
Arrivando a Teggiano dal fondovalle si vede il paese raccolto sulla sua collina, isolato in mezzo al Vallo di Diano. Una volta dentro, però, quello che ci ha colpito sono state le porte: portali in pietra chiara, archi, stemmi scolpiti sopra gli ingressi dei palazzi. Ci siamo ritrovati a camminare con lo sguardo all'altezza degli stipiti, scoprendo un dettaglio nuovo a ogni vicolo.
Da Tegianum a Teggiano
Teggiano sorge a 637 metri di altitudine, su un'altura che domina il Vallo di Diano. Le sue origini sono antiche e discusse: c'è chi le lega a coloni greci, chi alle popolazioni italiche e ai Lucani. In epoca romana la città era conosciuta come Tegianum e poi come Dianum, ed è proprio da Diano che prende il nome tutta la valle.
Il paese si è chiamato Diano fino al 1862, quando il nuovo Stato italiano chiese ai comuni con nomi uguali di distinguersi: si scelse allora Teggiano, recuperando il nome latino. Del passato romano resta traccia anche nell'impianto del centro storico, che conserva in parte l'antica trama delle strade. Oggi Teggiano fa parte del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, riconosciuto patrimonio UNESCO.
Una passeggiata tra portali e palazzi
Il modo migliore per conoscere Teggiano è perdersi nel centro storico, tra vicoli in salita, piazzette e passaggi ad arco. Qui si capisce perché ci piace chiamarla "la città dei portali": molti palazzi nobiliari, soprattutto di età rinascimentale, si riconoscono dagli ingressi in pietra lavorata, con cornici, archi e stemmi delle famiglie che li abitavano. Non c'è un percorso obbligato: vi consigliamo di camminare senza fretta e di alzare spesso lo sguardo.
Per la ricchezza delle sue aperture, Teggiano è stata descritta anche come il "borgo delle cento porte": non è un numero preciso, ma rende bene l'idea di un paese dove ogni angolo si apre su un arco, un cortile o un passaggio.
Il Castello Macchiaroli e la Congiura dei Baroni
Nella parte alta domina il Castello Macchiaroli, fortezza di origine normanna legata alla potente famiglia dei Sanseverino. Proprio tra le sue mura, nel 1485, fu organizzata la celebre Congiura dei Baroni contro il re di Napoli Ferrante d'Aragona. Nel 1497 il castello subì un lungo assedio, resistendo più del previsto. Delle antiche difese urbane restano ancora tratti di mura e torri.
La Cattedrale e le chiese
Teggiano è anche un paese di chiese. La più importante è la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, consacrata nel 1274. All'interno vi consigliamo di cercare l'ambone scolpito nel 1271 da Melchiorre da Montalbano, sostenuto da colonne e decorato con i simboli degli Evangelisti, e i monumenti funebri, tra cui quello di Enrico Sanseverino (1314) e quello del medico senese Orso Malavolta (1488). Dopo il terremoto del 1857 la chiesa fu ampliata e Teggiano divenne sede di diocesi.
Da non perdere anche la chiesa di San Francesco, fondata nel 1307, con frammenti di affreschi del Trecento e del Quattrocento e un bel soffitto ligneo dipinto, e la chiesa della SS. Pietà, con il suo portico rinascimentale. Il patrono è San Cono, monaco nato a Teggiano, molto venerato in paese.
Musei e tradizioni
Nella chiesa di San Pietro ha sede il Museo Diocesano, che raccoglie sculture, elementi architettonici e opere d'arte dall'età romana al Settecento. In paese ci sono anche un museo dedicato alla civiltà contadina e il Museo delle Erbe, dedicato alle piante officinali.
Ogni estate il centro storico si trasforma con "Alla Tavola della Principessa Costanza", la rievocazione che riporta in strada l'atmosfera della corte dei Sanseverino, tra costumi, musica e cucina d'epoca. È una tradizione ricorrente: controllate il programma se volete organizzare la visita in quei giorni.
Come arrivare e quando andare
Teggiano si raggiunge in auto dall'autostrada A2 del Mediterraneo, uscendo nel Vallo di Diano e proseguendo per pochi chilometri verso la collina. Vi consigliamo la primavera e l'inizio dell'autunno per camminare con calma nel centro storico, oppure l'estate se volete assistere alla rievocazione. Verificate orari e biglietti di chiese e musei sul sito ufficiale prima di partire.
Nei dintorni
Per scoprire il resto della provincia partite dalla nostra guida Salerno e dintorni e, per il Parco, da Il Cilento: cosa fare e cosa vedere. A pochi chilometri, a Padula, vi aspetta La Certosa di Padula, mentre all'altro capo del Vallo ci sono Le Grotte di Pertosa-Auletta. Se vi piacciono i borghi silenziosi dell'entroterra, provate anche Roscigno Vecchia, il borgo abbandonato.
Foto in alto (Teggiano): Enzo D'Elia, Public domain, via Wikimedia Commons.

