
Se c'è un pomodoro che tutti conoscono, anche fuori dall'Italia, è il San Marzano. Siamo andati a vederlo nei campi dell'Agro Sarnese-Nocerino, dove le piante crescono in verticale lungo file di pali. Ecco la storia del Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP.
Un nome che viene da un paese
Il pomodoro prende il nome da San Marzano sul Sarno, il comune in cui la coltivazione si è diffusa di più. Le sue origini sono legate a incroci e selezioni di varietà locali nei primi del Novecento, mentre la produzione di pelati è diventata, nel corso del secolo, una delle industrie più importanti della zona.
Il riconoscimento DOP
È Denominazione di Origine Protetta dal 1996. La zona di produzione si estende tra la provincia di Salerno (con comuni come San Marzano sul Sarno, Scafati e San Valentino Torio), quella di Napoli (tra cui Pompei, Sant'Antonio Abate e Striano) e una parte del comune di Montoro, in provincia di Avellino.
Varietà e coltivazione
Il disciplinare ammette le varietà S. Marzano 2 e Kiros (ex Selezione Cirio 3), oltre a linee migliorate derivate da queste. Le piante sono allevate in verticale su tutori di legno e fili di ferro, così che i frutti non tocchino il terreno. La raccolta è manuale, scalare, a piena maturazione, tra il 15 luglio e il 15 ottobre.
Come riconoscerlo
Il frutto è allungato, lungo da 60 a 80 millimetri, con forma cilindrica o a parallelepipedo e un colore rosso intenso. La buccia si stacca facilmente, la polpa è soda e il sapore agrodolce. La DOP tutela il prodotto trasformato: pelati interi o pelati a filetti, in barattoli di vetro o latta.
In cucina
Il San Marzano è il pomodoro dei sughi: noi lo usiamo per una salsa semplice, con aglio, olio e basilico, che lascia sentire tutto il suo sapore. È anche il pomodoro tradizionale del ragù e della pizza. Vi consigliamo di schiacciarlo a mano, senza frullarlo.
Dove assaggiarlo e nei dintorni
La zona di produzione è a pochi chilometri da Ercolano e Pompei: cosa vedere, perfetta per unire archeologia e sapori. Nella stessa area si coltiva il Cipollotto Nocerino DOP, mentre sul Vesuvio cresce il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP. Per usarlo al meglio leggete Il ragù napoletano e la genovese e La pizza napoletana. Tutte le denominazioni sono in I prodotti DOP e IGP della Campania e la provincia in Salerno e dintorni.
Fonti: Disciplinare (decreto MIPAAFT 4/9/2019); Commissione europea – eAmbrosia; Consorzio di tutela.
Foto in alto (San Marzano sul Sarno): René Haas, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.


