
A Napoli le tradizioni non sono ricordi da museo: le vedete per strada, nelle botteghe, nelle chiese e perfino nei numeri che la gente si scambia al bar. Ogni volta che ci torniamo scopriamo un rito nuovo. Vi raccontiamo quelli che, secondo noi, vale la pena conoscere prima di partire.
Il presepe napoletano e San Gregorio Armeno
Se c'è una tradizione che riassume Napoli, è il presepe. Qui non si rappresenta solo la Natività: accanto alla grotta compaiono osterie, mercati, venditori e personaggi della vita quotidiana, in una scena affollata e piena di dettagli. I pastori sono modellati a mano, con teste in terracotta e abiti in stoffa, e la loro lavorazione richiede tempo e grande abilità.
Il luogo dove respirare questa tradizione è via San Gregorio Armeno, nel centro storico, dove le botteghe artigiane lavorano tutto l'anno e nel periodo natalizio la strada si riempie di visitatori. Vi consigliamo di andarci con calma e di guardare le statuine da vicino: troverete anche personaggi dell'attualità, accanto a quelli classici. Ve ne parliamo in Il presepe napoletano e in San Gregorio Armeno, la via dei presepi.
La Cantata dei Pastori
Sempre nel periodo di Natale torna la Cantata dei Pastori, rappresentazione teatrale scritta da Andrea Perrucci e pubblicata nel 1698 con lo pseudonimo di Ruggiero Casimiro Ugone. Il titolo originale è Il vero lume tra l'ombre e racconta il viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme, ostacolato dai diavoli.
A rendere l'opera così amata sono i personaggi comici aggiunti nel tempo: Razzullo, uno scrivano napoletano sempre affamato, e Sarchiapone, un barbiere in fuga. Il testo è stato messo in scena per generazioni e rappresenta un pezzo importante del teatro popolare napoletano. Se siete in città durante le feste, controllate i cartelloni dei teatri.
Il miracolo di San Gennaro
San Gennaro è il patrono della città, e per i napoletani è molto più di un santo. Il cuore della devozione è la liquefazione del sangue conservato in due ampolle nel Duomo. La prima testimonianza scritta risale al 17 agosto 1389, riportata nel Chronicon Siculum.
Il prodigio si attende tre volte l'anno: a maggio, in occasione della traslazione delle reliquie, il 19 settembre, giorno della festa del santo, e il 16 dicembre, che ricorda l'eruzione del Vesuvio del 1631. Quando il sangue si scioglie, è considerato un segno di buon auspicio per la città. Tutto in Il miracolo di San Gennaro e in Il Duomo di Napoli.
Pulcinella
La maschera di Pulcinella, con il camicione bianco, la maschera nera e il cappello a cono, è il volto di Napoli nel mondo. Le sue radici si collegano alle antiche farse atellane, ma il personaggio prende forma nella commedia dell'arte all'inizio del Seicento, grazie all'attore Silvio Fiorillo. A Carnevale lo vedrete ovunque, e nelle botteghe del centro troverete statuine e souvenir con il suo volto. Ve lo raccontiamo in Pulcinella.
La Smorfia
A Napoli i sogni si trasformano in numeri. La Smorfia abbina a ogni numero da 1 a 90 un oggetto, una persona o una situazione, ed è usata da secoli per giocare al lotto. Il nome viene probabilmente da Morfeo, il dio greco del sonno. Il 90, per esempio, è "la paura". Vi capiterà di sentir citare i numeri anche nelle conversazioni di tutti i giorni: è uno dei modi più divertenti per entrare nella cultura della città. Approfondite in La Smorfia napoletana.
Il caffè sospeso
Chiudiamo con una tradizione piccola ma bellissima: il caffè sospeso. Chi può permetterselo paga un caffè in più, che resta "sospeso" per chi arriva dopo e non può pagarlo. È un gesto di generosità che dice molto della città. Lo trovate raccontato in Il caffè napoletano e il caffè sospeso.
Nei dintorni
Per organizzare il viaggio partite dalla nostra guida Napoli e Dintorni. Se volete vivere queste tradizioni sul posto, vi consigliamo di camminare lungo Spaccanapoli, Palazzo del Plebiscito e Palazzo Reale e di leggere Cosa fare a Napoli. Per scoprire il lato più misterioso della città, date un'occhiata a Cimitero delle fontanelle: tra credenze e verità.
Foto in alto (Napoli): This Photo was taken by Wolfgang Moroder. Feel free to use my photos, but please mention me as the author and send me a message. This image is not in the public domain. Please respect the copyright protection. It may only be used according to the rules mentioned here. This specifically excludes use in social media, if applicable terms of the licenses listed here not appropriate. Please do not upload an updated image here without consultation with the Author. The author would like to make corrections only at his own source. This ensures that the changes are preserved.Please if you think that any changes should be required, please inform the author.Otherwise you can upload a new image with a new name. Please use one of the templates derivative or extract., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
