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Il Parco dei Monti Picentini in Irpinia: vette, sorgenti e boschi

Il Parco dei Monti Picentini in Irpinia: vette, sorgenti e boschi
Foto: Turismo Campano · Icone Lucide (licenza ISC)

Quando in estate la costa si riempie, noi spesso prendiamo la direzione opposta e saliamo sui Monti Picentini. È la catena montuosa che separa l'Irpinia dalla piana del Sele, un mondo di faggete, altopiani carsici e sorgenti che sembra lontanissimo dal mare e invece è a poco più di un'ora da Napoli e da Salerno. Dal 1995 buona parte di queste montagne è tutelata dal Parco regionale dei Monti Picentini, che ha sede a Nusco. In questa pagina vi raccontiamo il versante irpino, quello in provincia di Avellino.

Le montagne più alte della Campania interna

I Picentini sono un massiccio calcareo e dolomitico con alcune delle vette più alte della regione. La più elevata è il Monte Cervialto, 1.810 metri, che sovrasta l'altopiano del Laceno; quasi alla stessa quota c'è il Monte Terminio, 1.806 metri, tra Serino, Volturara e Montella. Sul versante salernitano si alzano il Polveracchio e l'Accellica, mentre più a nord il Montagnone di Nusco chiude la catena verso l'Ofanto.

I boschi sono il vero patrimonio del parco: faggete in quota, poi cerri, aceri, ontani e, più in basso, i grandi castagneti che danno forma all'economia di molti paesi. In alcune zone si trovano anche impianti di pino nero.

Il grande serbatoio d'acqua del Sud

Quello che rende unici i Picentini è l'acqua. La roccia calcarea assorbe pioggia e neve come una spugna e le restituisce a valle in decine di sorgenti: per questo il massiccio è considerato la più grande riserva idrica del Mezzogiorno. Da qui nascono fiumi che vanno in direzioni opposte: il Sele, il Tusciano e il Picentino verso il Tirreno; il Calore e il suo affluente Sabato verso il Volturno; l'Ofanto verso l'Adriatico.

Due luoghi raccontano bene questo legame. A Caposele sgorgano le sorgenti del Sele, da cui parte l'Acquedotto Pugliese: in paese c'è un museo dedicato all'acqua e un parco fluviale per passeggiare. A Serino, invece, nascevano le acque che già in età romana venivano portate verso il golfo di Napoli con un lungo acquedotto.

Il Laceno, cuore dell'escursionismo

Il punto di partenza più conosciuto è l'altopiano del Laceno, sopra Bagnoli Irpino, con il suo lago carsico circondato da faggi. D'estate è la base per escursioni e passeggiate, d'inverno diventa una piccola località sciistica. Vi raccontiamo tutto in Il Lago Laceno e l'altopiano e, per la stagione fredda, in L'inverno in Campania: neve al Laceno e terme.

Dal Laceno partono diversi sentieri verso il Cervialto e le creste circostanti. Prima di mettervi in cammino informatevi sullo stato dei percorsi presso il parco o le sezioni locali del CAI: alcuni tratti sono impegnativi e la segnaletica non è sempre continua.

I sapori della montagna

Il parco è anche un paesaggio da gustare. I castagneti di Montella producono una castagna tutelata dall'IGP, protagonista delle feste d'autunno: leggete La castagna di Montella IGP. Nei boschi di Bagnoli si cerca il tartufo nero, raccontato in Il tartufo nero di Bagnoli Irpino. E nei pascoli d'alta quota si producono formaggi di montagna e caciocavalli che vale la pena assaggiare nei paesi.

I paesi del versante irpino

Il parco abbraccia numerosi comuni della provincia di Avellino. Tra quelli che ci piace consigliare come base:

  • Bagnoli Irpino, con il centro storico in pietra e l'accesso al Laceno;
  • Montella, terra di castagne, con il suo santuario sul monte;
  • Nusco, borgo panoramico e sede del parco;
  • Caposele, per le sorgenti del Sele;
  • Serino e la zona del Terminio, per chi arriva da Avellino.

I nostri consigli

  • Anche in estate, in quota le temperature scendono e il meteo cambia in fretta: portate sempre una giacca e acqua a sufficienza.
  • Per le escursioni lunghe usate mappe aggiornate o affidatevi a guide escursionistiche abilitate.
  • Rispettate la fauna e la flora: raccogliere funghi, tartufi o piante è regolato da norme precise.

Come arrivare e quando andare

Serve l'auto. Da Avellino si raggiungono Serino e il Terminio in poco tempo, mentre per Montella, Bagnoli e il Laceno si percorre la strada dell'Ofantina; Caposele e Nusco sono sul versante orientale. Le stagioni più belle sono la tarda primavera, con i prati in fiore, e l'autunno, con i colori dei faggi e la stagione delle castagne. In inverno le strade di montagna possono essere innevate. Verificate le informazioni sul sito ufficiale del parco prima di partire.

Nei dintorni

Sul versante salernitano del massiccio vi aspettano Le oasi dei Picentini: Monte Polveracchio e Valle della Caccia. Per altre idee sulla natura campana leggete Natura e campagna in Campania: parchi, boschi e borghi rurali e, per tutta la provincia, Avellino e dintorni.

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