
Molti pensano che per vedere un grande anfiteatro romano bisogna andare a Roma. Noi abbiamo scoperto che a mezz'ora da Napoli ce n'è uno che, per dimensioni e importanza, viene subito dopo il Colosseo. E a poche strade di distanza si scende sotto terra, in un santuario dipinto dedicato a un dio venuto dall'Oriente. Ecco come abbiamo vissuto la nostra giornata nell'antica Capua.
L'antica Capua, città dei gladiatori
L'attuale Santa Maria Capua Vetere sorge sul sito della Capua romana, una delle città più ricche e potenti dell'Italia antica. Qui c'era la scuola gladiatoria più celebre del mondo romano, e da qui partì nel 73 a.C. la rivolta di Spartaco, il gladiatore trace che tenne in scacco Roma per due anni.
Più tardi Giulio Cesare vi fondò una famiglia gladiatoria che divenne tra le più prestigiose dell'epoca. Camminando per la città moderna abbiamo avuto spesso la sensazione che l'antico affiori ovunque, tra archi, resti di mura e nomi di strade.
L'Anfiteatro Campano
L'Anfiteatro Campano è il secondo anfiteatro romano per grandezza e importanza dopo il Colosseo. Fu costruito in età flavia, tra la fine del I e il II secolo d.C., al posto di un'arena più antica, quella dove combattevano i gladiatori di Spartaco. L'imperatore Adriano lo fece restaurare e decorare con colonne e statue, e fu inaugurato dal suo successore Antonino Pio.
Poteva ospitare fino a circa 60.000 spettatori. Oggi le gradinate sono in gran parte perdute, ma basta entrare nell'arena per capire le proporzioni. La parte che ci ha impressionato di più sono i sotterranei: corridoi e ambienti dove si preparavano gli spettacoli, con i sistemi di carrucole e gabbie che facevano comparire uomini e animali sulla scena.
Il Museo dei Gladiatori
Accanto all'anfiteatro c'è il piccolo Museo dei Gladiatori, che vi consigliamo di non saltare. Racconta la vita, le armi e gli spettacoli dei gladiatori capuani e aiuta a "riempire" con l'immaginazione l'arena che avete appena visto. Noi lo abbiamo trovato utile soprattutto per capire come era organizzato il mondo delle scuole gladiatorie.
Il Mitreo: un santuario sotto terra
A breve distanza dall'anfiteatro si trova il Mitreo, scoperto nel 1922 e aperto ai visitatori nel 1937. Risale alla fine del I secolo d.C. ed è considerato uno dei luoghi di culto mitraico più importanti del mondo romano.
Il culto di Mitra, divinità solare di origine indo-persiana, arrivò in Italia con mercanti e schiavi attraverso il porto di Puteoli, l'odierna Pozzuoli, e fu molto seguito tra soldati, schiavi e gladiatori tra il II e il III secolo. I fedeli si riunivano in ambienti sotterranei che evocavano la grotta in cui il dio sarebbe nato.
Scendendo, si attraversa un vestibolo buio e si entra nella sala di culto. Sulla parete di fondo c'è il grande affresco della tauroctonia, Mitra che uccide il toro, ancora ricco di colori; la volta è dipinta di stelle. Ci sono anche rilievi in marmo con Amore e Psiche. È uno spazio piccolo, e proprio per questo molto suggestivo.
Il Museo Archeologico dell'Antica Capua
Il percorso si completa con il Museo Archeologico Nazionale dell'Antica Capua, ospitato in un'ex caserma di cavalleria dell'Ottocento. Espone sculture e ritratti romani, materiali di scavo del territorio e alcune delle matres in tufo del santuario del Fondo Patturelli. Il museo è stato interessato da lavori di riqualificazione: controllate se è aperto prima di andare.
Come arrivare e quando andare
Santa Maria Capua Vetere è sulla linea ferroviaria Napoli-Caserta-Roma ed è vicinissima all'uscita Santa Maria Capua Vetere dell'A1. Anfiteatro, Mitreo e museo fanno parte di un unico circuito di visita. Il Mitreo si visita solo su prenotazione e in piccoli gruppi, quindi organizzatevi in anticipo. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
L'anfiteatro è all'aperto e con poca ombra: in estate vi consigliamo il mattino presto, in primavera e autunno qualsiasi momento della giornata va bene.
Nei dintorni
A pochi chilometri c'è Capua, la città medievale nata sul Volturno: non perdete Il Museo Provinciale Campano di Capua, con le straordinarie Matres Matutae, e La Basilica di Sant'Angelo in Formis. Chi ama i Romani può proseguire verso nord con Teano e Sessa Aurunca, tra Romani e Medioevo. In mezz'ora siete alla Reggia con Gli Appartamenti Reali della Reggia di Caserta. Tutti gli itinerari della provincia sono in Caserta e dintorni.
Foto in alto (Santa Maria Capua Vetere): Rico Heil, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.


