
Croccante fuori, filante dentro: la mozzarella in carrozza è uno dei fritti che a Napoli ci conquistano ogni volta. È un piatto povero, nato per non buttare via nulla, e proprio per questo lo troviamo così sincero. Vi raccontiamo da dove viene e come lo prepariamo seguendo la tradizione.
Un piatto nato per recuperare
La mozzarella in carrozza nasce nella cucina popolare della Campania, secondo la tradizione nei primi decenni dell'Ottocento, come modo per usare il pane raffermo e la mozzarella di qualche giorno, ormai troppo asciutta per essere mangiata fresca. Fritti insieme, pane e formaggio diventavano un piatto nuovo.
Sul nome ci sono più spiegazioni. La più semplice: il pane fa da carrozza alla mozzarella, che viaggia al suo interno. Un'altra ricorda che un tempo si usava il pane tondo, e le fette sembravano le ruote di un carro.
Gli ingredienti
Per 4 persone (8 "carrozze"):
- 16 fette di pane in cassetta o di pane casereccio raffermo, senza crosta
- 300 g di mozzarella o fior di latte di un giorno o due
- 3 uova, mezzo bicchiere di latte, sale
- farina, pangrattato (facoltativo)
- olio di semi per friggere
Il procedimento tradizionale
- Tagliate la mozzarella a fette e lasciatela scolare in un colino per qualche ora, o asciugatela bene con carta da cucina: è il segreto per non farla fuoriuscire.
- Mettete una fetta di mozzarella tra due fette di pane, lasciando un bordo libero, e premete bene i lati.
- Passate le carrozze nella farina, poi nelle uova sbattute con il latte e il sale. Lasciatele qualche minuto a bagno in modo che il pane si inzuppi.
- Se volete una crosta più compatta, passatele anche nel pangrattato.
- Friggete in olio ben caldo, intorno ai 170 °C, girandole una volta, finché sono dorate su entrambi i lati.
- Scolatele su carta assorbente e servitele subito, ben calde.
Le varianti
La variante più diffusa aggiunge un filetto di alice sotto sale accanto alla mozzarella, ed è molto amata anche a Roma. C'è chi mette una fetta di prosciutto cotto, chi preferisce la cottura al forno per una versione più leggera. In molte friggitorie napoletane la trovate in formato piccolo, come parte del cuoppo o tra gli antipasti di una pizzeria. Usare la mozzarella di bufala è possibile, ma va asciugata ancora più a lungo.
Dove assaggiarla e nei dintorni
A Napoli la trovate nelle friggitorie del centro storico, ma è diffusa in tutta la regione, dalla piana di Capua al Salernitano. Per conoscere l'ingrediente principale leggete Mozzarella di bufala campana DOP e, per le alici, Acciughe sotto sale. Per altri piatti della tradizione ci sono Piatti tipici napoletani, I piatti tipici salernitani e Cosa mangiare a Napoli; per la città partite da Napoli e Dintorni.
Foto in alto (Napoli): This Photo was taken by Wolfgang Moroder. Feel free to use my photos, but please mention me as the author and send me a message. This image is not in the public domain. Please respect the copyright protection. It may only be used according to the rules mentioned here. This specifically excludes use in social media, if applicable terms of the licenses listed here not appropriate. Please do not upload an updated image here without consultation with the Author. The author would like to make corrections only at his own source. This ensures that the changes are preserved.Please if you think that any changes should be required, please inform the author.Otherwise you can upload a new image with a new name. Please use one of the templates derivative or extract., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
