
Pochi immaginano che, non lontano da Salerno, ci siano boschi di faggi dove vive il lupo e valli scavate da torrenti con cascate e grotte. Noi le abbiamo scoperte risalendo i Monti Picentini, tra la provincia di Salerno e quella di Avellino, in due oasi gestite dal WWF. Ecco cosa vi aspetta e come organizzarvi.
Due oasi, un solo parco
Le due aree protette sono vicine ma diverse. L'Oasi di Monte Polveracchio si trova nel territorio di Campagna, mentre l'Oasi Valle della Caccia è appena oltre il confine provinciale, a Senerchia, in Irpinia. Entrambe fanno parte del Parco Regionale dei Monti Picentini e sono gestite grazie a una convenzione tra il WWF e i due Comuni.
Le date raccontano un impegno che dura da decenni: l'oasi del Polveracchio è nata nel 1988 e protegge circa 200 ettari; quella di Valle della Caccia è stata istituita nel 1992, aperta al pubblico nel 1993, e ne tutela circa 450.
Monte Polveracchio, il regno del faggio
Salendo sul Polveracchio la vegetazione cambia in fretta e, sopra i mille metri, si entra nella faggeta. Sotto i faggi crescono l'agrifoglio, la dafne laurella e alcuni vecchi esemplari di tasso, accanto agli aceri di montagna. Nelle radure, in primavera, spuntano crochi, viole e tante orchidee spontanee.
Tra gli animali più importanti c'è il lupo, insieme alla martora, al tasso e a una specie rara come la coturnice. Sono state create anche aree dedicate agli anfibi, come la salamandra pezzata e il tritone italiano. Dalla sorgente della Salamandra partono due sentieri natura segnalati, che si possono percorrere da soli o con una guida. Noi abbiamo camminato in silenzio sotto i faggi, e il fruscio delle foglie è stata l'unica colonna sonora della mattinata.
Valle della Caccia, acqua e roccia
Valle della Caccia è più aspra e selvaggia. È attraversata dal torrente Acquabianca, che ha scavato la roccia formando cascate e piccole grotte; tra queste c'è la cosiddetta grotta del muschio, dove l'acqua scende limpida tra pareti verdi.
Sulle pareti si aggrappa il pino nero, e nei versanti più caldi c'è una lecceta di grande bellezza; ci ha incuriosito anche la presenza della betulla, una pianta che qui non ci si aspetterebbe. Il sentiero natura segue il torrente per circa un'ora, tra grotte e salti d'acqua: è il percorso che vi consigliamo se avete poco tempo o se camminate con i bambini.
Consigli per la visita
Le oasi di montagna sono ambienti delicati e non sempre presidiati, quindi vi consigliamo di contattare prima il WWF o i Comuni per sapere quali sentieri sono aperti, se ci sono visite guidate in programma e come raggiungere i punti di partenza. Dopo forti piogge o in inverno alcuni tratti possono essere difficili o chiusi.
- indossate scarpe da trekking: i sentieri lungo il torrente sono spesso bagnati;
- portate acqua e qualcosa da mangiare, perché nelle oasi non ci sono punti di ristoro;
- restate sui sentieri segnati e non disturbate gli animali.
Come arrivare e quando andare
Serve l'auto. Per il Polveracchio si sale da Campagna verso la montagna; per Valle della Caccia si raggiunge Senerchia, nell'alta valle del Sele, e da lì la contrada Acquabianca. Le stagioni migliori sono la primavera, con le fioriture e i torrenti pieni d'acqua, e l'autunno, quando la faggeta si colora di giallo e di rosso. In estate i boschi offrono un bel fresco, mentre in inverno la neve può rendere difficile salire.
Prima o dopo l'escursione vi consigliamo una passeggiata nel centro storico di Campagna, con le sue chiese e i suoi vicoli in salita.
Nei dintorni
Scendendo nella piana del Sele trovate un'altra zona protetta dal WWF, L'Oasi WWF di Persano. Dall'altra parte dei Picentini, verso Giffoni Valle Piana, si coltiva La nocciola di Giffoni IGP. Chi ama la natura può proseguire con Turismo verde in Campania: parchi, riserve e campagna e Turismo montano in Campania: vette, sentieri e neve. Per tutte le altre mete partite dalla nostra guida Salerno e dintorni.
Foto in alto (Campagna): Gianfranco Vitolo, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.


