
Per generazioni, a Castellammare di Stabia, "andare alle terme" era un gesto quotidiano quanto andare al mare. Noi siamo tornati in città per capire che cosa resta oggi di quella storia, e vi diciamo subito la verità: gli stabilimenti sono chiusi da anni. Ma la storia delle acque stabiesi merita di essere raccontata, e qualche traccia si può ancora toccare con mano.
La città delle 28 sorgenti
Castellammare sorge ai piedi del Monte Faito, e proprio dalle pendici della montagna e dalla zona del porto sgorgano le sue acque. Il patrimonio idrologico contava 28 sorgenti diverse tra loro: acque sulfuree, acque bicarbonato-calciche e acque medio-minerali. Tra i nomi storici ci sono l'Acetosella, la Ferrata, l'Acidula e la Sulfurea.
Le sorgenti erano note fin dall'antichità, quando qui sorgeva l'antica Stabiae, ma per secoli furono usate in modo spontaneo, senza un vero stabilimento. La svolta arrivò nel 1787, quando re Ferdinando I di Borbone fece analizzare le acque: gli studi conclusero che l'acetosella stabiese non aveva nulla da invidiare alle celebri acque di Spa, in Belgio.
Le Antiche Terme
Il primo complesso, quello delle Antiche Terme, sorse nella parte bassa della città, vicino al mare e all'area dei cantieri navali, dove si concentravano diverse sorgenti. Nel secondo dopoguerra l'edificio fu ristrutturato su progetto dell'architetto Marcello Canino.
Per decenni le Antiche Terme sono state un punto di ritrovo per gli stabiesi e per chi arrivava da Napoli e dalla provincia. Ancora oggi molti in città ne parlano con nostalgia: la mescita delle acque, le passeggiate, il parco.
Le Nuove Terme sul Solaro
Negli anni Sessanta la città si dotò di un complesso moderno. Le Nuove Terme furono inaugurate nel 1964 sulla collina del Solaro, in posizione panoramica sul golfo, con un grande parco, reparti di cura e piscine. Nel 1974 si aggiunse un albergo termale.
Il complesso è considerato un esempio interessante di architettura del secondo Novecento ed è schedato nel censimento delle architetture italiane contemporanee del Ministero della Cultura. Vederlo dall'esterno, con il parco e i volumi degli edifici, aiuta a capire quanto contasse il termalismo per l'economia cittadina.
Lo stato attuale: terme chiuse dal 2015
Ed eccoci al punto dolente. Entrambi i complessi hanno chiuso nel 2015, dopo anni di difficoltà gestionali ed economiche, e da allora non hanno più ripreso l'attività termale. Nel tempo si sono susseguiti progetti, proposte e perizie: la Regione Campania ha presentato un'ipotesi di trasformazione in ospedale termale, e la città ha più volte chiesto di salvare questo patrimonio.
Al momento in cui scriviamo, quindi, non è possibile fare cure o bagni termali a Castellammare. Il parco delle Antiche Terme è stato riaperto in alcune occasioni per attività estive e iniziative cittadine, ma si tratta di aperture temporanee. Se passate da queste parti, informatevi sul sito del Comune per eventuali novità.
L'Acqua della Madonna
C'è però un'acqua che gli stabiesi continuano a bere. È l'Acqua della Madonna, una sorgente di acqua minerale naturale che nasce sotto la chiesa di Santa Maria di Porto Salvo e arriva a una fontana pubblica sulla banchina del porto. Ci siamo fermati a guardare le persone che riempivano bottiglie e damigiane: è uno dei riti più autentici della città.
Negli ultimi anni la fontana è stata chiusa per un periodo a causa di problemi alle tubature, poi sostituite; vi consigliamo di verificare che sia in funzione prima di andarci apposta.
Come arrivare e quando andare
Castellammare si raggiunge da Napoli con la Circumvesuviana, linea per Sorrento, oppure in auto con l'autostrada Napoli-Salerno e la statale sorrentina. Ogni stagione va bene per una passeggiata in città, ma la primavera e l'autunno sono i momenti più piacevoli per unire il lungomare alla montagna.
Nei dintorni
Castellammare è la porta della penisola: proseguite verso Sorrento: cosa vedere e leggete il nostro Le terme di Sorrento e Capri. A pochi chilometri ci sono gli scavi di Pompei e di Oplontis, raccontati in Ercolano e Pompei: cosa vedere e Gli scavi di Oplontis. Per il quadro completo delle acque regionali tornate alla nostra guida Le terme della Campania, e per tutta l'area partenopea a Napoli e Dintorni.
Foto in alto (Castellammare di Stabia): Mentnafunangann, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.


