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Il Parco del Taburno-Camposauro

Il Parco del Taburno-Camposauro

Da Benevento basta alzare gli occhi verso ovest per vederlo: un profilo di montagna che sembra una donna addormentata. Noi ci siamo andati proprio per questo, per camminare su quella "Dormiente" e capire cosa c'è dietro la sagoma. Abbiamo trovato faggete, sorgenti, borghi e panorami ampi su tutto il Sannio.

Un massiccio isolato nel cuore del Sannio

Il Parco regionale del Taburno-Camposauro protegge un massiccio calcareo isolato dell'Appennino campano, interamente in provincia di Benevento. Il parco è stato previsto da una legge regionale del 1993 e il suo ente è operativo dal 2002. Si estende su circa 12.370 ettari e comprende 14 comuni.

Le cime principali sono due, quasi gemelle: il Monte Taburno e il Monte Camposauro, entrambi intorno ai 1.390 metri. Accanto a loro si alzano vette minori come il Monte Pentime. Nel territorio del parco ricadono anche due siti della rete europea Natura 2000.

I comuni del parco

I quattordici comuni sono Bonea, Bucciano, Cautano, Foglianise, Frasso Telesino, Melizzano, Moiano, Montesarchio, Paupisi, Sant'Agata de' Goti, Solopaca, Tocco Caudio, Torrecuso e Vitulano.

Ognuno ha la sua porta d'accesso alla montagna. Noi vi consigliamo di sceglierne due o tre e di unire l'escursione a una passeggiata in paese: Montesarchio con il suo castello, Sant'Agata con il borgo sul tufo, Solopaca con le sue vigne, Vitulano e Cautano per salire verso il Camposauro.

La Dormiente del Sannio

Guardato dalla piana di Benevento, il profilo del massiccio ricorda una donna distesa che dorme, con il viso, il petto e le gambe ben riconoscibili. Per questo tutti lo chiamano la Dormiente del Sannio. È uno di quei dettagli che, una volta notati, non si dimenticano più: ogni volta che torniamo in città la cerchiamo all'orizzonte.

Faggete, sorgenti e acqua per la Reggia

Tra le due vette si estende una faggeta secolare, il bosco più bello del parco. In autunno le foglie si colorano di giallo e rame, ed è il momento in cui ci piace di più camminarci dentro. Più in basso il paesaggio cambia: uliveti, vigneti, frutteti e orti raccontano un territorio ancora molto agricolo.

La montagna è anche un grande serbatoio d'acqua. Ai suoi piedi sgorgano le sorgenti del Fizzo, che Luigi Vanvitelli captò con l'Acquedotto Carolino per portare l'acqua fino alla Reggia di Caserta. Pensare che le fontane della Reggia dipendano da queste montagne ci ha dato un'idea diversa di quanto i luoghi della Campania siano collegati tra loro.

Per chi ama la fauna, il parco ospita volpi, tassi e decine di specie di uccelli, molte delle quali nidificano qui. Ricordate che nel parco vivono anche serpenti, vipere comprese: scarpe alte e attenzione dove mettete le mani.

Camminare sul Taburno

Il parco è attraversato da diversi sentieri escursionistici, da quelli adatti a tutti a percorsi per escursionisti esperti. Le salite alle cime richiedono qualche ora di cammino e un minimo di allenamento, ma vengono ripagate dalla vista sulle valli intorno.

Il nostro consiglio è di informarvi prima sullo stato dei sentieri e di non avventurarvi da soli fuori dai tracciati segnati. Se non siete esperti, una guida del territorio può fare la differenza.

Come arrivare e quando andare

Il massiccio si raggiunge facilmente in auto da Benevento, dalla valle Caudina (lato Montesarchio) o dalla valle Telesina (lato Solopaca e Frasso Telesino). Da ogni versante partono strade che salgono verso le quote più alte.

Le stagioni migliori sono la primavera, con le fioriture, e l'autunno, con i colori della faggeta. D'estate si cerca il fresco nel bosco, mentre in inverno le cime possono essere innevate: in quel caso servono attrezzatura ed esperienza.

Nei dintorni

Foto in alto (Montesarchio): Salvatore Di Maro, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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