
Nel Cilento abbiamo imparato che le tradizioni non si guardano da spettatori: si vivono in piazza, in cucina o lungo un sentiero di montagna. Raccontarle tutte è impossibile, perché ogni paese ha le sue. Abbiamo scelto quelle che ci sembrano più rappresentative, partendo da Vallo della Lucania, il centro del Cilento interno, e dalle montagne che lo circondano.
Il pellegrinaggio al Monte Gelbison
Sopra Vallo della Lucania si alza il Monte Gelbison, chiamato anche Monte Sacro. In cima, a circa 1.705 metri, nel territorio di Novi Velia, si trova il santuario della Madonna del Sacro Monte, meta di pellegrinaggi da secoli; le prime notizie documentate risalgono al XIV secolo. In inverno la vetta è coperta di neve e il santuario resta chiuso: è aperto dalla fine di maggio a ottobre.
I pellegrini arrivano dal Cilento, ma anche dalla Basilicata e dalla Calabria, e molti percorrono l'ultimo tratto a piedi. Lungo la salita c'è un grande cumulo di pietre: per tradizione ognuno ne porta una e la aggiunge alle altre. Noi siamo saliti in una giornata limpida d'estate e dalla cima abbiamo visto il golfo di Salerno, il Vallo di Diano e le montagne del Cilento tutto intorno. Verificate i giorni di apertura prima di partire.
Le feste dell'inverno: Natale e San Biagio
Nelle notti di Natale, in alcuni paesi del Cilento si accendono grandi falò in piazza, attorno ai quali la comunità si ritrova dopo la messa. Il fuoco è un elemento che torna spesso nelle feste invernali di tutto il Sud, e qui accompagna i giorni più freddi dell'anno.
Il 3 febbraio si celebra invece San Biagio, protettore della gola. Come in molte parti d'Italia, in chiesa si rinnova la benedizione della gola con due candele incrociate, e in diversi paesi la festa è accompagnata da bancarelle e processioni.
Pasqua e il 1° maggio: le tradizioni in cucina
Molte tradizioni cilentane passano dalla tavola. A Pasqua le famiglie preparano la pizza chiena, un rustico ripieno di formaggio di capra, uova, soppressata e salsiccia, che si prepara il giorno prima e si porta anche nelle scampagnate di Pasquetta. Il formaggio giusto è spesso il Cacioricotta caprino del Cilento, e il salume La soppressata di Gioi.
Il 1° maggio, in diversi paesi, si cucinano i ciccimmaretati: una zuppa di legumi e cereali misti, cotti insieme, preparata come augurio di un'annata abbondante. È un piatto povero che racconta bene la cucina cilentana, quella che ha dato fama alla dieta mediterranea: ne parliamo in Pioppi e la dieta mediterranea.
Le fiere antiche: la Frecagnola di Cannalonga
A Cannalonga si tiene ogni anno la Fiera della Frecagnola, una delle fiere più antiche del Cilento: le sue origini risalgono alla metà del Quattrocento. In passato si svolgeva a dicembre, oggi è stata spostata a settembre. Il nome viene dalla frecagnola, la carne di capra cotta al sugo, che è ancora il piatto simbolo della festa.
Fiere come questa erano il luogo dove si incontravano contadini, pastori e artigiani, e dove passavano anche i venditori che giravano di paese in paese. La loro storia la raccontiamo in I mestieri ambulanti nel Cilento.
Come arrivare e quando andare
Vallo della Lucania si raggiunge in auto dalla Cilentana, la strada che da Paestum scende verso il sud della provincia, oppure in treno fino alla stazione di Vallo della Lucania-Castelnuovo, sulla linea tirrenica. Il periodo migliore dipende da cosa volete vivere: l'estate per il pellegrinaggio al Gelbison, settembre per la Frecagnola, l'inverno per i falò. Verificate i programmi sui siti dei Comuni prima di partire.
Nei dintorni
- Salerno e dintorni: la guida alla provincia.
- Il Cilento: cosa fare e cosa vedere: la nostra guida al Cilento.
- Tradizioni a Salerno: le feste e le usanze del capoluogo.
- Le 5 sagre più importanti di Salerno e Provincia: le feste del cibo, molte nel Cilento.
- Il Parco archeologico di Velia: a poca distanza da Vallo, l'antica Elea.
Foto in alto (Vallo della Lucania): Miki.mod at Italian Wikipedia (Original text: Michele Modica), Public domain, via Wikimedia Commons.


