
Due giorni nell'Irpinia d'autunno, tra i castagneti di Montella, il tartufo nero di Bagnoli Irpino, l'altopiano del Laceno e i borghi in pietra dell'Alta Irpinia. Vi proponiamo il nostro itinerario per un fine settimana di novembre, con le feste in calendario, cosa vedere, cosa assaggiare e qualche consiglio pratico per muoversi sulle strade di montagna.
Perché andare in Irpinia a novembre
A novembre i boschi dei Monti Picentini sono al massimo del colore, i paesi profumano di caldarroste e la stagione dei prodotti di bosco è nel pieno. È anche un periodo tranquillo, lontano dalle folle dell'estate, in cui i borghi si visitano con calma.
Il territorio che vi proponiamo è compatto: Montella, Bagnoli Irpino e Nusco distano pochi chilometri l'uno dall'altro, e in due giorni si riesce a mettere insieme natura, storia e buona tavola senza passare troppo tempo in auto. Molti di questi paesi fanno parte del Parco dei Monti Picentini, che vi raccontiamo in un articolo dedicato.
Sabato mattina: Montella e la castagna IGP
Si parte da Montella, la patria della castagna di Montella IGP, il primo prodotto ortofrutticolo italiano ad aver ottenuto la Denominazione di Origine, nel 1987. Nei dintorni i castagneti salgono sulle pendici dei Picentini, e in questa stagione basta una breve passeggiata per vedere i ricci aperti sotto gli alberi.
Nel paese vi consigliamo due tappe:
- il Convento di San Francesco a Folloni, che la tradizione vuole fondato da san Francesco nel 1222, oggi monumento nazionale con il Museo dell'Opera;
- il Complesso monumentale del Monte, con i resti del castello, la chiesa e l'ex convento racchiusi dalle mura medievali, da cui si gode la vista sulla valle.
Prima di ripartire, fate scorta di castagne del prete, essiccate e tostate, dal sapore leggermente affumicato: si conservano a lungo e sono il ricordo più autentico di questa zona.
La Festa della Castagna e le altre feste del weekend
Se scegliete il fine settimana dal 6 all'8 novembre, a Montella trovate la seconda parte della Festa della Castagna di Montella IGP, alla 42ª edizione: stand nel centro, caldarroste, primi piatti e dolci a base di castagne, musica e spettacoli. L'accesso alle vie della festa è libero e si paga solo ciò che si consuma. Nei weekend il paese si riempie: arrivate presto e lasciate l'auto nelle aree di sosta ai margini del centro.
Negli stessi giorni, il 7 e l'8 novembre, a pochi chilometri sul versante salernitano dei Picentini, Acerno ospita la Sagra della Castagna e dei prodotti del sottobosco. Chi preferisce il weekend successivo può puntare sulla Sagra delle Sagre di Sant'Angelo dei Lombardi, a metà novembre, che riunisce i sapori di tutta la provincia: le date esatte vanno confermate sui canali del Comune.
Sabato pomeriggio: Bagnoli Irpino e il tartufo nero
Nel pomeriggio ci spostiamo a Bagnoli Irpino, il paese del tartufo nero di Bagnoli, il Tuber mesentericum delle faggete dei Picentini, dal profumo intenso e pungente che in zona chiamano «fenico». La raccolta si concentra tra autunno e inverno, e proprio in questi mesi il tartufo si trova più facilmente sulle tavole del paese, grattugiato su pasta fatta in casa, uova e carni.
Nel centro storico vale la pena entrare nella Chiesa madre di Santa Maria Assunta, famosa per il coro ligneo seicentesco in noce, monumento nazionale dal 1912. Salite poi verso il Castello Cavaniglia, di origine normanna, sul colle che domina il paese.
Se resta luce, prendete la strada per l'altopiano del Laceno, a oltre mille metri, dove il Lago Laceno riflette i boschi colorati: trovate tutto in Il Lago Laceno e l'altopiano.
Domenica: Nusco e l'Abbazia del Goleto
La domenica è per i borghi dell'Alta Irpinia. Iniziamo da Nusco, arroccato su un colle a dominare la valle, con la cattedrale e il centro in pietra. Nella piazza del Vescovado c'è il Museo diocesano di arte sacra. Per conoscere meglio il paese e gli altri borghi della zona leggete I borghi più belli dell'Irpinia: Zungoli, Monteverde, Nusco.
Da Nusco si scende verso Sant'Angelo dei Lombardi per la visita all'Abbazia del Goleto, fondata nel XII secolo da San Guglielmo da Vercelli. Non perdete la Torre Febronia, del 1152, costruita anche con i blocchi di un mausoleo romano, e la chiesa di San Luca, del 1255. In paese merita una sosta il Castello degli Imperiali.
Cosa mangiare
La cucina irpina d'autunno è fatta di bosco e di montagna. Oltre alle castagne e al tartufo, cercate i funghi, i salumi e i formaggi di montagna, la pasta fatta a mano e le zuppe di legumi con le castagne secche. Da bere, i rossi da uve Aglianico e i bianchi irpini.
Per orientarvi a tavola leggete Cosa mangiare ad Avellino e Sapori d'Irpinia: i prodotti della terra da cercare nei paesi; per il vino c'è Vino Taurasi DOCG.
Come arrivare e consigli pratici
Per questo itinerario serve l'auto. Da Napoli e da Salerno si raggiunge l'Irpinia con l'autostrada A16 o con il raccordo Salerno-Avellino, e da lì si prosegue su strade provinciali panoramiche ma tortuose. Mettete in conto tempi più lunghi di quanto dicano le mappe, soprattutto di sera.
A novembre in quota fa freddo, e sul Laceno può già arrivare la neve: portate abiti pesanti e scarpe adatte, e controllate il meteo prima di salire. Orari di chiese e musei cambiano spesso fuori stagione: verificateli sui siti ufficiali o con le Pro Loco prima di partire.
Se avete un giorno in più, la nostra guida Avellino e dintorni vi aiuta a scegliere altre tappe, mentre per un itinerario più ampio c'è Irpinia e Sannio in un weekend.
Foto in alto (Bagnoli Irpino): Lukewill, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
