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Il Real Sito di Carditello

Il Real Sito di Carditello

Arrivando a Carditello, in mezzo alla pianura tra Capua e Aversa, la prima cosa che ci ha colpito è stata la sproporzione: un palazzo elegante e misurato, circondato da un enorme spazio aperto che un tempo era una pista per i cavalli. Il Real Sito di Carditello, nel territorio di San Tammaro, è una delle residenze borboniche meno conosciute della provincia, ma anche una di quelle con la storia più intensa. Ve la raccontiamo.

Una fattoria reale voluta dai Borbone

La storia di Carditello comincia con Carlo di Borbone, che destinò questa tenuta alla caccia e all'allevamento dei cavalli. Fu però il figlio, Ferdinando IV, a trasformarla in qualcosa di diverso: una vera e propria fattoria modello, dove si sperimentavano tecniche agricole e di allevamento all'avanguardia per l'epoca.

I lavori per il complesso che vediamo oggi iniziarono nel 1787, sotto la direzione di Francesco Collecini, allievo di Luigi Vanvitelli. La tenuta si estendeva in origine per oltre 2.000 ettari e univa la funzione di residenza reale a quella di azienda agricola, con l'allevamento di bovini e la selezione di cavalli di razza.

L'architettura e il galoppatoio

Lo stile è quello neoclassico, sobrio ed elegante. Il palazzo centrale, destinato alla famiglia reale, è affiancato da corpi di fabbrica e torri che ospitavano il personale e le attività agricole. L'acqua necessaria arrivava dall'Acquedotto Carolino, la stessa grande opera che alimentava le fontane della Reggia di Caserta.

Davanti all'edificio si apre il grande galoppatoio, ispirato alla forma dei circhi romani e decorato da fontane, due obelischi e un piccolo tempietto circolare di gusto classico. Camminando lungo il suo perimetro abbiamo provato a immaginarlo animato dalle corse e dalle parate dei cavalli reali: lo spazio è talmente ampio che serve qualche minuto per abbracciarlo con lo sguardo.

Dal declino alla rinascita

Dopo la fine del Regno delle Due Sicilie la tenuta conobbe un lungo declino. Nel 1920 la proprietà fu smembrata e rimasero soltanto l'edificio centrale e circa 15 ettari di terreno intorno. Nel 1943 fu occupata prima dalle truppe tedesche e poi da quelle americane, e nei decenni successivi subì abbandono, furti e vandalismi.

Tra il 2011 e il 2013 diverse aste andarono deserte. In quegli anni la reggia fu custodita da volontari, tra cui Tommaso Cestrone, scomparso nel dicembre 2013 e ricordato come il custode volontario del sito. Poco dopo il complesso fu acquistato dallo Stato, e nel 2016 è nata la Fondazione Real Sito di Carditello, che si occupa del suo restauro e della sua valorizzazione. Il sito è stato riaperto al pubblico nel 2017.

Cosa vedere durante la visita

La visita permette di scoprire gli ambienti del palazzo e di passeggiare nel galoppatoio. Vi consigliamo di prendervi il tempo per guardare il complesso anche da lontano: è da lì che si capisce il progetto di Collecini, pensato come un insieme armonioso di architettura e campagna.

Carditello racconta molto bene un'idea tipica dei Borbone, quella di unire la vita di corte alla produzione agricola. Un'idea che ritroviamo anche nella vicina colonia di San Leucio, di cui vi parliamo in La seta di San Leucio, una tradizione borbonica. E non dimenticate che questa pianura è la terra della bufala: per saperne di più leggete Mozzarella di bufala campana DOP.

Come arrivare e quando andare

Il Real Sito si trova lungo via Carditello, nel territorio di San Tammaro, nella pianura tra Capua e Aversa. Il modo più comodo per arrivarci è l'auto, partendo da Caserta, Capua o Santa Maria Capua Vetere. Le stagioni più piacevoli sono la primavera e l'autunno, quando si cammina volentieri nel galoppatoio senza il caldo estivo. Verificate orari, aperture e biglietti sul sito ufficiale prima di partire, perché possono variare in occasione di eventi e lavori di restauro.

Nei dintorni

Per organizzare la vostra giornata date un'occhiata alla nostra guida Caserta e dintorni. Da Carditello potete raggiungere facilmente Santa Maria Capua Vetere per L'Anfiteatro Campano e il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere, oppure Capua con Il Museo Provinciale Campano di Capua. Se siete appassionati di residenze reali, il passo successivo non può che essere Gli Appartamenti Reali della Reggia di Caserta, a Caserta.

Foto in alto (San Tammaro): Gianfranco Vitolo, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.

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