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Pulcinella

Pulcinella

Camminando per Napoli è impossibile non incontrarlo: nelle vetrine, sui murales, nelle botteghe del centro. Pulcinella, con il suo camicione bianco e la maschera nera, è il personaggio che più di ogni altro racconta la città. Siamo andati a cercare le sue origini, tra storia, teatro e leggenda.

Chi è Pulcinella

Pulcinella è una delle maschere più celebri della commedia dell'arte. È un servo furbo e pigro, sempre affamato, capace di cavarsela con l'ironia anche nelle situazioni più difficili. Dice la verità ai potenti con una battuta, si lamenta della sua sorte e poi ne ride: è proprio questa doppia faccia, malinconica e allegra insieme, che lo ha reso così vicino ai napoletani.

Il costume è inconfondibile: un largo camicione bianco, pantaloni ampi, una mezza maschera nera dal naso pronunciato e il cappello a cono chiamato coppolone. Sul nome ci sono diverse ipotesi: la più nota lo fa derivare da pulcino, per la voce stridula e il naso a becco.

Le radici antiche

Molti studiosi collegano Pulcinella alle farse atellane, spettacoli popolari dell'antichità romana nati in Campania. Tra i loro personaggi c'era Maccus, un servo dal naso lungo e dall'aria goffa, vestito di bianco: un antenato in cui è facile riconoscere la nostra maschera.

Acerra, la patria di Pulcinella

La tradizione vuole che Pulcinella sia nato ad Acerra, nell'entroterra napoletano. Secondo la leggenda, la maschera si ispirerebbe a un contadino del posto, Puccio d'Aniello, che per il suo spirito e la sua parlantina sarebbe entrato in una compagnia di attori di passaggio.

Leggenda o no, Acerra ha fatto di Pulcinella un simbolo. Nel Castello dei Conti ha sede il Museo di Pulcinella, dedicato alla maschera, al suo teatro e alla cultura popolare. Se siete in zona, vi consigliamo di dedicargli una tappa: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

La nascita in teatro

Il Pulcinella che conosciamo prende forma all'inizio del Seicento grazie a Silvio Fiorillo, attore originario di Capua. La sua commedia La Lucilla costante, scritta nel 1609 e pubblicata nel 1632, è tra i primi testi in cui compare il personaggio.

A raccogliere l'eredità di Fiorillo fu Andrea Calcese, detto Ciuccio, considerato il primo grande interprete della maschera dal 1618. Da quel momento Pulcinella viaggiò con le compagnie della commedia dell'arte in tutta Europa.

Dall'Ottocento a oggi

Nell'Ottocento il Pulcinella più amato fu Antonio Petito (1822-1876), autore di numerose farse, che contribuì a fissare l'immagine moderna del personaggio. Nel Novecento la maschera è stata indossata anche da Totò ed Eduardo De Filippo, due giganti dello spettacolo napoletano.

Pulcinella vive anche nelle guarattelle, il teatro dei burattini a guanto, dove il burattinaio gli dà voce con un piccolo strumento in bocca chiamato pivetta. E ha conquistato perfino la musica colta: Igor Stravinskij gli dedicò il balletto Pulcinella, andato in scena nel 1920.

Dove incontrarlo a Napoli

A Carnevale il costume di Pulcinella è tra i più diffusi, e nelle botteghe del centro storico, soprattutto nella zona di San Gregorio Armeno, troverete statuine e portafortuna con il suo volto. È anche uno dei personaggi che gli artigiani inseriscono spesso nel presepe. Vi consigliamo di cercarlo passeggiando: è il modo migliore per capire quanto sia ancora presente nella vita della città. Ci ha colpito vedere quanti artisti di strada e artigiani continuino a reinventarlo, segno che la maschera non ha mai smesso di parlare ai napoletani.

Nei dintorni

Per scoprire le altre tradizioni partite da Tradizioni napoletane famose e leggete Il presepe napoletano e San Gregorio Armeno, la via dei presepi. Per organizzare il viaggio in città e in provincia, la nostra guida di riferimento è Napoli e Dintorni. Se vi piace il teatro, date un'occhiata anche a Il Teatro di San Carlo.

Foto in alto (Napoli): This Photo was taken by Wolfgang Moroder. Feel free to use my photos, but please mention me as the author and send me a message. This image is not in the public domain. Please respect the copyright protection. It may only be used according to the rules mentioned here. This specifically excludes use in social media, if applicable terms of the licenses listed here not appropriate. Please do not upload an updated image here without consultation with the Author. The author would like to make corrections only at his own source. This ensures that the changes are preserved.Please if you think that any changes should be required, please inform the author.Otherwise you can upload a new image with a new name. Please use one of the templates derivative or extract., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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