
A Velia ci siamo arrivati in una mattina di sole, tra ulivi e muri di pietra, con il mare del Cilento che compariva a ogni curva del sentiero. Nel territorio di Ascea si trovano i resti dell'antica Elea, la città dei filosofi. Vi raccontiamo cosa vedere e come organizzare la visita.
Elea, la città dei Focei
La città fu fondata intorno al 540 a.C. da esuli greci provenienti da Focea, in Ionia, sulla costa dell'odierna Turchia, in fuga dalla pressione dei Persiani. Il primo nome, Hyele, derivava da una sorgente locale; diventò poi Elea e infine, in età romana, Velia. Nell'88 a.C. la città divenne municipio romano, conservando però il diritto di usare la lingua greca e di battere moneta.
La patria di Parmenide e Zenone
Elea è famosa soprattutto per la scuola eleatica, una delle grandi scuole della filosofia greca, che fiorì nel V secolo a.C. Qui vissero Parmenide e il suo allievo Zenone, quello dei celebri paradossi di Achille e la tartaruga. Camminare per le strade dove ragionavano questi pensatori ci ha fatto un certo effetto: è uno di quei luoghi dove la storia delle idee diventa quasi concreta.
Porta Rosa, il simbolo di Velia
Il monumento più famoso è la Porta Rosa, riportata alla luce dall'archeologo Mario Napoli nel 1964. Napoli la datò al IV secolo a.C., anche se tra gli studiosi la datazione è ancora discussa. È costruita con un arco a tutto sesto ed è considerata uno degli esempi più antichi di questo tipo di arco in Italia.
Nonostante il nome, non era una vera porta: priva di cardini e soglia, funzionava come viadotto, collegando le due parti della collina sopra una strada che passava sotto l'arco. Arrivarci dopo la salita lungo l'antico lastricato è uno dei momenti più belli della visita.
Dalla città bassa all'acropoli
Il percorso parte dalla zona bassa, con la Porta Marina Sud e la sua torre, il quartiere meridionale e le terme di età ellenistica e romana: le Terme Adrianee del II secolo d.C. hanno un frigidarium con un mosaico in bianco e nero decorato con animali marini.
Salendo si raggiunge l'acropoli, dove si trovano i resti del teatro, di un tempio e la torre angioina medievale, ben visibile anche da lontano. Da quassù la vista sulla costa, dalla Punta Licosa verso Palinuro, ripaga di tutta la fatica. Le due chiesette medievali dell'acropoli ospitano oggi materiali archeologici.
Nuove scoperte e nuove ipotesi
Velia è un sito ancora vivo per la ricerca. Sull'acropoli è stato riportato alla luce un tempio arcaico di Atena, datato al 540-530 a.C., cioè agli anni della fondazione. Anche la Porta Rosa continua a far discutere: dal 2019 le ricerche dell'archeoastronomo Nicola Giuliano ipotizzano che il suo orientamento permettesse di osservare i solstizi. Nella città bassa, infine, si può vedere un complesso termale ellenistico alimentato dalla sorgente Hyele, quella che diede il primo nome alla città.
Come arrivare e quando andare
Il parco si trova nel comune di Ascea, nel Parco nazionale del Cilento, ed è gestito insieme a Paestum dal Parco Archeologico di Paestum e Velia; dal 1998 fa parte del sito UNESCO del Cilento. In treno si arriva alla stazione di Ascea, a circa 3 chilometri; in auto si lascia l'autostrada a Battipaglia e si prosegue verso la costa cilentana in direzione di Ascea Marina. Calcolate almeno due ore per il giro completo, con scarpe comode: il terreno è in salita e in parte sterrato. C'è poca ombra, quindi in estate andate presto la mattina e portate acqua e cappello; primavera e autunno sono le stagioni ideali. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
Nei dintorni
Dopo Velia non perdete Paestum e i suoi templi, l'altra grande area archeologica del parco. Lungo la costa potete proseguire verso Palinuro e l'Arco Naturale e godervi Le spiagge più belle della provincia di Salerno. Per organizzare il viaggio leggete Il Cilento: cosa fare e cosa vedere e la nostra guida Salerno e dintorni.
Foto in alto (Ascea): Heinz-Josef Lücking, CC BY-SA 3.0 de, via Wikimedia Commons.


