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L'Obelisco di Carlo II e Palazzo De Conciliis

L'Obelisco di Carlo II e Palazzo De Conciliis

Passeggiando nel centro storico di Avellino ci siamo fermati più volte con il naso all'insù: prima davanti al "Re di bronzo", poi sotto la Torre dell'Orologio, infine davanti a un palazzo che ha ospitato da bambino uno dei più grandi scrittori francesi. Vi portiamo con noi in questo piccolo giro tra Seicento e Settecento.

Il monumento a Carlo II, il "Re di bronzo"

Nel cuore della città antica di Avellino, in piazza Amendola, si trova l'Obelisco di Carlo II d'Asburgo, eretto nel 1668. Il progetto è di Cosimo Fanzago, architetto e scultore bergamasco che lavorò a lungo a Napoli e che ha lasciato la sua firma in tanti monumenti del barocco meridionale.

A volere il monumento fu il principe Francesco Marino Caracciolo, signore di Avellino, come atto di devozione verso il giovanissimo sovrano. Carlo II era infatti salito al trono di Spagna, e quindi anche di Napoli, ad appena quattro anni, dopo la morte del padre Filippo IV. Per questo la statua in bronzo lo raffigura bambino.

Gli avellinesi lo chiamano affettuosamente "Re di bronzo" o "Carlucciello", e a noi questi soprannomi sono piaciuti molto: raccontano un rapporto familiare con un monumento che, altrove, sarebbe solo celebrativo.

La Dogana e la piazza del Seicento

Piazza Amendola è uno degli angoli più ricchi di storia della città. Accanto all'obelisco si affaccia la Dogana, nata come ufficio del feudatario che riscuoteva i diritti sulle merci dei forestieri e usata anche come deposito di grano, con il controllo di qualità e prezzi.

L'edificio fu acquisito negli anni Sessanta del Seicento e, secondo gli studiosi, il suo rilancio e quello della piazza potrebbero essere letti come un segnale di rinascita dopo la terribile peste del 1656. Vi consigliamo di guardare la piazza con questa chiave: obelisco, Dogana e torre raccontano insieme una città che cercava di ripartire.

La Torre dell'Orologio

Poco distante svetta la Torre dell'Orologio, uno dei simboli di Avellino. La sua prima menzione documentata risale al 1586, in un inventario, mentre data e uso originario restano incerti. Nell'Ottocento si ipotizzò un intervento di Cosimo Fanzago, ma non ci sono documenti che lo confermino.

La torre ha subito importanti lavori nel 1782 e l'aspetto che vediamo oggi è il risultato di interventi conclusi dopo il 1830. Dal basso è uno scorcio che vale la foto, soprattutto con la luce del tardo pomeriggio.

Palazzo De Conciliis e Victor Hugo

Il secondo protagonista di questo giro è Palazzo De Conciliis, costruito nella seconda metà del XVIII secolo per la famiglia omonima, esponente della ricca borghesia cittadina.

La storia che ci ha colpito di più riguarda un ospite d'eccezione: Victor Hugo vi soggiornò da bambino, a otto anni, tra gennaio e luglio del 1808, per stare con il padre, ufficiale dell'esercito francese allora di stanza ad Avellino. Pensare che il futuro autore dei Miserabili abbia passato mesi in queste stanze rende il palazzo molto più vicino.

Il palazzo oggi

Il palazzo fu donato all'Amministrazione comunale da Michelina De Conciliis, con la volontà che diventasse un centro per l'assistenza alla maternità e all'infanzia. Dopo i restauri seguiti al terremoto del 1980, oggi ospita il Centro di Ricerca "Guido Dorso" e l'Archivio Storico Comunale: è quindi un luogo di studio più che un museo, ma la facciata e la sua storia meritano una sosta.

Se volete inserire questa passeggiata in un itinerario più ampio, partite dalla nostra guida Avellino e dintorni e dai consigli di Cosa vedere ad Avellino.

Come arrivare e quando andare

Obelisco, Dogana e Torre dell'Orologio si trovano nel centro storico e si visitano comodamente a piedi in un'ora o poco più. Conviene lasciare l'auto in un parcheggio del centro e muoversi a piedi tra le piazze.

  • I monumenti sono visibili all'aperto in ogni momento dell'anno.
  • Per l'accesso a Palazzo De Conciliis e all'Archivio, verificate orari e modalità sul sito ufficiale prima di partire.
  • Le ore del tardo pomeriggio regalano la luce migliore per le foto della piazza.

Nei dintorni

Da piazza Amendola potete proseguire alla scoperta della città e dell'Irpinia:

Foto in alto (Avellino): autore sconosciuto, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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