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Teano e Sessa Aurunca, tra Romani e Medioevo

Teano e Sessa Aurunca, tra Romani e Medioevo

Nel nord della provincia di Caserta, tra il vulcano spento di Roccamonfina e la valle del Garigliano, ci sono due città che ci hanno sorpreso per quanta storia riescono a raccontare in pochi chilometri. A Teano e a Sessa Aurunca abbiamo trovato teatri romani, cattedrali romaniche e castelli, quasi sempre senza folla. Ecco come abbiamo organizzato la nostra giornata.

Teano, la città dei Sidicini

Teano era la capitale dei Sidicini, popolo italico che abitava questa zona prima dei Romani. Divenuta romana con il nome di Teanum Sidicinum, crebbe come importante crocevia tra le strade consolari.

Il monumento più spettacolare è il teatro romano, costruito alla fine del II secolo a.C., in età repubblicana, con strutture a volte radiali allora molto innovative. Fu rifatto in età augustea e raggiunse il suo massimo splendore all'inizio del III secolo d.C., sotto Settimio Severo. Con i suoi circa 85 metri di diametro poteva accogliere oltre 5.000 spettatori. Ci ha colpito la posizione, in mezzo alla campagna, con le colline tutto intorno.

Il museo, il Duomo e l'incontro del 1860

Nel centro storico vi consigliamo il Museo Archeologico di Teanum Sidicinum, aperto nel 2001 in un bell'edificio tardogotico legato alla famiglia Marzano, noto come Loggione e Cavallerizza. Raccoglie circa mille reperti, dalla preistoria alla tarda antichità, e aiuta a capire cosa fosse questa città prima di Roma.

Poco lontano c'è il Duomo di San Clemente, costruito tra l'XI e il XII secolo e ricostruito dopo i danni della Seconda guerra mondiale, con la sua pianta a tre navate.

Il nome di Teano, poi, è entrato nei libri di scuola: il 26 ottobre 1860 Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II si incontrarono in queste campagne, nel celebre incontro di Teano che segnò il passaggio del Mezzogiorno al nascente Regno d'Italia. Il punto esatto dell'incontro è ancora oggi discusso dagli storici.

Sessa Aurunca, colonia latina sulle pendici del vulcano

Da Teano si scende verso il mare e si arriva a Sessa Aurunca, adagiata sulle pendici del Roccamonfina. Era la terra degli Aurunci; dopo la conquista romana, nel 313 a.C., fu fondata qui la colonia latina di Suessa Aurunca. La città è considerata la patria di Lucilio, il poeta satirico.

Il teatro romano è stato riportato alla luce con gli scavi degli ultimi decenni e poteva ospitare oltre 6.500 spettatori. Nel II secolo d.C. fu ampliato e arricchito per volontà di Matidia Minore, cognata dell'imperatore Adriano. In città si visita anche il criptoportico romano, un lungo ambiente sotterraneo a volta.

La Cattedrale e il castello di Sessa

Il monumento che ci è rimasto nel cuore è la Cattedrale, dedicata ai santi Pietro e Paolo, avviata all'inizio del XII secolo e considerata uno dei capolavori del romanico campano. Il portico con le sculture del portale, il pavimento a mosaico di gusto cosmatesco e lo splendido pulpito su colonne, rivestito di mosaici, valgono da soli il viaggio.

In alto domina il castello ducale, di origine longobarda, rimaneggiato in età sveva e trasformato in residenza nobiliare nel Quattrocento. Oggi ospita il Museo Archeologico, dove sono esposti i reperti della città antica, tra cui la statua di Matidia in marmo nero. Nei dintorni vale una sosta il Ponte degli Aurunci, detto anche ponte Ronaco, antico ponte romano con ventuno arcate.

Se capitate a Sessa durante la Settimana Santa, troverete le tradizionali processioni dei Misteri, uno dei riti più sentiti della provincia.

Come arrivare e quando andare

Teano è vicina all'uscita Caianello dell'A1, e Sessa Aurunca si raggiunge da lì in circa mezz'ora di auto. Entrambe hanno una stazione ferroviaria, ma per muoversi tra i siti l'auto è la soluzione più comoda. Musei e aree archeologiche hanno orari diversi tra loro e a volte aperture su prenotazione: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

Le stagioni migliori sono la primavera e l'autunno, quando la campagna è verde e si cammina volentieri tra i resti antichi.

Nei dintorni

Siete a un passo dal vulcano: leggete Il vulcano di Roccamonfina e il suo parco. Questa è anche la terra del Falerno del Massico DOC e, poco più a nord, del Galluccio DOC. Per altri Romani spostatevi verso sud con L'Anfiteatro Campano e il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere e Il Museo Provinciale Campano di Capua. Tutti gli itinerari della provincia sono in Caserta e dintorni.

Foto in alto (Teano): Specializedturin at Italian Wikipedia, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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