizioni straordinarie. Dal 1998 l'area è Patrimonio dell'Umanità UNESCO, insieme a Velia, alla Certosa di Padula e al Parco del Cilento.

Il Tempio di Hera, la "Basilica"

Il più antico dei tre grandi templi è il Tempio di Hera, costruito intorno al 560 a.C. Per molto tempo fu chiamato "Basilica" perché i primi studiosi, non vedendo frontoni, lo scambiarono per un edificio civile romano. Ha una pianta insolita, con un numero dispari di colonne sulla facciata, e le colonne hanno un caratteristico rigonfiamento a metà fusto. Guardandolo da vicino abbiamo apprezzato quanto sia diverso dai templi più "classici".

Il Tempio di Nettuno

Accanto si alza il tempio più imponente e meglio conservato, tradizionalmente detto di Nettuno, ma secondo molti studiosi dedicato anch'esso a Hera. Risale a circa il 460 a.C. ed è considerato uno dei templi dorici meglio conservati di tutto il mondo greco: le colonne e la trabeazione sono ancora al loro posto, e all'interno si riconosce il doppio ordine di colonne della cella. È il momento della visita in cui ci siamo fermati più a lungo.

Il Tempio di Atena

Nella parte nord della città, sul punto più alto, si trova il Tempio di Atena, a lungo chiamato "di Cerere", costruito intorno al 510 a.C. È più piccolo degli altri due, ma la sua posizione rialzata lo rende molto scenografico. Tra un tempio e l'altro vale la pena percorrere la via Sacra e osservare i resti del Foro romano, del piccolo anfiteatro e delle abitazioni.

Le mura e il Museo con la Tomba del Tuffatore

La città è circondata da una cinta di mura lunga circa 4,75 chilometri, con torri e porte ancora ben visibili: noi vi consigliamo di percorrerne un tratto, magari in bicicletta. Il complemento indispensabile ai templi è il Museo Archeologico Nazionale, che custodisce la Tomba del Tuffatore. Scoperta nel 1968 dall'archeologo Mario Napoli, risale a circa il 470 a.C. ed è un esempio rarissimo di pittura greca di età classica: sulla lastra di copertura un giovane si tuffa in acqua, immagine bellissima e ancora misteriosa.

Come arrivare e quando andare

Paestum ha una stazione ferroviaria sulla linea che da Salerno scende verso il Cilento, a breve distanza dall'area archeologica. In auto si percorre la litoranea o la statale da Battipaglia. Vi consigliamo la primavera e l'autunno: d'estate nell'area dei templi c'è poca ombra. Dedicate almeno mezza giornata a scavi e museo e verificate orari e biglietti sul sito ufficiale del Parco Archeologico prima di partire.

Non lasciate la zona senza assaggiare la mozzarella di bufala e il Carciofo di Paestum IGP, e magari un vino Paestum IGT.

Nei dintorni

Poco più a sud c'è Agropoli: leggete Agropoli, il borgo antico e il castello. Proseguendo nel Cilento trovate Il Parco archeologico di Velia, mentre per una panoramica completa partite da Il Cilento: cosa fare e cosa vedere e da Salerno e dintorni.

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