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San Pietro a Corte

San Pietro a Corte

Se dovessimo scegliere un solo luogo per capire quante epoche si sovrappongono sotto le strade di Salerno, sceglieremmo San Pietro a Corte. Siamo scesi sotto il livello della città e in pochi metri siamo passati dalle terme romane alla corte di un principe longobardo. Vi spieghiamo perché questo complesso è così speciale.

Quattro epoche una sopra l'altra

Il complesso di San Pietro a Corte è come un libro di storia letto in verticale. Alla base ci sono le terme romane di età imperiale, con un frigidarium databile tra la fine del I e l'inizio del II secolo d.C., probabilmente abbandonato nel IV secolo dopo un'alluvione. Dal V secolo lo stesso spazio venne riutilizzato come chiesa cimiteriale paleocristiana.

Sopra queste strutture si trova la cappella palatina del palazzo longobardo e, ancora più in alto, gli ambienti che nel Medioevo ebbero funzioni pubbliche. Guardare le murature dei diversi periodi una accanto all'altra è la parte che ci ha appassionato di più.

Arechi II e il palazzo del principe

La svolta arriva nel 774. Dopo la caduta di Pavia e del regno longobardo del nord, il duca di Benevento Arechi II si trasferì a Salerno e fece costruire qui un nuovo palazzo di governo. Il Chronicon Salernitanum lo descrive come un palazzo di straordinaria grandezza e bellezza.

La parte meglio conservata è la cappella palatina, che Arechi dedicò ai santi Pietro e Paolo. Era decorata con mosaici in tessere marmoree e lungo le pareti correva un'iscrizione dedicatoria in versi latini, che ricorda gli esempi longobardi di Cividale del Friuli e Brescia. Se volete conoscere l'altro grande luogo legato ad Arechi, leggete Il castello Arechi.

Il racconto del Chronicon e l'iscrizione di Arechi

Il Chronicon Salernitanum racconta anche che durante i lavori per il palazzo fu ritrovato un idolo d'oro, un dettaglio che fa capire quanto le rovine romane fossero ancora presenti e visibili. Le antiche terme avevano volte a botte e a crociera e raggiungevano un'altezza di circa 13 metri: Arechi ne fece abbattere le coperture e divise lo spazio con un muro, creando la base della sua cappella. Dell'iscrizione dedicatoria si conosce l'inizio, un invito in esametri rivolto al principe: "Duc age, duc clemens Arichi, pia suscipe vota", con cui si chiedeva al duca clemente di accogliere le pie preghiere.

L'ipogeo affrescato e il campanile

Tra l'epoca normanna e quella sveva, negli ambienti sotterranei fu ricavato un oratorio ipogeo, decorato tra il XII e il XIV secolo con affreschi di santi e della Madonna con il Bambino. È uno degli angoli più suggestivi della visita: la luce è bassa e i colori affiorano lentamente sulle pareti.

Accanto si alza il campanile della chiesa di Sant'Anna, del XV secolo, costruito su strutture romane. Nel XIII secolo il complesso ospitò anche assemblee pubbliche e la solenne cerimonia di conferimento delle lauree della Scuola Medica Salernitana: un legame che rende la visita perfetta da abbinare a Il Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana.

Visitare oggi San Pietro a Corte

Dal 2014 il sito è gestito dal Ministero della Cultura, oggi attraverso la Direzione regionale Musei. L'ingresso è sul Larghetto San Pietro a Corte, nel cuore del centro storico. Il percorso non è lungo, ma vi consigliamo di dedicargli il tempo per leggere i pannelli: senza un po' di contesto si rischia di perdere il senso delle sovrapposizioni.

Come arrivare e quando andare

Il complesso si raggiunge a piedi dal lungomare e dalla stazione di Salerno, attraversando via dei Mercanti. Essendo in gran parte sotterraneo, resta fresco anche d'estate ed è una buona idea per le ore più calde. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

Nei dintorni

A pochi minuti a piedi trovate Il Duomo di Salerno e Il Museo Roberto Papi. Per un itinerario completo nel centro storico seguite Weekend d’arte a Salerno e Le Chiese e la Cattedrale di Salerno. Tutte le altre mete sono nella nostra guida Salerno e dintorni.

Foto in alto (Salerno): No machine-readable author provided. Giaros assumed (based on copyright claims)., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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